Li aveva imballati lei stessa nelle ultime settimane di vita i 636 volumi che da ieri, assieme a fotografie, cimeli e oggetti personali, sono custoditi nella sala “Fondo Fallaci”, una specie di “piccolo museo” intitolato alla giornalista e scrittrice fiorentina scomparsa l’anno scorso e realizzato all’interno della pontificia università Lateranense.
A inaugurare la sala che ospita il “prezioso patrimonio librario e archivistico” della Fallaci - che sarà a disposizione del pubblico nel giro di pochi mesi, non appena la catalogazione sarà completata - è stato il rettore della Lateranense, mons.Rino Fisichella, che l’aveva accompagnata negli ultimi e piu’ dolorosi momenti della malattia e a cui la giornalista aveva personalmente donato i propri libri.
“Oriana Fallaci ha arricchito il nostro Paese di una grande storia e di un contributo molto forte per il progresso della cultura italiana” ha detto il vescovo illustrando la nuova sala. “Ora “ha aggiunto “i libri che Oriana ci ha voluto donare - libri che sono stati usati e studiati a fondo, caratterizzati dalle sue annotazioni, post-it, sottolineature - saranno ben custoditi, e messi a disposizione di studenti, giornalisti e studiosi, ci auguriamo molti, che vorranno approfondire il suo pensiero e toccare con mano chi era Oriana Fallaci”.
Poi Fisichella ha rivelato un grande timore della scrittrice: “I libri erano ciò a cui teneva di più, la sua volontà era che rimanessero intatti. La tormentava invece il pensiero che potessero finire all’asta o dispersi”. Da qui la presa in consegna del rettore che le ha dedicato un Fondo.
Sono così ora tre i Fondi dedicati alla giornalista italiana. Il primo è sorto alla Boston University negli Stati Uniti già nel 1981, il secondo è stato curato dalla Regione Toscana e oggi si aggiunge quello alla Lateranense che, oltre ai volumi, tra cui figurano anche testi rari come una copia dell’Orlando Furioso del ‘500, mette in mostra oggetti appartenuti alla Fallaci dal grande valore simbolico, come il suo zaino o la tessera di accreditamento giornalistico in Vietnam.
Molti i ricordi personali di mons. Fisichella che con Oriana Fallaci aveva condiviso un sodalizio umano sempre più stretto.
“Mi sono rimasti di Oriana tanti insegnamenti, tanti gesti, tanti sguardi e soprattutto il grande desiderio di poter credere ma, infine, il disagio di non poter arrivare fino alla fine a condividere la fede”. C’e’ anche il ricordo di scambi che a volte erano “animati”, a volte “sereni”, ha raccontato il rettore, perché Oriana aveva un “carattere toscano e una verve polemica non da poco”, ma anche “un grande desiderio di ascoltare” e soprattutto una “profondissima intelligenza, quella delle persone che non fanno distinzione tra laici e religiosi ma guardano ai contenuti e li affrontano con grande passione per la verita’ e per la ricerca della libertà”.
Infine quasi un appello del vescovo: “dobbiamo assumerci noi stessi la responsabilità di mantenere vivo il ricordo di persone che hanno dato un contributo notevole alla storia culturale del Paese”.
LEGGI ANCHE: Vi presento la Fallaci che non conoscete - Oriana in mostra a Firenze
- Mercoledì 30 Aprile 2008









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Il 22 Maggio 2008 alle 18:20 Fact - Fiction » Blog Archive » “Oriana-Fallaci-Museum im Vatikan” - “Fallaci kommt nicht zur Ruhe” ha scritto:
[...] Rom. Es sind oft kleinere Gesten, die etwas aussagen. Oriana Fallaci hatte dem Vatikan vor ihrem Tod über 600 wertvolle Bücher vermacht, sie hatte auch an den Ratzinger-Papst geschrieben, den sie nach eigenen Worten sehr bewunderte, und er hatte sie in Privataudienz empfangen und nach ihrem Tod für sie gebetet. Nun wurde mit diesen Büchern, Fotos und persönlichen Gegnständen an der päpstlichen Lateran-Universität ein permanentes kleines Museum («Fondo Fallaci», un «piccolo museo») errichtet, und der Bischof und Rektor der l’Università Lateranense nannte die Atheistin Fallaci eine große Frau, welche unsere Kultur befördert hat. Bravo! [...]
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