- Tags: Al-Gore, blogger, current-tv
- 2 commenti

Jeans, giacche e camicie a a fiori. Ma anche vistose maglie color pistacchio e arancione. Alcuni giovanissimi con le t-shirt. Insomma: lo stereotipo dello smanettone occhialuto lì non c’era. Eppure quei gruppetti di persone davanti al Teatro Ambra Jovinelli di Roma alle due del pomeriggio avevano due cose in comune. La passione per i blog (o, almeno, per il mondo del web). E la curiosità di incontrare Al Gore, ex vicepresidente degli Stati Uniti, diventato star dell’ecologismo globale con il documentario “Una scomoda verità”. Tre anni fa ha fondato una televisione per il web, Current, e oggi sbarca in Italia (con Sky) con l’obiettivo di raccogliere e selezionare reportage creati direttamente dal pubblico, pagandoli a partire da 500 euro. Il nuovo canale punta sui “giovani adulti”, tra i 18 e i 34 anni, che oggi non si riconoscono nella televisione tradizionale, ma preferiscono navigare in rete.
Sul palco del teatro si avverte il carisma dell’ex vicepresidente Usa. Parla come una rockstar ai suoi fan. Che applaudono a ogni pausa. Democrazia, riscaldamento globale, opinione pubblica: Gore affronta i quesiti della platea in due ore e quindici domande. Si rivolge soprattutto ai giovani, promettendo un nuovo strumento per far sentire la loro voce. Perché, secondo il fondatore di Current, internet può cambiare la televisione. Racconta le potenzialità del web, la trasformazione in atto nei mass media, i pericoli del mutamento climatico, la libertà di espressione. Intanto si illuminano in sala i display di cellulari, computer, macchine fotografiche: il ticchettio sui tasti invade il teatro come un sottofondo musicale. Gore spiega anche perché ha scelto gli italiani per lanciare la sua webtv: “Sono il popolo più creativo che avremmo potuto trovare nel mondo”. E se a Current arrivasse in futuro la richiesta di censurare un video? “Lo mostreremo comunque. E spero che ce lo impediscano, così l’audience aumenta” replica l’ex vicepresidente degli Stati Uniti. Che glissa, però, sulla difesa legale dei giovani cronisti per i loro reportage, sottolineando unicamente l’intenzione di rispettare le normative vigenti sulla proprietà intellettuale.
Non mancano osservazioni fuori programma dalla platea. Chiede un blogger, Marco: “Gore, ma ha davvero un profilo su MySpace? Come mai nell’elenco online dei suoi amici non c’è Current tv?”. L’ex vicepresidente Usa replica sorpreso: “Non ho avuto tempo di occuparmi della mia pagina sul social network, forse ne sa qualcosa il mio ufficio stampa”. Alla fine, dopo 120 minuti di domande, arriva anche un apprezzamento “Complimenti per gli stivali” dice la blogger Kay Rush.
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- Venerdì 9 Maggio 2008









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Commenti
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Il 9 Maggio 2008 alle 10:51 agoefilo ha scritto:
un dubbio: ma una tv che si vede solo su sky può essere davvero democratica? e poi qualcuno ha avvisato al gore che qui in italia abbiamo internet già da qualche anno, magari si è confuso con la thailandia… a me sti americani che ci portano la democrazia mi sembrano dei venditori di acqua calda
Il 9 Maggio 2008 alle 13:09 luca.delloiacovo ha scritto:
I filmati si potranno vedere anche sul sito internet di Current tv, non soltanto su Sky.
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