Aldo Moro, Mino Pecorelli, Giorgio Ambrosoli, Roberto Calvi, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Michele Sindona, Salvo Lima, Giovanni Falcone, Gabriele Cagliari, Raul Gardini… Un elenco di omicidi e suicidi eccellenti, dal ‘78 ai primi anni Novanta, apre il film che a Cannes ha vinto il Premio della Giuria, a ritmo di musica elettronica-rock, come di fronte a una cavalcata eroica invece che in una passerella di morti.
A cavallo di una colonna sonora che fa da armatura reggente alla pellicola, alternando con ironia e disinvoltura pezzi aggressivi a Vivaldi, Sibelius e Renato Zero, Il Divo di Paolo Sorrentino (dal 28 maggio nelle sale italiane) racconta la storia dell’uomo che in Italia ha incarnato il potere per più di quarant’anni, Giulio Andreotti, rappresentandolo dal ‘92 al 2004, dal quarto governo Andreotti alla fine dei processi a suo carico. E lo fa con un linguaggio tra reale, grottesco e surreale, tra fatti e immaginazione, l’unico mezzo con il quale si può entrare in certi intrighi del potere e nelle coscienze. E con una sceneggiatura piena di battute veloci e argute, con l’acutezza tipica dell’oggi senatore a vita Andreotti, già sette volte presidente del Consiglio, otto volte ministro della Difesa, cinque volte ministro degli Esteri, già presente all’Assemblea costituente e nel Parlamento italiano dal 1948. E già imputato, alla fine sempre assolto, per l’omicidio Pecorelli e per associazione mafiosa. Il trailer da YouTube:
Sempre malato e alle prese con terribili emicranie, l’Andreotti interpretato da un perfetto Toni Servillo si muove con ritmi lenti, quasi non si muove, ma intanto attorno a lui tutto si muove e accade, seguendo una trama di verità nascoste. D’altronde, sono parole dello stesso Andreotti, che ama riconoscersi nell’ambiguità che gli viene attribuita, “Sappiamo dal Vangelo che quando fu chiesto a Gesù che cosa fosse la verità, Lui non rispose”.
Andreotti-Servillo si schioda dal suo apparente immobilismo solo quando deve discolparsi dalle pesanti accuse dei due processi. A parte le guerre puniche, come afferma egli stesso, Andreotti sembra essere stato dietro a tutti i misfatti dell’Italia. E, come disse Indro Montanelli, ripreso nel film da Eugenio Scalfari interpretato da Giulio Bosetti, “o Andreotti è il più furbo impostore, perché è sempre stato capace di farla franca, o è l’uomo più perseguitato di questo Paese”.
Accanto a Servillo un cast di bravi attori, soprattutto Anna Bonaiuto, che è la moglie Livia Andreotti, chiesta in sposa durante una visita al cimitero del Varano, e Piera Degli Esposti, la saggia segreteria Enea che sa che alcune cose è meglio non saperle, e se ne torna a casa di notte in autobus da sola, mentre il senatore è seguito a tutte le ore da un paio d’auto della scorta. A interpretare la dirompente e sgraziata corrente andreottiana Carlo Buccirosso, che è Cirino Pomicino, detto O’ Ministro, Flavio Bucci è il braccio destro Franco Evangelisti, detto Limone, Aldo Ralli è Giuseppe Ciarrapico, alias il Ciarra, Massimo Popolizio è Vittorio Sbardella, Lo Squalo, Giorgio Colangeli è Salvo Lima, Sua Eccellenza.
Oriana Fallaci, colpendo molto Sorrentino, scrisse di Andreotti: “Mi mette paura, ma perché? Quest’uomo mi ha ricevuto con una gentilezza squisita, cordiale. Mi aveva fatto ridere a gola spiegata, arguto. E il suo aspetto non era certo minaccioso. Quelle spalle strette quanto le spalle di un bimbo, e curve. Quelle mani delicate, dalle dita lunghe e bianche, come candele. Quell’atteggiamento di perpetua difesa. A chi fa paura un malatino, a chi fa paura una tartaruga? Solo più tardi, molto tardi, mi resi conto che la paura mi veniva proprio da queste cose. Il vero potere non ha bisogno di tracotanza, barba lunga, vocione che abbaia. Il vero potere ti strozza con nastri di seta, garbo, intelligenza”.
- Mercoledì 28 Maggio 2008









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Il 12 Giugno 2009 alle 10:58 Il Divo e Gomorra vincono anche i Ciak d’oro » Panorama.it - Cultura e societa ha scritto:
[...] Consegnati ieri sera a Roma i premi Ciak d’Oro 2009 ideati dal mensile di cinema Ciak diretto da Piera Detassis e votati dai lettori della rivista e da una giuria di 100 critici e giornalisti. Le scelte di pubblico e stampa specializzata confermano il successo de Il Divo e Gomorra, premiati rispettivamente con 5 e 4 Ciak d’oro. [...]
Il 7 Giugno 2010 alle 8:05 La classifica dei libri più venduti dal 23 al 29 maggio - Libri - Panorama.it ha scritto:
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