Non solo Il Divo di Paolo Sorrentino vincitore a Cannes, il senatore a vita Giulio Andreotti avrà dedicato un altro film e questa volta firmato dallo storico e critico del cinema Tatti Sanguineti. Lo svela Ciak, il mensile della Mondadori in edicola domani. Si tratta di una lunga intervista di Tatti Sanguineti a Giulio Andreotti realizzata nell’ambito di un progetto speciale del Ministero dei Beni Culturali. “Trenta ore di girato, 21 incontri al sabato mattina con il senatore a vita, il tutto finanziato come progetto speciale dal Ministero dei Beni culturali” racconta Sanguineti. La tesi dell’autore è provocatoria: “Andreotti non è stato solo l’uomo dei ‘panni sporchi che si lavano in casa’, ma incarnò, fondò, avviò la ricostruzione dell’industria cinematografica italiana nel dopoguerra, ne fu il cardine e il motore e dopo aver contenuto gli americani vincitori della guerra, ostili e diffidenti verso il nostro cinema considerato balcone e megafono di Mussolini ne favorì il ritorno come investitori e co-produttori”.
“Quo Vadis” racconta Andreotti nel film “è la pellicola che per Roma ha fatto più del piano Marshall”. Grande appassionato della settima arte, Andreotti nel dopoguerra è stato Sottosegretario con delega allo spettacolo e responsabile della censura (”Il lavoro mi piaceva. La censura evolve. Ora van forte le endovaginoscopie e la monta taurina del Grande Fratello. Questo mi secca più di altro nella tv di Berlusconi” racconta sempre nel film). Dal ‘47 al ‘53 Andreotti si occupa attivamente di cinema “e quando lascia, nel 1953, gli incassi del prodotto nazionale sono arrivati alla cifra record del 56 per cento” scrive Sanguinati su Ciak. “A Andreotti si devono lo sgombero di Cinecittà occupata dagli sfollati, la ripresa del lavoro negli studi, il ritorno degli americani, l’incremento delle sale parrocchiali. Dal suo archivio segreto emergono lettere in difesa di Roberto Rossellini attaccato dalla Legion of Decency americana e scontri duri con Washington per far sbarcare i nostri film nell’America del senatore McCarthy”. Un ritratto inedito, che ora attende il via libera per il montaggio e la messa in onda. Polemico Sanguineti: “Come direbbe Giulio Andreotti, che di anni ne ha 89 e mezzo, Istituto Luce e Rai hanno fatto aspettare questo progetto solo qualche anno. Tre per l’esattezza”.
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- Giovedì 29 Maggio 2008









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