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	<title>Cultura e societa &#187; È morto Yves Saint Laurent, maestro di stile</title>
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	<description>Canale Cult di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 10:20:23 +0000</pubDate>
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		<title>È morto Yves Saint Laurent, maestro di stile</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jun 2008 12:31:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[alta-moda]]></category>

		<category><![CDATA[Yves-Saint-Laurent]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo stilista francese celebre in tutto il mondo e simbolo della <em>haute couture</em> si è spento a 71 anni nella sua casa parigina. Cominciò la sua carriera a 17 anni come allievo di Dior ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2008/06/02/4843e0e81978f_normal.jpg" alt="Ã� morto Yves Saint Laurent" border="0" width="520" /></p>
<p>È morto lo stilista francese Yves Saint Laurent, ritenuto uno dei più grandi creatori di moda del Novecento. Lo ha annunciato la sua fondazione. Nato l&#8217;1 agosto 1936, Yves Saint Laurent, aveva 71 anni. La sua impronta nel mondo della moda e del lusso resta riconoscibile e il nome, diventato marchio universale, rimane un simbolo dello stile. Già dal 2002 la sua casa di moda era formalmente chiusa, ma i prodotti YSL, ora nel gruppo Gucci, hanno continuato e continuano a rappresentare un punto di riferimento della moda in tutto il mondo.</p>
<p>Il genio di Yves Saint-Laurent aveva brillato precocissimo: a 17 era arrivato a Parigi dall&#8217;Algeria - era nato a Orano - e appena un anno dopo era il braccio destro di Christian Dior. Tre anni ancora e, alla morte del maestro, ne assume l&#8217;eredità. Alla sua prima sfilata, appena 12 mesi più tardi, Saint-Laurent dice addio al vitino di vespa che ancora nel dopoguerra continua ad essere il marchio insostituibile del vestire femminile e volta pagina. Cavalcando e anticipando l&#8217;emancipazione femminile, la modernità e le esigenze di libertà e dinamismo del mondo contemporaneo, ebbe il coraggio di contaminare gli stili e lanciò la linea &#8220;Trapèze&#8221;, che fu subito un trionfo.</p>
<p>Il mondo della moda, orfano di Dior, va in estasi per il giovanotto timido e con gli occhialoni, ma quando viene richiamato sotto le armi per il servizio militare - ebbe un esaurimento nervoso e lo riformarono - la <em>maison</em> parigina lo sostituisce con Marc Bogan. Trascorre un anno e Yves Saint-Laurent si mette in proprio, prima aprendo una boutique nel XVI <em>arrondissement</em>, poi accanto agli Champs-Elysées. Da subito, nasce la collaborazione e la relazione di una vita, con Pierre Bergé che gestisce e coordina laddove il genio di Saint-Laurent crea e inventa.</p>
<p>Il suo colore naturale, il suo rifugio è il nero. Nere sono le tre iniziali che fanno il giro del pianeta inventando la potenza del logo, nero è lo smoking che resta il suo abito preferito e che lo stilista fa indossare indifferentemente a uomo e donna. Ma disegna e crea da maestro con i colori e anche i più vivaci, ispirando i suoi modelli e le sue collezioni a celebri quadri di Mondrian, Picasso, Matisse o Van Gogh o ai suoi viaggi più esotici.</p>
<p>Saint-Laurent è stato per anni anche sinonimo di gusto per lo scandalo e la provocazione, dalla collezione &#8220;40&#8243;, ispirata agli anni bui della guerra, a quando nel 1971 posò egli stesso nudo per &#8220;Homme&#8221; il suo profumo. Sei anni dopo &#8220;Opium&#8221;, un altro nome che irritava i benpensanti, un altro profumo, un altro trionfo. Grandi artisti di tutto il mondo del XX secolo furono suoi amici e collaborarono con lui, da Marguerite Duras a Jean Cocteau ma la parabola di Saint-Laurent fu anche quella di un uomo che soffriva e che neppure con l&#8217;arte riuscì ad esprimere tutto il malessere interiore. Soltanto la creazione e l&#8217;intesa con Bergé furono i suoi appigli sempre positivi: &#8220;Yves&#8221;, scrisse una volta il suo compagno, &#8220;ha scritto in modo magistrale una delle pagine più belle del genio francese. Ciò dovrebbe renderlo felice. Ma crederlo significherebbe ignorare che la creazione celebra sempre le nozze del talento e della sofferenza&#8221;.</p>
<p>Stanco e già ammalato, nel 2002 Yves Saint-Laurent si ritirò dall&#8217;attività e il velo di tristezza dietro le lenti dei suoi occhiali squadrati apparve in tutta la sua evidenza: &#8220;Ho conosciuto la paura e la solitudine terribile&#8221;, disse, &#8220;e quei falsi amici che sono i sedativi e gli stupefacenti. La prigione della depressione e quella delle case di cura&#8221;.</p>
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