Arriva la “matura” (variante ruspante studentesca per “maturità”), una sorta di spasmodico grido Entre les mures, tanto per citare il film sulla scuola vincitore a Cannes. Passa per le classi finali delle scuole superiori, come se arrivasse il peggiore dei Cavalieri dell’Apocalisse, a spazzar via anni di inedie e e menfreghismi o meglio “inutili sbattimenti” e “fancazzismi”. Insomma, di sofferenze e giorni (non certo anni) di studio matto e disperatissimo.
La matura è percepita come una sorta di viscida medusa urticante, e anche se in base alle ultime statistiche il 96 per cento degli studenti italiani viene promosso, è noto l’orrore che sprigiona. Soprattutto dall’anno scorso, da quando la commissione esaminatrice è costituita a metà di membri interni ed esterni.
In puro gergo ministeriale mai si dovrebbe pronunciare il termine “maturità”, abolito, e strabollito, per il più neutro “Esame di Stato”. Infatti chi ci dice che alla matura si matura?
Ma intanto nelle classi è di rigore il toto esame. Arrivati ormai agli sgoccioli dell’anno scolastico, i docenti di lettere in tutti gli indirizzi di scuole superiori si lanciano statistiche alla mano su quale sarà l’autore da affrontare nella prima prova, l’analisi, anzi: la “tipologia A”. Oppure tentano di profetizzare gli argomenti che prevedono l’elaborazione di un articolo o saggio breve. Quattro le tracce di questa seconda prova (tipologia B) da quella artistico letteraria a quella economica-scientifica, a quella storica-politica, sempre a cavallo di due discipline, sperando che lo studente riesca in quel prodigio che quasi mai la scuola è in grado di effettuare: il miracolo della interdisciplinarietà. E poi ci sono le tracce C, storica, e D, quella delle grandi tematiche. E allora giù a frequentare tutti i siti internet che annunciano anticipazioni, come Giornalettismo.ilcanocchiale.it diretto dall’esimio luminare Gregorj Vakulinciuck (digitare per credere).
Il 18 giugno dell’anno scorso, il sito mettevano in linea i titoli della maturità giusto la notte prima degli esami, tanto per rifarsi al titolo dei film di Fausto Brizzi con Giorgio Faletti prof carogna. E a colpo d’occhio risultavano pienamente plausibili. Come non credere a un piccolo capolavoro di vacua retorica ministeriale come il tema di Tipologia D ( vulgo: d’argomento generale)? Sentite qui: “Il candidato tracci un percorso di lettura e di interpretazione di un elemento tra i molteplici che caratterizzano la società contemporanea, non trascurando però il passato, senza il quale non può esservi presente, né le prospettive future di detto elemento. Partendo dall’analisi del particolare, si offra poi una chiave di lettura, fondata su basi teoreticamente inoppugnabili, al senso della vita e al ruolo dell’uomo nell’universo”.
Chissà quanti studenti postfalettiani si saranno poi preoccupati davanti a ardui quesiti relativi a un’ ipotetica “Appendice” al saggio di Pirandello sull’umorismo, con l’aggiunta di suggerimenti che invitavano a tenere conto degli “approfonditi studi che Pirandello aveva compiuto sui miti greci e sumeri”, o a considerare ” il contesto storico nel quale s’inquadra il brano, anche alla luce dell’indifferenza che Pirandello riservò nello stesso periodo alla notizia della fine dello sciopero delle manifatture tabacchiere di Canicattì”.
Molto da “matura” suonava anche un titolo come “Tra famiglia tradizionale e nuove scelte di vita”, se non fosse che al candidato veniva chiesto di commentare un articolo di Vittorio Zucconi su una sfilata di seimila marine gay due anni fa, a Milwaukee, durante la parata dell’indipendenza, con un caporale che affermava orgoglioso: “Sì, sono un marine e sono anche gay. Nessuno si preoccupava della mia vita sessuale quando conficcavo la mia baionetta nella gola di quei bastardi iracheni”. E qui cascava l’asino, perché un argomento così ostico al moralismo scolastico rivelava la natura parodica dello scoop sui temi di maturità, ma quanto divertimento! Chi vorrà segnalare altri siti del genere, per divertirci assieme con l’incubo della maturità, sarà naturalmente il benvenuto. Al fondo, però, rimane un problema: quei titoli, andateveli a leggere, sembrano proprio veri, forse perché quelli veri ci suonano spesso così falsi. Ed è su questo che dovrebbe riflettere chi ama la scuola. Prima che l’odiosamata “matura” vada a male e marcisca.
- Mercoledì 4 Giugno 2008








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Commenti
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Il 6 Giugno 2008 alle 13:11 gregorj ha scritto:
eheh, bei tempi quelli. Il sito oggi si chiama http://www.giornalettismo.com :D
Il 14 Giugno 2008 alle 21:07 Esami di maturità su Internet: da come copiare ai temi possibili : Catepol 3.0 ha scritto:
[...] Su Panorama si parla di tracce false che potrebbero girare e trarre in inganno gli sprovveduti navigatori che pensano di poter realmente trovare tutto su internet e soprattutto che quello che trovano su internet è oro colato. Ricordando cosa successe lo scorso anno: E allora giù a frequentare tutti i siti internet che annunciano anticipazioni, come Giornalettismo.ilcanocchiale.it diretto dall’esimio luminare Gregorj Vakulinciuck (digitare per credere). Il 18 giugno dell’anno scorso, il sito mettevano in linea i titoli della maturità giusto la notte prima degli esami, tanto per rifarsi al titolo dei film di Fausto Brizzi con Giorgio Faletti prof carogna. E a colpo d’occhio risultavano pienamente plausibili. [...]
Il 15 Giugno 2008 alle 18:08 Alla Maturità 2008 con il cellulare e dopo aver fumato una canna » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Coreografia, poco più di coreografia. A questo si riduce la montagna di cellulari sequestrati agli studenti, che solitamente giace sulla cattedra della commissione alle prove di maturità: un tentativo poco riuscito di impedire l’aiutino in un “bip”. Secondo un sondaggio di Skuola.net, infatti, ben il 34% dei maturandi sta pensando di affidarsi al telefonino per copiare durante gli scritti. E il 33%, anche se non ha un piano pronto per copiare via sms o simile, terrà comunque con sé il cellulare. Andando incontro a un rischio bello grosso, visto che il regolamento prevede l’esclusione dall’esame per coloro che non consegnano i telefonini all’ingresso in aula.Nonostante gli avvertimenti, molti stanno ipotizzando di ricorrere a trucchi per cavarsela con la “matura“. Pensa di copiare il 75% dei partecipanti al sondaggio di un altro sito per studenti, Universinet.it, e tra gli espedienti preferiti restano in testa i vecchi fidati bigliettini nascosti (43%), seguiti da cellulare (19%), scritte sul banco o sul vocabolario (9%) e dalle nuovissime penne infrarossi o papiro, segno dei tempi che cambiano (8%). E perché gli studenti preferiscono ricorrere a stratagemmi per il grande giorno? “Sto studiando ma non riuscirò a finire in tempo”, risponde il 40.5% dei ragazzi sempre su Skuola.net. “Sono ben preparato ma così sono più tranquillo”, dice il 24,2%. “Solo copiando riuscirò a scrivere qualcosa” ammette il 19,4%. [...]
Il 17 Giugno 2008 alle 19:23 Maturità 2008: gli studenti riscoprono Internet e le sue risorse | www.Yume.it ha scritto:
[...] Panorama parla di finte tracce per esorcizzare la paura: quello della frenetica ricerca online sarebbe quindi un rito propiziatorio collettivo. Nell’era dgitale si facevano i ripassi di gruppo, nel Web 2.0 ci si confronta online. [...]
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