L’anno in cui i miei genitori andarono in vacanza
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Il 6 giugno, nel giorno in cui arriva al cinema Tropa de Elite - Gli squadroni della morte, il film adrenalinico di violenza e guerra nelle favelas che ha meritatamente entusiasmato Berlino vincendo l’Orso d’oro (qui l’anticipazione che aveva fatto Panorama.it), giunge nelle sale italiane un’altra bella pellicola made in Brasile, struggente e delicata, L’anno in cui i miei genitori andarono in vacanza. Insieme con Quando tutto cambia, la prima prova di regia di Helen Hunt.
L’ANNO IN CUI I MIEI GENITORI ANDARONO IN VACANZA
1970. Mauro, interpretato dal bravo debuttante Michel Joelsas, ha dodici anni, gli piace giocare a calcio da tavolo e non vede l’ora che arrivi l’imminente Coppa del mondo di pallone per vedere in azione il Brasile di Pelé. Ma un bel giorno i suoi genitori lo portano in fretta e furia a San Paolo dal nonno: mamma e papà partono per una vacanza, ritorneranno per i Mondiali di calcio. Lui deve restare dal nonno… ma un imprevisto rende ancora più difficile quel distacco improvviso. E gli occhioni azzurri e muti di Mauro rappresentano tutta la sua solitudine e il senso di abbandono.
Mauro riesce comunque ad adattarsi alla nuova situazione. Fa amicizia con la piccola e irriverente Hanna (Daniela Piepszyk). E Shlomo (Germano Haiut), un vecchio ebreo solitario impiegato nella sinagoga locale, vicino del nonno, finisce per prendersi cura di lui. Mauro non sa che è figlio di militanti di sinistra, costretti a vivere in clandestinità nella dittatura brasiliana di quegli anni. Qui il trailer da YouTube:
Alla regia di Cao Hamburger, al suo secondo cortometraggio, il film ha partecipato al Festival di Berlino 2007. In maniera indiretta ed emozionante riesce a entrare nel cuore del dramma delle dittature militari. “Non si tratta di un film di genere. Ma penso non sia neanche un film difficile, è coinvolgente e in un certo senso etereo” dice il regista. “Se dovessi darne una definizione, direi che è un film sull’assenza, sulla solitudine, sul superamento degli ostacoli e sulla trasformazione della difficoltà in esperienza positiva”.
QUANDO TUTTO CAMBIA
Prima prova dietro la macchina da presa per Helen Hunt, attrice premio Oscar con Qualcosa è cambiato di James L. Brooks. Di nuovo “cambiamenti” per lei, che con Quando tutto cambia porta sul grande schermo il romanzo di Elinor Lipman Then she found me, leggermente personalizzato.
La Hunt interpreta la protagonista, April, un’insegnante che si trova ad affrontare la separazione dal marito (Matthew Broderick) e la morte della madre adottiva. Finché all’improvviso viene contattata dalla sua apparente madre naturale (Bette Midler), che si rivela essere una conduttrice di talk show locali. Intanto April trova conforto tra le braccia del padre (Colin Firth) di uno dei suoi studenti… In una pellicola che oscilla tra commedia impegnata e dramma sagace e irriverente. Il trailer da YouTube:
“La voglia di cimentarmi con la macchina da presa è cresciuta con il mio percorso di attrice e da una semplice sensazione è diventata necessità” confessa Helen Hunt, che precedentemente aveva diretto qualche episodio della pluripremiata e acclamata serie Innamorati Pazzi. “Ero consapevole del fatto che ciò cui mi stavo dedicando era una storia che sentivo pienamente mia, connessa alla mia natura più intima. Alcuni cineasti vogliono semplicemente dirigere, invece a mio avviso, un regista deve tenere per mano i suoi attori, accompagnare ogni singolo passo attraverso cui il film prende forma”.
- Venerdì 6 Giugno 2008









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