- Tags: albania, Cinema, East-West-East, Trieste
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Per molti, una gara in bicicletta è solo una gara. Per un albanese vissuto a Tirana agli inizi degli anni ‘90, no. Può rappresentare un preziosissimo biglietto di sola andata. Direzione? Occidente, e cioè: “paradiso terrestre”. Capita così in East West East, un film per la regia di Gjergj Xhuvani che si sta girando proprio in questi giorni a Trieste.
La storia è quella di un gruppo di cinque giovani ciclisti ingaggiati dal governo albanese per una corsa dilettantistica in Francia. Rappresenteranno la loro nazione, ma ciò che più importa loro è che faranno tappa in Francia e in Italia. E una volta giunti in Friuli Venezia Giulia, i cinque ragazzi capiranno davvero che tutto è un altro mondo: dalle donne ai televisori, dai vestiti al cibo, Tirana sembrerà distante migliaia di chilometri. Presto, però, si risveglieranno bruscamente da questa sorta di “sogno di gruppo” per le rivolte che esploderanno nel loro paese e che li costringeranno ad infinite vicissitudini.
“Volevo raccontare quegli anni non facili” ha detto alla conferenza stampa Gjergj Xhuvani che, oltre ad essere regista è anche lo sceneggiatore della pellicola. “In particolare volevo soffermarmi sul piacere per l’ingenuità dei miei fratelli albanesi, il loro sconosciuto eroismo, la flebile voce delle loro ragioni, il disturbo della tenacia che non si arrende all’ostilità generale, i sogni di scaltrezza, i sorrisi che illuminano il buio, l’ostico studio di regole nuove, la loro enorme vogliosa gioiosa fatica di campare. Per farlo” ha detto il regista “ho riportato il calendario all’indietro, ho creato una squadra di improvvisati ma determinati corridori, li ho lanciati nell’eldorado dell’Ovest e riportati nell’orgoglio dell’Est, giusto in tempo per conoscere i nuovi punti cardinali che il mondo si dava abbattendo gli ultimi odiosi muri”.
L’uscita nelle sale italiane è prevista per fine anno. Salvo che regista e produttori – incoraggiati dai risultati delle prime riprese – non decidano di tentare la carta del Festival di Berlino. A quel punto, la data d’esordio slitterebbe di qualche mese. E, complice il film, il viaggio ideale dei ciclisti albanesi farebbe rotta nel simbolo europeo della guerra fredda, quella capitale tedesca che fino al novembre del 1989 era spaccata in due da un muro controllato a vista dai vopos di Mosca.
- Martedì 10 Giugno 2008









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