Nel mondo un bambino su sette di età compresa fra i 5 e i 14 anni continua a vedere la scuola come un miraggio. Secondo l’ultimo rapporto dell’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO), che si avale di dati statistici del 2004, oltre 165 milioni di bambini sono costretti a lavorare. Il numero sale a 218 milioni se si prende in considerazione la fascia di età tra i 5 e i 17 anni. Tra loro, 126 milioni sono esposti a lavori rischiosi e alle peggiori forme di sfruttamento (come quello sessuale). Tanto per non smentirsi, l’Asia, nota per i suoi bambini schiavizzati nelle migliaia di “fabbriche minorili” che pullulano in Bangladesh o Pakistan, osserva il più alto numero di bambini lavoratori al mondo (122 milioni), mentre l’Africa è l’area geografica con la più alta incidenza. Unico dato positivo riportato dall’ILO è la diminuzione complessiva del numero di minori lavoratori, sceso dell’11 per cento rispetto al 2000, addirittura del 26 per cento se si prende in esame i lavori pericolosi. Nonostante i miglioramenti, il Cesvi continua a mantenere alta l’attenzione su una piaga sociale che non risparmia nemmeno i paesi ricchi (2,5 milioni i bambini lavoratori recensiti con età inferiore ai 15 anni). In occasione della Giornata mondiale per la lotta contro lo sfruttamento del lavoro minorile, l’ong italiana lancia nell’ambito della campagna internazionale Stop Child Labour – School is the best place to work un videogame interattivo e una petizione a favore dell’infanzia. “Il videogioco è rivolto ai ragazzi dai 13 ai 17 anni” sottolinea Sara Maresca del Cesvi, “e intende promuovere la consapevolezza dell’educazione come soluzione concreta al lavoro dei minori”. Ambientato in una piantagione di cotone, il gioco invita i ragazzi a sottrarre il maggior numero di bambini costretti a raccogliere le capsule sparse negli alberi dissimenati sulla schermata e mandarli a scuola. La scelta di un campo di cotone non è casuale: “il 70 per cento dei bambini lavoratori è occupato in agricoltura” ricorda il Cesvi, ” e più di 132 milioni di minori lavorano in fattorie e campi, raccogliendo frutti, seminando, spruzzando insetticidi, tenendo il bestiame”, il tutto per soddisfare le richieste di beni di consumo proveniente dalle aree più sviluppate del pianeta. Al termine del gioco, i giocatori sono invitati a firmare on line una petizione che tra un anno verrà consegnata al nostro governo affinché l’Italia prenda impegni precisi nella lotta contro lo sfruttamento del lavoro minorile.
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- Giovedì 12 Giugno 2008









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