Dall’arte contemporanea alla fotografia, su cui Torino punta sempre di più. Lo dimostra la mostra appena inaugurata nella Manica Lunga del Castello di Rivoli “Per una collezione di fotografia”, realizzata con le acquisizioni per la Gam (Galleria d’Arte Moderna di Torino) effettuate dalla Fondazione Crt nell’ambito del Progetto Arte Moderna e Contemporanea.
Si tratta di una selezione di 120 opere delle 200 acquisite dalla Fondazione con lo scopo di partecipare all’avventura della Gam iniziata nel 2001 e mirata a creare una grande collezione rappresentativa delle esperienze condotte dalle personalità più rilevanti della storia della fotografia italiana dal secondo dopoguerra. Le duecento opere acquisite portano i nomi di fotografi di primo piano come Ugo Mulas, Mario Giacomelli, Luigi Ghirri e Gianni Berengo Gardin.
Le 120 immagini selezionate per la rassegna “Per una collezione di fotografia, dal fondo CRT” offrono una significativa testimonianza dell’opera di otto autori: Claudio Abate, Aurelio Amendola, Gianni Berengo Gardin, Sandro Becchetti, Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Francesco Jodice e Ugo Mulas. Fotografi che appartengono a generazioni diverse: da quella che ha esordito negli anni Cinquanta, segnando punti di riferimento capitali nella ricerca dei decenni seguenti, fino al gruppo di artisti apparsi alla ribalta verso la fine del secolo e che hanno dovuto confrontarsi con una nuova concezione dell’immagine ed una nuova scrittura fotografica, introdotta dai processi di digitalizzazione e di elaborazione elettronica delle riprese.
Per citare alcune delle opere esposte, si ricorda la celebre fotografia di Abate dei cavalli di Kounellis, all’Attico, oltre ai ritratti dello stesso autore dei protagonisti dell’arte contemporanea, da De Dominicis a Merz, da Pino Pascali a Roy Lichtenstein. Di Mario Giacomelli, considerato il padre della moderna fotografia italiana, sono presentate, tra le altre, immagini delle serie “La buona terra” (1964-66) e “Il teatro della neve” (1985-86). Ci sono poi le vedute concettuali di diverse città italiane di Luigi Ghirri, le immagini che hanno fatto la storia della vita culturale italiana di Ugo Mulas, già collaboratore di Giorgio Strhler, Benjamin Britten, Alban Berg. Mulas fu capace di raccontare l’ambiente artistico e intellettuale del suo tempo, ma anche, negli anni Sessanta, la vivace scena artistica di New York.
- Venerdì 13 Giugno 2008









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Il 14 Giugno 2008 alle 0:26 fotografia « ontheroadfotografia ha scritto:
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