- Tags: Cinema, Sex-and-the-city
- Un commento
Tutti i film sono uguali. Dalla platea, intendo. Buio, silenzio, qualcuno bisbiglia, certi si annoiano, altri sorridono se è il caso. Sex and the city è l’eccezione inaspettata: il vero show è in platea. Milano, un mercoledì sera in un cinema sulla circonvallazione. Appena entri in sala, ti accorgi che qualcosa è diverso. La prima differenza è scontata. Il 95 per cento degli spettatori sono donne. I dieci uomini presenti sono venuti proprio perché sapevano che si sarebbero trovati in un gineceo, meglio dell’8 marzo nei locali del centro.
Ci sono anche due “ragazze” vip. Un’annunciatrice Rai, che è stata sul podio di Miss Italia una decina di anni fa e una soubrette straniera ex Isola dei Famosi. Sbuffano platealmente quando sono costrette a lasciare la poltrona che avevano occupato alle legittime intestatarie. Tutte le altre sono comuni single (almeno per una sera) metropolitane travestite da Carrie. Sandali alti 12 centimetri, gioielli eccentrici, borsette improbabili. Hanno meno bon ton però della protagonista della serie. A film già iniziato un paio di loro si accapigliano per il posto e si sfiora la rissa. Durante la proiezione poi risate fragorose, commenti ad alta voce, brusii interminabili e applausi da circo.
La mia vicina, una 18enne bionda in minigonna, conosce a memoria tutti i vestiti griffati delle protagoniste. (E non è un’impresa facile, visto che la sola Carrie si cambia d’abito ogni 30 secondi: un record, credo, nella storia del cinema). Quando la scrittrice più fashion di New York tira fuori un completino vintage color avorio,lei e la sua amica hanno un mancamento. E io che pensavo che il mondo patinato descritto sullo schermo, fatto di cabine armadio grandi come un bilocale, footing a Central Park con tre cagnolini al guinzaglio e feste di San Valentino a base di sushi sparso su corpi nudi, fosse surreale. Non è così: tutte intorno a me fanno come se esistesse veramente.
Quanto al film, perde l’irresistibile leggerezza della serie e diventa melenso, scontato, a tratti grottesco. Basti pensare che la password per leggere le e-mail che portano all’inevitabile lieto fine è “Love”. E che persino Miranda, di solito la più “umana” delle quattro, torna per magia a fare sesso travolgente con Steve dopo una crisi e due sedute di terapia di coppia. Non manca il politicamente corretto: Carrie assume un’assistente personale di colore, paffuta e sveglia, mentre Charlotte adotta un’adorabile bimba orientale. Solo Samantha rimane fedele a se stessa. Alla soglia dei 50, dopo cinque anni di fidanzamento con uno splendido attore ventenne, torna single. Dimostrando che femme fatale si nasce, fedeli non si diventa.
- Sabato 14 Giugno 2008









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Commenti
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Il 14 Giugno 2008 alle 20:35 vincenzoaliascontadino ha scritto:
Non riesco a capire come possono piacere alcuni film o telefilm con messaggi scurrile: certo non sono uno stinco di Santo bigotto: proprio necessario trasformare una donna: puttaniere e disinibita al massimo?
Io lo vedo spoglio di valori ed una sottocultura, ma questo sotto sotto piace alle donne e algi uomini, come le telenovelas una tiritera (salve la trovata di fare soldi) dell’Isola, e Grande o piccolo fratello l’importante apparire! Come fanno gli scolari con You Tube! Queste interpreti hanno fatto un sacco di soldi! Ribadisco che è solo un film commerciale di messaggi zero! enzoaliasilcontadino@alice.it Matera
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