Chiara Meattelli
Londra - Si chiama The Drawn Blank Series la prima mostra che raccoglie la collezione completa di disegni realizzati lo scorso anno da Bob Dylan (tutti tratti da sketch creati tra il 1989 e il 1992). Esposta alla prestigiosa Halcyon Gallery, nel cuore di Mayfair, la mostra rivela l’ennesimo talento di un artista a dir poco prolifico. I soggetti dei suoi acquarelli sono modelli occasionali, a volte sono amici e molto spesso strani angoli delle camere d’albergo da cui osserva il mondo ormai da decenni (si esibisce ancora con almeno 100 concerti all’anno). I suoi ritratti sono simili a caricature o a fumetti, tanto che alcuni critici lo hanno paragonato a Degas e Van Gogh, mentre l’angolo di osservazione è spesso spostato verso l’alto con tagli imprevedibili, quasi criptici, proprio come molti dei suoi versi. Poi ci sono diners, bar per camionisti, paesaggi abbandonati, ferrovie che convergono verso punti infiniti, balconi, verande, case in South Dakota, New York, Stoccolma; immagini mondane e reali di una vita precaria e in costante movimento. Che a Dylan piaccia fare variazioni di uno stesso tema lo avevamo capito dal modo in cui interpreta le canzoni dal vivo: negli ultimi anni si diverte a cambiare così tanto la melodia e gli arrangiamenti dei vecchi successi che il fan riesce ad identificarli solo dal testo. Allo stesso modo presenta uno stesso disegno con diverse variazioni di colori, cambiando del tutto l’atmosfera e l’impressione che genera nell’osservatore. “Sostituendo i colori” ha spiegato l’artista “modifico anche la luce, ciascun disegno mi parla con una lingua diversa ogni volta che applico nuovi colori”. Riassumendo: cantautore, autore di bestseller, poeta, pittore, regista, attore e da un paio di anni, anche DJ per un programma radiofonico di successo sull’emittente americana XM. Si tratta di un artista talmente complesso che per interpretarlo in un film sono necessari sei attori diversi (vedi I’m not There di Todd Haynes). Bob Dylan, che lo scorso aprile aveva conseguito il Premio Pulitzer per “il profondo impatto sulla musica popolare e la cultura americana, caratterizzato da liriche di straordinaria potenza poetica”, si augura di fare visita alla mostra prima che termini il 14 luglio, tour permanente permettendo.
- Martedì 17 Giugno 2008







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Commenti
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Il 17 Giugno 2008 alle 11:43 Bob Dylan: la prima mostra coi suoi dipinti e sono pure belli! « The Brixtown Massacre ha scritto:
[...] Dylan: la prima mostra coi suoi dipinti e sono pure belli! Jump to Comments “Non fidarti di chi non ascolta Bob Dylan” dice Ben Kingsley nel ruolo dischizzacervelli hippie sul nuovo film The Wackness (che tra l’altro vi consiglio di vedere). Una frase che condivido in pieno, fondamentalmente perché dentro questo corpo di trentenne tumefatta si nasconde lo spirito di una sessantenne cresciuta a colpi di Like a Rolling Stone e Subterreanean Homesick Blues che nelle giornate “ok” si commuove ancora ai versi di Roberto Zimmermanno. Devo però ammettere che sono entrata alla mostra delle sue illustrazioni con un certo scetticismo. Dopotutto, qualsiasi scarabocchio che includa la sua firma leggendaria è potenzialmente un pezzo d’arte o almeno rivendibile quanto tale. Quello che invece mi son trovata davanti sono stati 92 disegni ad acquarello davvero incantevoli. Mi hanno colpito i forti colori, i tagli imprevedibili, la scelta dei soggetti/oggetti, così normali e allo stesso tempo interpretati in modalità così atipiche. Non so se vi è mai capito di vedere Bob Dylan in volto da vicino: spesso ha una sorta di Mona Lisa smile, diventa impenetrabile, indecifrabile e in qualche modo questi dipinti ci permettono di intuire il suo strano punto di vista, i suoi occhi verso il mondo circostante. Cosa avrà trovato di tanto attraente in un comodino con sopra un posacenere? Non lo so ma il disegno è realizzato con quattro variazioni di colori (come molti altri) e ciascuno trasmette un sentimento diverso. Poi ci sono i ritratti, i paesaggi, i motel, i camion, squarci di una vita passata in tour e le immancabili ferrovie che popolano anche il 20% delle sue canzoni. Non vorrei ripetermi dunque se vi interessa sapere più della mostra questo è il link alla mia recensione su Panorama, dove potrete anche vedere altre immagini. Mentre mi guardo il librone con tutti i disegni del Bob Dylan pittore, ascolto Bob Dylan DJ: la sua trasmissione su radio XM (qui trasmessa in streaming da BBC 6 Radio) è davvero fantastica, fosse solo per il modo in cui pronuncia “Lou Reeeeeeeeeeeeed”. [...]
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