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Di Elena Beninati
Cinque autori diversissimi, se non fosse per l’appartenenza alla stessa terra, protagonisti di un excursus storico e narrativo attraverso opere ed ambientazioni siciliane. Ritratti d’artista finanziato dal POR SICILIA 2000-2006 e curato dall’associazione culturale CLAC, è il progetto che attraverso cinque film e monografie li lega insieme.
Rosa - Cantatrice del sud regia di Dario Riccobono e Massimo La Magna, è il documentario dedicato alla tormentata cantautrice di Licata, soprannominata “Voce della Sicilia” a causa dell’inconfondibile timbro forte e penetrante che la rese famosa nei teatri di tutta Italia.
Rabbia e orgoglio nella voce viscerale di Rosa Balistreri, apprezzata dal poeta Ignazio Buttitta, da Sciascia, Guttuso e Dario Fo. Donna di fiato e forte personalità, memoria di antiche canzoni dialettali di sicilia, ma non indifferente al mondo della cultura, tant’è che il drammaturgo Salvo Licata scrisse apposta per lei lo spettacolo La ballata del sale.
Filippo dalle mille teste di Laura Schimmenti invece è il film cha affronta l’ossessione solitaria dello scultore autodidatta Filippo Bentivegna, passato alla storia dell’arte per le sue visionarie sculture di legno e pietra. Il film documentario ne ripercorre la figura svelando il fascino delle creature scultoree nate nel suo giardino. Fotografie, vecchie pellicole e testimonianze dei critici che lo hanno annoverato fra gli esponenti dell’Art Brut, ne restituiscono l’immagine folle del personaggio da tutti conosciuto come “Filippo rì mille testi.”
Ad un altro poeta di inizio secolo, Lucio Piccolo di Calanovella, è invece dedicato Lucio Piccolo/Mondo lirico del regista palermitano Marco Battaglia.
Il nobilissimo Lucio Piccolo, cugino del più noto Giuseppe Tomasi di Lampedusa, che per la sua dedizione alle lettere lo apostrofò “Lucio Grammatico” , distinguendosi da Sciascia che ne apprezzo di più l’ironia e gli affibbiò l’epiteto “Lucio teologo”, fu scoperto da Montale, diventando sin da subito un caso letterario nazionale.
Al drammaturgo e regista Nino Martoglio, autore realistico dalle mille sfaccettature linguistiche, ovvero alla sua perduta produzione filmica neorealistica, è dedicato invece Sperduti nel buio di Gianluca Donati e animato da Luigi Ricca.
Il ciclo si chiude con Il principe puparo di Andrea Zulini, un omaggio alla tradizione siciliana dell’Opera dei Pupi, e in particolare alla famiglia di Ignazio Puglisi, detentrice di memorie e di una delle più antiche tradizioni siciliane.
I documentari, proiettati in anteprima a Palermo, partecipano nelle sezioni speciali per documentari al festival di Taormina, al Festival del cinema di Marzamemi e al Festival di Ischia. E il 19 luglio, dalle 21,30 saranno proiettati nell’atrio del Convitto Nazionale M. Cutelli in Corso Vittorio Emanuele a Catania. Ingresso libero.
- Giovedì 19 Giugno 2008









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