Di Daniela Robecchi
Al grido di “girl power” è tornata la quindicesima edizione del Sonar, il festival internazionale di musica avanzata e arte multimediale (dal 19 al 21 giugno). Teatro della manifestazione una strabordante Barcellona, che con il suo carattere allegro e trasgressivo ben si offre come scenario ad uno degli eventi musicali artistici più importanti e seguiti a d’Europa. Nonostante i suoi quindici anni, il festival non ha perso il suo carattere innovativo ed il sempre crescente numero di spettatori lo dimostra. Il programma della manifestazione di quest’anno, sempre attenta alle avanguardie musicali, con un particolare occhio di riguardo per la musica elettronica e l’hip- hop di ricerca, strizza l’occhio all’universo femminile, in tutte le sue differenti sfaccettature nella creazione musicale contemporanea. Sia nella musica elettronica sia nel mondo hip-hop, le artiste sono decisamente in netta minoranza rispetto ai loro colleghi uomini, e nel caso particolare della scena hip-hop spesso si devono confrontare con una mentalità maschilista. Ecco allorale guerrigliere urbane e non come Tara de long, Yo Majesti e Northen State. I nomi femminili sono molti e spaziano nei temi affrontati e nei generi, si va da dive come Goldfrapp e Camille, ad artiste della musica elettronica come Leila, della mitica etichetta inglese Warp, alla regina indiscussa dell’electro-house-techno Miss Kittin. Ma il Sonar quest’anno pone l’accento anche su una delle nuove correnti sorte negli ultimi mesi, quella del “Bastardismo musicale”, ovvero un nuovo modo di vivere la musica danzereccia, senza pregiudizi e troppe costrizioni, che mischia generi e stili molto diversi tra loro senza per forza essere rivolto ad un pubblico troppo legato alla tradizione della musica elettronica. Come Yelle, che si pone a metà via tra house-pop, hip-hop e synth-pop francese o Diplo che spazia tra musica del terzo mondo, hip-hop e l’electro. Dei trentadue paesi rappresentati, dove purtoppo manca sempre l’Italia, altra grande novità è la presenza di artisti africani, che si inseriscono nel “Third world beat”, musica elettronica creata nel terzo mondo che volge il proprio sguardo da una parte alle sue radici e dall’altra alla musica contemporanea. Diviso tra Sonar di giorno, che si svolge nella solare cornice del Macba (il museo di Arte Contemporanea, nel pieno centro) e il Sonar di notte che si svolge nella grande area fieristica, il Festival gioca tra una programmazione pomeridiana di ricerca ed eccletismo indirizzata a cultori e curiosi sempre a caccia di nuove emozioni musicali, ed una notturna con nomi conclamati come Richie Hawtin, Troy Pierce, Jeff Miles, che richiama un pubblico da grandi numeri desideroso di danze dionisiache. Insomma sia che voi siate inteditori, o semplici fruitori o che abbiate una sana curiosità per la musica, ma anche per un universo un pò alternativo, il Sonar è pronto ad accogliervi piacevolmente anno dopo anno…
- Venerdì 20 Giugno 2008









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