Archivio di Luglio, 2008
Pete Doherty
È ispirato alla sregolata vita di Pete Doherty il nuovo film del marito di Madonna, Guy Ritchie. Lo ha ammesso lo stesso regista inglese aggiungendo che l’ex di Kate Moss era al centro delle cronache proprio nei giorni in cui stava mettendo a punto la sceneggiatura del suo ultimo thriller movie, RocknRolla. “Era presente ogni giorno sui giornali. In un certo senso Pete è un genio del marketing perché è rimasto al centro della’attenzione per un periodo lunghissimo. Non sono sicuro che sia felice di questo, ma qualora fosse una cosa programmata, definirlo un genio non sarebbe esagerato” ha dichiarato Ritchie. Che ha anche una sua teoria sull’incredibile popolarità del toxic rocker dei Babyshambles: “Tutti vogliono leggere di Doherty perché sono affascinati da un uomo che crolla, ma che ha sempre la forza per rialzarsi. La gente vuole vederlo toccare il fondo e poi tifare per la sua rinascita”. Questa la trama di RocnRolla: un ricco criminale russo vede i suoi introiti aumentare sempre di più grazie a una serie di affari sporchi legati alla speculazione di terreni. Il tutto in una Londra in mano alla malavita, nella quale si intrecciano le vite di gangster e truffatori. L’uscita nelle sale è prevista a settembre.
Il trailer di RocknRolla
Carla Bruni ha avuto 30 amanti prima di sposare il presidente francese Nicolas Sarkozy e lo ha scritto nella canzone, My Thirty Lovers, pubblicata nel suo ultimo album, Comme Si de Rien N’etait (Come se niente fosse), uscito l’11 luglio nei negozi. L’ex modella italiana ha provocato un imbarazzante scandalo rendendo di dominio pubblico le allegre vicende sentimentali delle quali è stata protagonista, compreso il noto fidanzamento con Sir Mick Jagger ed Eric Clapton. Come se non bastasse, la Bruni ha avuto anche la sventurata idea di distribuire personalmente il suo cd durante l’ultimo consiglio dei ministri in Francia prima delle ferie estive. Così tutti i colleghi del marito ora sono al corrente delle bizzarrie amorose della maldestra moglie del loro presidente, che non è in grado di tenere a bada i suoi bollenti spiriti. Lei si difende dicendo che è tutto un equivoco, e che i testi sono frutto di licenza poetica: “Non è vero che ho avuto trenta amanti. È solo che non ho mai nascosto le mie relazioni. È una cosa ben diversa. E comunque non ho nessun rimpianto”. Il disco della premiere dame è finito al primo posto nelle classifiche francesi, scalzando addirittura l’album dei britannici Coldplay, Viva La Vida. L’attenzione morbosa da parte dei media per le canzoni della modella si spiega facilmente: Carla ha infatti affermato di aver scritto parte dei testi dopo aver sposato Sarkozy. E i francesi, da sempre ossessionati dalla vita amorosa del loro neopresidente, non hanno perso tempo e si sono messi con la lente d’ingrandimento a spulciare ogni singola parola del controverso album.
Carla Bruni - Quelqu’un m’a dit
(Credits: Ansa)
I fan più scatenati, quelli che non possono aspettare divorati dall’impazienza, sono accontentati: possono vedere online il trailer dell’ultimissimo film della saga prodotto dalla Warner, Il principe mezzosangue, di David Yates.
Il film, sempre interpretato da Daniel Radcliffe, è il sesto delle avventure del giovane mago, e uscirà nelle sale in tutto il mondo il prossimo 21 novembre.
Il regista di Taiwan Ang Lee, vincitore l’anno scorso del Leone d’Oro della 64° edizione della Mostra del Cinema di Venezia.
(Credits: Ansa)
Pupi Avati, Ferzan Ozpetek, Marco Bechis e Pappi Corsicato. Saranno questi gli alfieri del cinema italiano in corsa per il prossimo Leone d’oro a Venezia. La 65esima mostra del Cinema si aprirà il 27 agosto con la prima mondiale (fuori concorso) di “Burn after reading“, l’ultimo lavoro dei pluripremiati fratelli Coen (trionfatori agli Oscar 2008 con “Non è un paese per vecchi”) che schiera nel cast star come George Clooney, Brad Pitt e Tilda Swinton.
Il direttore della mostra Marco Muller ha presentato oggi tutti i film in concorso e non. Un programma ricco, anche e mancheranno alcune opere attese come “W”, Bush visto da Oliver Stone, o “Milk” di Gus Van Sant. La giuria è stata affidata a Wim Wenders e ne faranno parte anche l’attrice Valeria Golino e il regista John Landis. Pupi Avati, uno dei decani dei registi italiani, parteciperà in concorso con “Il papà di Giovanna“, dramma in costume con Silvio Orlando, Alba Rohrwacher e un inedito Ezio Greggio. A tenere alta la bandiera anche Ozpetek con “Un giorno perfetto“, con Isabella Ferrari e un Valerio Mastandrea “disturbato” (leggi la sua intervista a Panorama). “Il seme della discordia” di Corsicato, un’ assurda vicenda familiare (Caterina Murino e Alessandro Gassman nel cast) e “Birdwatchers“, film ambientato in Amazzonia con Claudio Santamaria per la regia di Marco Bechis chiudono il quartetto italiano. Nazionalismo a parte, l’edizione numero 65 del festival di Venezia si presenta ricca di titoli interessanti e anche di Star-system. Non mancheranno le occasioni per i fotografi in laguna: oltre a Clooney e Pitt, sempre più di casa, Charlize Theron e Kim Basinger si materializzeranno in tutta la loro bellezza per presentare “The Burning Plan” di Guillermo Arriaga, Guy Pierce e Ralph Phiennes per “The hurt locker”, pellicola sull’Iraq di Kathrin Bigelow. Per gli amanti degli autori orientali (l’anno scorso in tronfo con “Lussuria” di Ang Lee) ci sarà il geniale giapponese Takeshi Kitano (con “Achille e la tartaruga”) e il maestro dell’animazione Hayao Miyakaki con “Ponyo on the cliff”.
Interessanti per i cinefili di tutto il mondo le sezioni “Fuori concorso” e “Orizzonti”. Nella prima vecchi maestri come Mario Monicelli e Manoel de Oliveira (con due cortometraggi), l’iraniano Kiarostami con “Shirin”, il recupero di un film del ‘63, “Tutto è musica”, con Domenico Modugno, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, una versione inedita de “La Rabbia” di Pasolini. In “Orizzonti” invece spazio a scelte più borderline e sperimentali: insieme a film filippini, russi e indiani, tre titoli nostrani, diretti da Mirko Locatelli, Marco Pontecorvo e Gianfranco Rosi. Un documentario sullo stilista Valentino (di Matt Tyrnauer), un altro sulla tragedia della Thyssen di Torino: “La fabbrica dei tedeschi” di Mimmo Calopresti.
di Elena Beninati
“La Macchina dei Sogni”, il festival di teatro di figura e narrazione diretto dal puparo e cantastorie Mimmo Cuticchio, festeggia venticinque anni a Polizzi Generosa, in provincia di Palermo. Dal 29 luglio al 3 agosto le strade e le piazze del paese madonita si animeranno con spettacoli ed esibizioni di marionettisti, burattinai, cantastorie e narratori, per un ricco cartellone intitolato “Cunti e canti nella piazze di Polizzi”.
Dalle antiche cantate sacre, novene e trionfi, recuperate e interpretate dai narratori del cunto Etta Scollo, Alfredo e Letizia Anelli, e dai fratelli Mancuso nel solco della tradizione epico-cavalleresca,
sino alle narrazioni più intimistiche Stirru di Alberto Nicolino e Zio Ciano Drem di Alessio Di Modica, entrambi dedicati al tema delle zolfare e della pesca in Sicilia.
Sul palcoscenico-città di Polizzi anche le compagnie internazionali del giapponese Dondoro, che unisce la tradizione del teatro Nō e Kabuki con le marionette del Bunraku e con la danza Butō, e quella spagnola Libélula impegnata nella rappresentazione di un racconto ispirato all’epopea carolingia. Ancora performance con Nino Busacca e Mario Barzaghi, con il poeta-teatrante Giuliano Scabia e i Tenores di Bitti, viva testimonianza dell’arcaica cultura orale sarda. Sarda anche la compagnia Theatre en Vol, e infine il duo Spiro Scimone e Francesco Sframeli, che riproporranno lo spettacolo Nunzio.
Per chiudere il 3 agosto l’anteprima del documentario di Daniele Ciprì “Era una volta” dedicato a Mimmo Cuticchio e alla sua arte “pupara” darà il via alla maratona teatrale “La notte dei racconti” mentre Cuticchio guiderà la serata “cuntando” la storia del leggendario personaggio siciliano Colapesce.
Info e prenotazioni: 091 323400
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Il Joker di Heath Ledger e il killer psicopatico di Javier Bardem
Con quello sguardo freddo e insondabile, i passi lenti e profondi, i capelli scuri e lisci dal taglio ridicolo, Anton Chigurh fa tutt’altro che ridere. Il killer spietato e psicopatico del film Non è un paese per vecchi dei fratelli Coen, che decide la sorte dei malcapitati - quando non è già segnata - con un lancio di monetina, mette paura anche solo intravvedendo la sua ombra o immaginandoselo in arrivo. Grazie a questa interpretazione magistrale, che è valsa a Javier Bardem l’Oscar come miglior attore non protagonista, l’omicida armato di bombola ad aria compressa è piombato nella classifica, stilata dal portale Hollywood.com, dei dieci personaggi più cattivi di sempre nella storia del cinema. Quarto classificato!
Ma lo scettro di questa spaventosa graduatoria va a un altro cattivo, Dart Fener di Guerre stellari (Darth Vader nell’originale inglese), il malvagio che abbraccia il Lato Oscuro della Forza, doppiato nella versione americana da James Earl Jones.
Oltre a Bardem, un’altra recente new entry - anzi, recentissima - è l’osannato Joker di Heath Ledger, dell’attuale campione di incassi Il cavaliere oscuro. E probabilmente il destino di questo anarchico nemico di Batman è di salire ancora nella lista, visto che la grande prova dell’attore australiano “è ancora così fresca nelle nostre menti”, dicono i giudici di Hollywood.com, che “è necessario che passi un po’ di tempo”.
Nella top ten che vuole entrare nel cuore delle tenebre, scovando il male puro, oltre la follia (alla Glenn Close di Attrazione fatale) e la disumana mostruosità (come Michael Myers in Halloween), la donna più terribile è il premio Oscar Louise Fletcher, l’infermiera Mildred Ratched de Qualcuno volò sul nido del cuculo. Terzo posto.
Secondo? Il temibile Hannibal Lecter (Anthony Hopkins) de Il silenzio degli innocenti, di sicuro numero uno, invece, tra i serial killer cannibali.
Dalla quinta posizione fino alla nona, nell’ordine: Lord Voldemort, della saga di Harry Potter, interpretato di Ralph Fiennes; l’indimenticabile strega cattiva dell’Ovest dalla faccia verde (Margaret Hamilton), del film del 1939 Il mago di Oz; il Dr. Male o Evil (Mike Myers) della serie di Austin Powers; il poliziotto corrotto e psicotico Stanfield (Gary Oldman) di Léon; il terrorista Hans Gruber (Alan Rickman) di Die Hard - Trappola di cristallo.
(©Splash News/lapresse)
La bionda starlette ha invitato il musicista fidanzato dei Good Charlotte, Benji Madden, nella sua mansion a Hollywood, dove non manca una sala di registrazione, pregandolo di insegnarle come si compone della buona musica: “Lui è uno autore meraviglioso e mi sta dando una mano. Siamo sulla stessa lunghezza d’onda e ci sentiamo un vero team”. I due trascorrono insieme ore di estasi artistica, cercando di mediare tra l’istinto ribelle di lui e quello da majorette di lei. Il risultato? Musica dance dai contenuti leggeri, come rivela Paris: “Benji mi lascia parlare e cerca di tradurre in musica quello che ho in mente. Il sound è divertente e non impegnativo: un’ottima dance music”. Nel 2006 la sexy ereditiera ha esordito con il suo album solista, Paris, e il singolo Stars Are Blind è diventato un tormentone estivo. Oggi la 27enne californiana si sente una donna pronta ad impegnarsi e afferma che la vita da teenager spensierata non le appartiene più: “Mi sento matura. Penso di aver vissuto come una ragazzina fino ad adesso, senza assumermi responsabilità. Ora ho realizzato di essere un’adulta, innamorata del mio partner. Ho una famiglia e sono straeccitata dalla vita”. GALLERY
Paris Hilton: Stars Are Blind
Gli Abba (Credits: Mickelodeon by Flickr)
Non ci sarà nessun reunion tour, nè un nuovo album. Gli Abba hanno detto no alla proposta multimilionaria delle etichette discografiche disposte a sborsare cifre da capogiro (si parla di mille milioni di dollari) per vedere la band tornare di nuovo in concerto. Il quartetto è apparso di recente alla premiere svedese del film “Mamma Mia”, interpretato da Meryl Streep e Pierce Brosnan, basato sulla storia della pop band raccontata attraverso le loro hit più famose come Waterloo, Dancing Queen e Money, Money, Money. Proprio in quell’occasione Bjorn Ulvaeus and Benny Andersson, i songwriter del gruppo, hanno confermato che non suoneranno mai più insieme: “I soldi non ci interessano. Noi vogliamo che le persone si ricordino di come eravamo. Giovani, esuberanti, pieni di energia e ambizione”. Gli Abba sono stati una delle più grandi band degli anni ’70 e le loro canzoni scatenano ancora reazioni di euforia, tanto che a distanza di quattro decenni il gruppo continua a vendere circa 3 milioni di cd ogni anno. L’ultima apparizione dal vivo risale al 1986, anno in cui Benny Andersson, Bjorn Ulvaeus, Anni-Frid Lyngstad e Agneta Faltskog hanno deciso di smettere di esibirsi in pubblico per ritirarsi a vita privata. Da quel momento in tutte le maggiori città del mondo va in scena il musical Mamma Mia, che ogni sera registra il sold out garantendo agli Abba laute royalities per l’utilizzo dei loro brani.
Abba: “Mamma Mia” live