Ora le rotte dei disperati portano a Lampedusa, o alle Canarie. Ma un tempo neanche troppo lontano il viaggio per mare Genova - New York era quello degli emigranti per eccellenza. Milioni di “Dago”, così venivano chiamati spregiativamente i nostri connazionali che sbarcavano a Ellis Island affamati, sporchi, distrutti dalla traversata dell’Atlantico in terza classe. Ma i loro occhi si riempivano di luce quando all’orizzonte appariva la Statua della Libertà, Manhattan, New York, gli Stati Uniti. In una parola, “Lamerica” o il “Nuovomondo” per citare due film che se ne sono occupati. Adesso una mostra ripercorre l’epopea dell’emigrazione italiana di inizio secolo proprio nella città da cui partì la maggior parte di loro. Il titolo è “La Merica”, come sgrammaticamente veniva definita la terra promessa dagli emigranti, “Da Genova a Ellis Island. Il viaggio per mare ai tempi della migrazione italiana”. La grande rassegna è stata inaugurata il 20 giugno al Galata Museo del Mare del capoluogo ligure. L’allestimento, 8 sale in 3 gallerie per un totale di circa 1200 metri quadri, intende mostrare le condizioni di viaggio degli emigranti diretti negli Stati Uniti nel periodo tra il 1892 (anno in cui entra in funzione Ellis Island) e il 1914 (inizio del primo conflitto mondiale).
È un primo passo per la realizzazione del “MEM - Museo dell’Emigrazione”, quale sezione all’interno del Galata Museo del Mare. Rispetto alle mostre tradizionali sul tema dell’emigrazione, per lo più fotografiche e documentarie, “Da Genova a Ellis Island” vuole far rivivere al Visitatore l’esperienza del viaggio. Munito di un passaporto e di un biglietto, il visitatore arriverà a Genova e qui incontrerà la realtà di una città che, in pieno sviluppo industriale, vive sull’emigrante eppure lo disprezza e lo considera un problema sociale. Attenderà, come molti, all’addiaccio l’arrivo del proprio battello e poi entrerà nella ricostruzione dell’antica stazione marittima di Ponte Federico Guglielmo (oggi è Ponte dei Mille) e, dopo i controlli e le raccomandazioni, potrà salire a bordo del piroscafo di emigrazione. Il centro emozionale della mostra è la grande scena dell’imbarco, con la ricostruzione della Stazione Marittima, del Molo e la fiancata del piroscafo “Città di Torino” ricostruita nei minimi dettagli a grandezza naturale, sulla scorta dei disegni originali conservati dal museo. Una volta a bordo, in cerca della sua cuccetta, nei cameroni comuni (gli uomini divisi dalle donne) il visitatore potrà esplorare gli ambienti di servizio: come i bagni, il refettorio, la sala medica, ma anche la prigione – dove venivano rinchiusi i violenti e i clandestini – e l’Ufficio del Commissario di bordo.
Un viaggio negli ambienti del piroscafo e, contemporaneamente, un vero viaggio “virtuale”. Dagli oblò e dalle finestrature sarà possibile vedere il mare, in diverse condizioni di luce, di giorno, al tramonto e durante una notte di luna, e infine passare sotto la Statua della Libertà, il momento del pathos e della commozione. Ma questa non è la fine del viaggio. Il visitatore, da emigrante, sbarcherà a Ellis Island, l’isola a due miglia da New York, la Lampedusa d’America: qui entrerà nella Inspection Line, il percorso fatto di visite mediche, interrogatori e test per verificare se possedeva i requisiti per essere accolto. E qui verrà ricostruito il percorso, fatto di attese, domande, visite, oltre a mostrare ciò che accadeva a chi non era in regola, o era malato o comunque giudicato non idoneo a entrare negli Stati Uniti. L’ultima scena, infine, apre le porte del Nuovo Mondo o, più esattamente, la città di New York dove la gran parte degli emigranti giunti dall’Europa si fermava alle prese con i problemi concreti del trovare un lavoro, una casa, curare la salute e sbarcare il lunario.
“Per realizzare la mostra Da Genova a Ellis Island ” commenta Maria Paola Profumo, Presidente del Mu.Ma “abbiamo sviluppato una coproduzione, tra l’Istituzione Mu.MA e l’Ellis Island Immigration Museum di New York. Il contatto diretto e la collaborazione con anche l’Ambasciata USA in Italia, ha permesso visite, invio di materiale e documentazione. Un contatto importante, perché va ricordato, che gli italiani che passarono a Ellis Island furono oltre 3.000.000, una percentuale enorme sui circa 12.000.000 che tra il 1892 e il 1956 - periodo di funzionamento dell’isola - vi transitarono, il che fa del nostro popolo quello che maggiormente dovette subire le procedure e i controlli di questa fase dell’immigrazione americana”. La Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma ha messo a disposizione della mostra il dipinto più famoso e significativo dell’emigrazione italiana: “Gli Emigranti” di Angiolo Tommasi. Datato 1895, misura 4 metri x 3 e rapprsenta un grande affresco che mostra l’attesa degli emigranti, uomini e donne, vecchi e bambini, da tutta Italia, proprio al molo di Genova.
Genova, secondo Pierangelo Campodonico che è il curatore della mostra con il collaudato staff di museologi del Galata Museo del Mare, non è un “luogo qualunque dell’emigrazione italiana: è la porta attraverso la quale passano buona parte degli oltre 29.000.000 di italiani che partono per l’emigrazione. È perciò doveroso realizzare nella nostra città un luogo dove si possa fare memoria di questo”. E c’è più di un pezzo di città in questa mostra: “abbiamo posto molta attenzione alle forme espressive: e così siamo stati aiutati dalla Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova, che ha messo in scena molti dei documenti raccolti, registrandoli, a voce e in video, a creare la straordinaria colonna sonora della mostra, fatta da musiche dell’emigrazione, ma anche e soprattutto da dialoghi, monologhi, testi di lettere, avvisi e avvertimenti che accompagneranno il visitatore-emigrante lungo il percorso. Ma anche l’iconografia ha la sua parte, e così l’Istituto Artistico Nicolò Barabino, con il suo corso di ritrattistica ha realizzato la reinterpretazione dei ritratti fotografici di Augustus Sherman, impiegato e fotografo di Ellis Island”.
Una mostra “diversa”, nelle attese del Galata Museo del Mare, destinata a non essere il tradizionale percorso artistico o documentario, ma soprattutto “un percorso emozionale, segnato dall’ansia e dalla speranza” conclude Maria Paola Profumo “perché la storia dell’emigrazione è una storia di uomini e donne, di persone, di sentimenti. E gli stessi sentimenti che furono dei nostri padri, sono oggi quelli di tanti emigranti tra noi, non dobbiamo scordarcerlo. E’ questo il senso di una memoria civile”.
LA MERICA! Da Genova ad Ellis Island. Il viaggio per mare negli anni dell’emigrazione italiana.
Durata della mostra: dal 20 giugno - mostra permanente.
La mostra è compresa nel biglietto d’ingresso al Museo negli orari di apertura del Galata Museo del Mare:
Da Novembre a Febbraio:
martedì – venerdì 10.00 – 18.00 (ultimo ingresso 17,00)
sabato, domenica e festivi 10.00 – 19.30 (ultimo ingresso 18.00)
Da Marzo a Ottobre:
martedì – domenica 10.00 – 19.30 (ultimo ingresso 18.00)
Per tutto l’anno, lunedì chiuso per individuali ma aperto per scuole e gruppi. Per il solo mese di agosto, lunedì aperto per tutti.
Recapiti per informazioni al pubblico: 0102345655; info at galatamuseodelmare.it oppure www.galatamuseodelmare.it
Sede del Galata Museo del Mare
Calata De Mari, 1 (Darsena - Via Gramsci) 16126 Genova
- Martedì 1 Luglio 2008









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