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Collage delle opere: “volti senza nome”, di Sara Zampedri (al sinistra); “corpo estraneo” di Samantha Mc Millan (al centro); “mondo dimezzato” di Valentina Gamba (a destra).
Arte e scienza si uniscono a Barcellona dal 18 al 22 luglio, durante l’EuroScience Open Forum 2008, in un progetto dal titolo Ai confini della coscienza che illustra l’alterazione dei meccanismi della coscienza dovuta a lesioni cerebrali.
Percorrendo le istallazioni artistiche ideate da quattro giovani creativi dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, il visitatore diventa paziente: si immedesima con l’esperienza patologica e sperimenta gli effetti di alcune deprivazioni sensoriali e distorsioni percettive.
Gli artisti italiani hanno scelto d’introdursi in un mondo apparentemente lontano dalla normalità, per rappresentare quattro sindromi neuropsicologiche causate da danni al cervello. “Ci siamo posti l’intento di astrarre l’universo scientifico attraverso la percezione di processi creativi differenti, indagando tematiche che a volte sfuggono alle più rigide connessioni razionali” ci spiega Donato Canosa, uno degli artisti e portavoce del gruppo.
Canosa sceglie di rappresentare il ‘cervello diviso’ come divise anche nel comportamento sono le persone affette da questa sindrome Split brain, come fossero due in uno.
Sara Zampedri si dedica alla Prosopoagnosia, i ‘volti senza nome’: incontri una persona per strada; anche se la conosci, il suo volto non ti dice niente; è come la superficie liscia di una pietra, uguale a migliaia di altre.
Valentina Gamba affronta il ‘mondo dimezzato’, ovvero la sindrome Neglect: quando si percepisce soltanto la metà destra della realtà.
Da ultimo Samantha Mc Millan, che interpreta l’Anosognosia per l’emiplegia, il ‘corpo estraneo’: il paziente non è cosciente del proprio stato di paralisi.
Ai confini della coscienza è promosso dalla Facoltà di Psicologia dell’Università di Torino con la consulenza scientifica della Prof. Anna Berti e del Dott. Lorenzo Pia.
“Sono stata affascinata dai misteri della coscienza umana parlando con i professori dell’Università” ci racconta Lorenza Accusani, ideatrice del progetto. “Pensare agli aspetti di queste patologie e alla precarietà della nostra percezione mi ha spinto a realizzare questa mostra”, sostiene.
Il progetto sarà presente anche al Grand Palais di Parigi durante la Fête de la science dal 14 al 16 novembre. Torino ospiterà nel 2010 la prossima edizione dell’EuroScience Open Forum.
- Venerdì 18 Luglio 2008









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