
Di aspettare il viaggio premio simbolo di emancipazione dopo la maturità non se ne parla, è roba d’altri tempi. Quando si tratta di andare in vacanza, i ragazzi diventano straordinariamente precoci. Anche a 14 anni reclamano un’estate in totale autonomia in una delle mete più ambite, che nel 2008 sono Spagna, isole greche, Londra, Dublino.
“Anche se il momento economico in Italia non è dei più rosei, a una vacanza, magari di una settimana, molti ragazzi non vogliono rinunciare” conferma Domenico Iannella, segretario generale del Cts (Centro turistico studentesco), organizzazione con cui viaggiano ogni anno circa 6 mila giovani, per il 25 per cento minorenni. Che il viaggio sia in cima ai desideri dei teenager lo ribadisce un’indagine Doxa sui loro comportamenti d’acquisto sul web: dopo quelli di telefonia, i siti più ricercati sono quelli che offrono pacchetti last minute o voli low cost. Le 36 compagnie italiane offrono 87 destinazioni in Europa.
Risultato: la palla passa a mamma e papà, che dopo gli scrutini si trovano a dover decidere se concedere un periodo di assoluta liberà. A complicare le cose, l’inevitabile paura. I fatti di cronaca non aiutano e non basta il telefonino a rassicurare le famiglie. Il repertorio di pericoli affolla l’immaginario.
“Negli ultimi 5 anni le famiglie hanno cambiato atteggiamento” ritiene Andrea Pesenti, direttore commerciale del Cts. “Da una parte vedono di buon occhio una vacanza studio perché la considerano un investimento formativo, ma dall’altra sono sempre più esigenti in termini di affidabilità delle strutture cui si rivolgono. Molte organizzazioni hanno aumentato gli standard di sicurezza”. Tuttavia, “non tutte tengono il passo. Dunque il consiglio per le famiglie che mandano in vacanza i figli minorenni è di informarsi sul programma delle loro giornate, sapere in quale tipo di sistemazione dormiranno, assicurarsi che gli accompagnatori siano specializzati e che sappiano concedere momenti di privacy ai ragazzi senza perdere mai il controllo dei loro comportamenti”.
Ma le preoccupazioni dei genitori faticano a scomparire. “Almeno in parte si tratta di paure fondate” commenta la sociologa della famiglia Chiara Saraceno. “Il primo viaggio lontano da casa può contenere una serie di rischi che vanno dall’incolumità fisica a deviazioni del comportamento, come l’esplosione di aggressività o di bullismo”. Poi raccomanda: “Il timore dei pericoli non deve avere il sopravvento sugli aspetti positivi”.
Una cosa è certa: le cattive esperienze si possono fare anche a due passi da casa. “Ben vengano anzi i viaggi in giovanissima età” insiste Saraceno “perché prima ci si abitua a stare lontano da casa, più normale sarà affrontare una vacanza da soli e non considerarla un momento di trasgressione incontrollata. Attenzione però a non considerare la vacanza under 18 come una scelta obbligata. Negli ultimi anni si sta imponendo un nuovo concetto culturale che può essere fuorviante”.
Probabilmente non tutte le esperienze sono irrinunciabili, non si deve essere ossessionati dall’idea di offrire più occasioni formative ai figli. “Si tratta del cosiddetto curriculum dell’adolescenza: quando scopriamo che i nostri ragazzi possono sviluppare qualche capacità o esperienza, tendiamo a considerarla necessaria, pensiamo che senza di essa i nostri figli non saranno al passo con i tempi” continua la sociologa. “Imparare una lingua straniera o le tecniche veliche è senz’altro utile, però non sempre è prioritario”.
Che mandare i figli all’estero sia diventato una sorta di status symbol lo sottolinea Loredana Lipperini, autrice di Ancora dalla parte delle bambine (Feltrinelli), un viaggio nel mondo della preadolescenza e dei suoi nuovi modelli di riferimento. “Le ragazzine di 13 o 14 anni guardano come modelli a quelle di 20. È naturale che anche la richiesta di un viaggio avvenga in età sempre più precoce. Molti genitori però hanno perso determinazione di fronte a questa richiesta, sono diventati vittime di una nuova ossessione: dotare i propri figli di ciò che hanno i coetanei, a tutti i costi”.
Spesso i genitori concedono molte cose, quindi anche una vacanza da soli, ai giovanissimi per non farli sentire diversi dal gruppo. Non valutano però se quell’occasione potrà essere o meno un’esperienza formativa. “Le mie figlie hanno 14 e 16 anni: per loro passi il viaggio studio, ma completamente sole, in vacanza, ci andranno solo dopo la maggiore età. E la meta la decideremo insieme” conclude l’autrice.
Già, perché anche la destinazione prescelta dovrebbe far capire alle famiglie il tipo di vacanza che hanno in mente i propri figli. Difficilmente un diciottenne che ha deciso di andare a Kingston, in Giamaica, regno dei rasta e della marijuana, sarà soltanto alla ricerca di nuove sonorità reggae. Così come alcune isole thailandesi, regine della vacanza drug & drink. È vero in compenso che il 2008 vede un’esplosione di viaggi legati alla tutela dell’ambiente. Poi quelli legati all’interesse per la cultura islamica. Oppure i soggiorni di scambio interculturale organizzati da Intercultura onlus in Cina, Giappone, Lettonia e Finlandia.
Per non parlare dell’utile alternativa al pericoloso autostop: si vendono più biglietti Interrail, validi un mese, che permettono agli under 26 di attraversare l’Europa su treni di seconda classe: oltre 190 mila pass venduti per questa estate. L’identikit dell’interrailer italiano è emerso all’ultimo raduno nel Parco delle Foreste casentinesi: età media tra i 18 e i 23 anni, zaino in spalla, guida Routard in tasca e amico o amica al seguito.
È un modo di viaggiare più sicuro, eppure anche la vacanza con l’amica del cuore può riservare brutte sorprese. A sostenerlo questa volta non è un apprensivo genitore ma uno dei più attivi fautori del divertimento notturno, Davide Nicolò, che ha lanciato locali come il Cocoricò di Riccione, il Ku di Ibiza o lo Xueno di Formentera. “Non basta essere in due per schivare i pericoli nascosti nei luoghi del divertimento” avverte Nicolò. “Senza dubbio due ragazze sole che girano per locali devono essere sempre lucide e vigili”.
Nicolò ha stilato un decalogo per evitare inconvenienti nei luoghi della movida d’Europa. Tra una decina di giorni il vademecum sarà distribuito nei locali della Riviera adriatica e di Ibiza, in italiano, inglese e spagnolo. E sul sito www.davidenicolo.com nascerà un blog per discutere come viaggiare in sicurezza, scambiandosi consigli e dritte sui luoghi da non frequentare.
LEGGI IL DECALOGO: Divertirsi in sicurezza - LEGGI ANCHE: Lipperini: vademecum per genitori nell’epoca del web - Scout del tezo millennio: persone normali, ma qualcuno si scandalizza
- Domenica 20 Luglio 2008









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Il 24 Luglio 2008 alle 13:33 Dai ginecologi i consigli per il sesso dei 14enni in vacanza » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Figli in vacanza, se papà ci manda soli [...]
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