Luca Zingaretti
«Brutta» come ha detto Valeria Golino al recente Festival di Tavolara o mediamente buona, come sostengono in Rai e come dicono alcuni registi (Grimaldi, Lizzani…). Argomento: la fiction, termine sotto il cui cappello finisce sia La meglio gioventù (il film di Marco Tullio Giordana era nato per il piccolo schermo) o Le avventure di Montalbano, sia la pletora di poltiglia televisiva, troppo spesso indistinta.
Eppure è sempre un errore far di tutte le erbe un fascio non capire che Don Matteo o La squadra sono altra cosa da Gente di mare o Rivombrosa 2. E che il problema di fondo è quello della scrittura: dialoghi improbabili, storie sfilacciate. Mancano gli autori, latitano gli sceneggiatori. Se poi ci si mette anche un mediocre regista e un cast di improvvisati, allora sì che la fiction è «brutta» come dice la Golino. Ma se davanti alla cinepresa c’è un Luca Zingaretti o un Beppe Fiorello, un Fabrizio Gifuni e c’è una storia da raccontare, il pubblico se ne accorge, l’Auditel vola e la gente non si lobotomizza (come ha detto Caterina Murino a Tavolara), ma pensa pure.
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- Mercoledì 23 Luglio 2008









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