
Tutto parte da lì. Dal segreto più profondo che nasconde - anche a se stessa - la natura di Dawn, adolescente fervente sostenitrice della castità. Un segreto terrificante, tagliente, difficile da sostenere… ma che presto si rivelerà anche utile. Denti, la commedia horror che ha scritto e diretto Mitchell Lichtenstein (nelle sale italiane dal 22 agosto), precedentemente attore in Il banchetto di nozze di Ang Lee, rievoca in modo diretto e senza non detti un mito dell’antichità, che nel mondo occidentale deve la sua fama a Sigmund Freud: la vagina dentata.
Protagonista è Dawn, appunto, che ha il corpo di una meravigliosa Jess Weixler, capace di mostrare tante sfumature, passando dall’ingenuità al dubbio alla malizia alla consapevolezza quasi diabolica. Per questa interpretazione la Weixler ha vinto il Premio speciale della giuria al Sundance Film Festival.
Dawn è una liceale attivista convinta, molto impegnata a preservare la sua verginità. Finché le provocazioni del fratellastro (John Hensley) e l’interesse dell’apparentemente dolce e sensibile Tobey (Hale Appleman) non fanno vacillare le sue sicurezze. E una violenza sessuale finita male - non per lei! - le fanno capire che c’è “qualcosa di strano laggiù”. Come anche il ginecologo, a suoi danni, riscontra. Tra evirazioni, tra scene disgustose e altre da ridere di gusto, la pellicola esplora - a suo modo - le paure del sesso. Ironicamente. Rivelandosi molto più di una commedia adolescenziale, in un melange di generi comunque accativante. Qui il trailer da YouTube:
“Anche nei momenti più terribili, credo e spero che tutti si possano fare una risata durante il film” dice il regista. “Anche se ho messo in scena l’immagine esplicita della ginofobia, spero risulti chiaro che ho preso in giro il mito della vagina dentata”. La vagina dentata nella letteratura è infatti la metafora della paura maschile verso la donna. Ma Denti va ben oltre la metafora.
“La pellicola non è solamente un horror” prosegue Lichtenstein. “Fin da piccolo amavo i film di fantascienza anni ‘50, che hanno influenzato le mie produzioni. Non mi sono mai piaciute le storie in cui le donne erano unicamente vittime. Ho fatto intenzionalmente in modo che Dawn rimanesse ‘pura’, non fosse macchiata da sangue, mai veramente violata”.

- Venerdì 8 Agosto 2008








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Il 8 Agosto 2008 alle 19:28 Al cinema d’estate con Denti e il ritorno delle Cronache di Narnia » Panorama.it - Cultura e societa ha scritto:
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