Altro che Marguerite Yourcenar. L’Adriano che il British Museum rimanda all’occhio del visitatore nella eccezionale mostra, eccezionale per quantità e qualità di opere presentate, appena inaugurata a Londra è tanto civilizzatore quanto brutale e aggressivo. Adriano, Impero e conflitto, in cartellone fino al prossimo 26 ottobre, sfugge infatti all’idealizzazione proposta dalla scrittrice nel suo celebre “Memorie di Adriano” del 1951 e restituisce un Adriano fedele alla storia e per questo più autentico.
Se, insomma, a Londra è appena scoppiata l’Adrianomania una ragione ci sarà. Merito dei pezzi presentati, a partire da una delle più recenti scoperte archeologiche, una colossale testa mai esposta finora raffigurante lui, l’imperatore. Barba riccioluta, sguardo fiero, fronte alta. Altri 180 oggetti, provenienti da 31 musei in tutto il mondo, alcuni mostrati per la prima volta fuori delle abituali sale in cui vengono custoditi, contribuiscono a costruire il ritratto di un uomo che a 41 anni, nel 117 d.C si trova improvvisamente alla testa di un impero. Amante delle arti ma anche stratega deciso, così deciso da non esitare quando serviva a trattare i suoi rivali con ferocia inaudita come dimostrano gli oggetti giunti da Israele che testimoniano dei circa 600 mila morti tra gli ebrei di Gerusalemme a causa della repressione dell’Imperatore. E poi c’è l’Adriano amante e amato, e il fantasma del suo grande amore Antinoo morto annegato nel Nilo nel 130 d.C. a cui dedicherà perfino un culto.
Fuori dalla magnifica villa di Tivoli, dunque, ed è la grande lezione di questa mostra, c’è tutto un mondo composto di mille sfumature. Sullo sfondo lui, il potere. Compagno bramato e detestato, ma unico vero orizzonte di un’epoca e di un’imperatore.
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- Martedì 12 Agosto 2008









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Commenti
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Il 12 Agosto 2008 alle 19:40 heini ha scritto:
Mi sembra di cogliere nell’articolo un tono di disapprovazione per la ‘brutalità’ dell’imperatore Adriano.
Certamente condivido la posizione che i massacri debbano sempre ispirare orrore, osservo però che è altrettanto certamente semplicistico ridurre la complessa figura di questo grande imperatore alla dicotomia tra amante appassionato e brutale governante. Osservo che l’imperatore Adriano era, appunto un imperatore, non un comune cittadino, ed aveva il dovere inerente alla sua carica di difendere l’integrità dell’impero romano. Osservo che anche nell’era del politicamente corretto, nessuno è intervenuto o sta intervenendo seriamente per mettere fine alle stragi che funestano il mondo di oggi (Darfur, Ruanda e l’elenco poreebbe continuare). Fortunatamente nessuno di noi è chiamto a prendere decisioni come quelle che devono prendere i governanti.
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