George Clooney e Brad Pitt a Venezia
Sono George Clooney e Brad Pitt ad aprire, questa sera, la 65esima Mostra del Cinema di Venezia. Due divi da copertina per un’edizione che però non vuole celebrare Hollywood e le grandi major. Il film d’apertura con le due star, Burn After Reading - A prova di spia, è infatti firmato da una coppia irriverente e anticonformista come i fratelli Coen, che dopo il noir vincitore di quattro Oscar Non è un paese per vecchi, tornano alla commedia. E trasformano i due belloni Clooney e Pitt in personaggi abbastanza idioti e caricaturali.
La lista dei film in concorso, sulla stessa linea, presenta registi poco noti ai non cinefili, che promettono di essere delle belle scoperte. Come l’etiope Haile Gerima con il film Teza, voce indipendente del cinema africano migrata negli States, o il turco Semih Kaplanoglu, lanciato da Yumurta a Cannes 2007 nella Quinzaine des Réalisateurs, al Lido con Süt, o l’algerino Tariq Teguia con Gabbla, che già si era fatto notare a Venezia due anni fa con Roma wa la n’touma, presentato a Orizzonti. C’è anche un debuttante, il messicano Guillermo Arriaga, già famoso però come sceneggiatore di Alejandro González Iñárritu. Porta in Laguna una produzione americana, The Burning Plain, e due stelle da red carpet, la luccicante Charlize Theron e l’ancora radiosa Kim Basinger.
Tra le cinque produzioni americane in concorso anche The Wrestler di Darren Aronofsky, con un irriconoscibile Mickey Rourke, e la commedia Rachel Getting Married di Jonathan Demme, ritratto di famiglia con nevrosi e tensioni a lungo covate che ha per protagoniste la ragazza della porta accanto Anne Hathaway e soprattutto Debra Winger, la spavalda e affascinante Paula di Ufficiale e gentiluomo, indimenticata nonostante sia sparita dallo showbusiness, dove non si trovava a suo agio, considerandolo falso e avido.
Gli italiani in competizione sono ben quattro, tanto da suscitare le polemiche di Der Spiegel, che ha definito la Mostra troppo patriottica (i tedeschi in concorso sono due Nuit de chien di Werner Schroeter e Jerichow di Christian Petzold): “ci sono undici film italiani nelle sezioni principali, di cui quattro in concorso, su un totale di ventuno in lizza”. Al settimanale di Amburgo la scelta “appare azzardata, visto che negli anni passati quasi tutti i film italiani hanno fatto fiasco a Venezia, né sono ricomparsi finora come film di culto”. Al di là degli umori alemanni, tra i nostri alfieri ci sono due nomi noti e due outsider: da una parte, entrambi con pellicole dai risvolti tragici, Ferzan Ozpetek con Un giorno perfetto e Pupi Avati con il noir Il papà di Giovanna; dall’altra lo sperimentatore Pappi Corsicato con la commedia grottesca sull’inseminazione artificiale Il seme della discordia e il viaggiatore Marco Bechis con BirdWatchers – La terra degli uomini rossi.
Non mancano i maestri del Giappone: Takeshi Kitano (Akires to kame - Achilles and the Tortoise) e i grandi dell’animazione Hayao Miyazaki (Gake no Ue no Ponyo - Ponyo on the Cliff) e Mamoru Oshii (The Sky Crawlers).
In tutta la Mostra, dedicata al regista egiziano scomparso Youssef Chahine, tra Concorso, Fuori concorso e Orizzonti saranno 49 i lungometraggi in prima mondiale ad alternarsi fino al 6 settembre. A dare il là alla undici-giorni, nel ruolo di madrina, Ksenia Rappoport, nata a San Pietroburgo nel 1974, adottata dal cinema italiano dopo aver interpretato il drammatico La sconosciuta di Giuseppe Tornatore, per il quale ha vinto il David di Donatello.
Intanto il Leone d’Oro già certo è quello alla carriera, che va a Ermanno Olmi. E sarà… Adriano Celentano a consegnarlo. Non una scelta a caso visto che tra i tanti eventi speciali al Lido, il 4 settembre ci sarà la riproposizione del restaurato Yuppi Du (1975), film di e con il “molleggiato”. Nell’ottantesimo anniversario della nascita è ricordato anche Domenico Modugno, con Tutto è musica (1963), racconto, fra realismo e fiction, della propria vita diretto dallo stesso cantautore, e il musicarello di Piero Tellini Nel blu dipinto di blu. È in musica anche la chiusura del festival con Orfeo 9 (1973), opera rock di Tito Schipa Jr con Renato Zero e Loredana Berté.
La madrina della Mostra Ksenia Rappoport
Il video
- Mercoledì 27 Agosto 2008









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Il 29 Agosto 2008 alle 18:02 Kung Fu Panda, al cinema il nuovo eroe imbranato della DreamWorks » Panorama.it - Cultura e societa ha scritto:
[...] A Cannes, nel maggio scorso, insieme a un esaltato Jack Black aveva fatto irruzione un’arrembante schiera di panda a dimensioni umane. Ora di panda ne arriva uno solo, il 29 agosto al cinema, ma con lo stesso effetto travolgente di quell’armata. È il panda Po del nuovo film d’animazione della DreamWorks, Kung Fu Panda, il protagonista di questo week-end nelle sale italiane, mentre l’interesse della settima arte è soprattutto rivolto al Lido di Venezia, dove domani debutterà alla Mostra del cinema il primo italiano in concorso, il regista di origini turche Ferzan Ozpetek, con Un giorno perfetto. [...]
Il 5 Settembre 2008 alle 16:27 Il seme della discordia: il ritorno di Pappi Corsicato » Panorama.it - Cultura e societa ha scritto:
[...] Ispirato al romanzo Marchesa von O dello scrittore Heinrich von Kleist, Il seme della discordia segna il ritorno al cinema del regista napoletano dalle influenze almodovariane (è stato assistente di Pedro Almodóvar) Pappi Corsicato. “Torno al cinema dopo sette anni seguiti al flop di Chimera, nessuno mi faceva più fare film, poi ho convinto i produttori - Rodeo Drive con Medusa Film e Sky - con questo film leggero, spiritoso, io stesso volevo divertirmi’’, ha detto il regista. La pellicola, nelle sale italiane dal 5 settembre e ora in concorso alla Mostra del cinema di Venezia, è una commedia surreale sull’inseminazione artificiale piena di citazioni cinematografiche, con protagonista Caterina Murino. Tutto ruota attorno a questo personaggio. La bellissima donna è sposata a un rappresentante di commercio, bello anche lui (Alessandro Gassman): nel giorno in cui lei scopre di essere incinta, lui scopre di essere sterile. Nel cast anche una Martina Stella, Isabella Ferrari e Michele Venitucci. Il trailer da YouTube: [...]
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