Archivio di Agosto, 2008
A poco più di una settimana dallo show di Madonna all’Olimpico di Roma, ecco la scaletta completa dello spettacolo che la popstar sta portando in giro per il mondo. Tra i pezzi forti del concerto, la versione ultradance di Like A Prayer: coreografie pazzesche, ballerini scatenati e, colpo di scena, alla fine della canzone Madonna “brucia” tra le fiamme risucchiata da uno schermo a forma di cono. I fan che l’hanno vista a Cardiff e a Nizza giurano che sia la performance più spettacolare di tutta la carriera di Lady Ciccone. Qui sotto, tutti i brani previsti nella scaletta:
Intro/Candy Shop
Beat Goes On
Human Nature
Vogue
Video Interlude
Into The Groove
Heartbeat
Borderline
She’s Not Me
Music
Video Interlude
Devil Wouldn’t Recognise You
Spanish Lesson
Miles Away
La Isla Bonita/Lela Pala Tute
Romanian folk interlude
You Must Love Me
Video Interlude
4 Minutes
Like A Prayer
Ray Of Light
Hung Up
Give It To Me
Madonna live in Cardiff 2008
Sono 17 le missive a tinte hot che la cantante di Give it 2 Me ha inviato, senza pensare alle conseguenze, a quello che pensava fosse il suo grande amore, James Albright. Adesso, però, lui minaccia di rendere pubblico il tutto, esibendo le lettere al Simply Madonna exibition, la convention dedicata alla cantante dove verranno esposti più di 300 memorabilia, che si terrà all’Old Truman Brewery, a Londra nel 2009. Per evitare di finire sui magazine di mezzo mondo, la popstar ha arruolato un esercito di avvocati che dovrebbero dissuadere James dal realizzare il suo intento. In effetti il contenuto delle lettere è esplicito e lascia poco all’immaginazione: Spanky è il soprannome con il quale Madonna ha firmato tutte le lettere, ricoprendo di baci lasciati con il rossetto ogni foglio. Ma c’è di più: la popstar ha infarcito di espliciti riferimenti sessuali le love letters creando un effetto hard. Ai media, però, è stato detto che Madonna è molto sensibile e la divulgazione di fatti privati urterebbe la sua sensibilità: “Chi vorrebbe vedere sbattuti in prima pagina i propri sentimenti? Gli avvocati hanno inviato un warning. Madonna spera che sia sufficiente”.GALLERY: La festa per i 50 anni di Madonna e In concerto, show ad alta energia
Madonna: Give It To Me live 2008

George Clooney e Brad Pitt a Venezia
Sono George Clooney e Brad Pitt ad aprire, questa sera, la 65esima Mostra del Cinema di Venezia. Due divi da copertina per un’edizione che però non vuole celebrare Hollywood e le grandi major. Il film d’apertura con le due star, Burn After Reading - A prova di spia, è infatti firmato da una coppia irriverente e anticonformista come i fratelli Coen, che dopo il noir vincitore di quattro Oscar Non è un paese per vecchi, tornano alla commedia. E trasformano i due belloni Clooney e Pitt in personaggi abbastanza idioti e caricaturali.
La lista dei film in concorso, sulla stessa linea, presenta registi poco noti ai non cinefili, che promettono di essere delle belle scoperte. Come l’etiope Haile Gerima con il film Teza, voce indipendente del cinema africano migrata negli States, o il turco Semih Kaplanoglu, lanciato da Yumurta a Cannes 2007 nella Quinzaine des Réalisateurs, al Lido con Süt, o l’algerino Tariq Teguia con Gabbla, che già si era fatto notare a Venezia due anni fa con Roma wa la n’touma, presentato a Orizzonti. C’è anche un debuttante, il messicano Guillermo Arriaga, già famoso però come sceneggiatore di Alejandro González Iñárritu. Porta in Laguna una produzione americana, The Burning Plain, e due stelle da red carpet, la luccicante Charlize Theron e l’ancora radiosa Kim Basinger.
Tra le cinque produzioni americane in concorso anche The Wrestler di Darren Aronofsky, con un irriconoscibile Mickey Rourke, e la commedia Rachel Getting Married di Jonathan Demme, ritratto di famiglia con nevrosi e tensioni a lungo covate che ha per protagoniste la ragazza della porta accanto Anne Hathaway e soprattutto Debra Winger, la spavalda e affascinante Paula di Ufficiale e gentiluomo, indimenticata nonostante sia sparita dallo showbusiness, dove non si trovava a suo agio, considerandolo falso e avido.
Gli italiani in competizione sono ben quattro, tanto da suscitare le polemiche di Der Spiegel, che ha definito la Mostra troppo patriottica (i tedeschi in concorso sono due Nuit de chien di Werner Schroeter e Jerichow di Christian Petzold): “ci sono undici film italiani nelle sezioni principali, di cui quattro in concorso, su un totale di ventuno in lizza”. Al settimanale di Amburgo la scelta “appare azzardata, visto che negli anni passati quasi tutti i film italiani hanno fatto fiasco a Venezia, né sono ricomparsi finora come film di culto”. Al di là degli umori alemanni, tra i nostri alfieri ci sono due nomi noti e due outsider: da una parte, entrambi con pellicole dai risvolti tragici, Ferzan Ozpetek con Un giorno perfetto e Pupi Avati con il noir Il papà di Giovanna; dall’altra lo sperimentatore Pappi Corsicato con la commedia grottesca sull’inseminazione artificiale Il seme della discordia e il viaggiatore Marco Bechis con BirdWatchers – La terra degli uomini rossi.
Non mancano i maestri del Giappone: Takeshi Kitano (Akires to kame - Achilles and the Tortoise) e i grandi dell’animazione Hayao Miyazaki (Gake no Ue no Ponyo - Ponyo on the Cliff) e Mamoru Oshii (The Sky Crawlers).
In tutta la Mostra, dedicata al regista egiziano scomparso Youssef Chahine, tra Concorso, Fuori concorso e Orizzonti saranno 49 i lungometraggi in prima mondiale ad alternarsi fino al 6 settembre. A dare il là alla undici-giorni, nel ruolo di madrina, Ksenia Rappoport, nata a San Pietroburgo nel 1974, adottata dal cinema italiano dopo aver interpretato il drammatico La sconosciuta di Giuseppe Tornatore, per il quale ha vinto il David di Donatello.
Intanto il Leone d’Oro già certo è quello alla carriera, che va a Ermanno Olmi. E sarà… Adriano Celentano a consegnarlo. Non una scelta a caso visto che tra i tanti eventi speciali al Lido, il 4 settembre ci sarà la riproposizione del restaurato Yuppi Du (1975), film di e con il “molleggiato”. Nell’ottantesimo anniversario della nascita è ricordato anche Domenico Modugno, con Tutto è musica (1963), racconto, fra realismo e fiction, della propria vita diretto dallo stesso cantautore, e il musicarello di Piero Tellini Nel blu dipinto di blu. È in musica anche la chiusura del festival con Orfeo 9 (1973), opera rock di Tito Schipa Jr con Renato Zero e Loredana Berté.
La madrina della Mostra Ksenia Rappoport
Il video
Dopo le esibizioni nei clip di The White Stripes, Elton John e Marianne Faithfull, la modella britannica si esibirà in una performance hot nel video musicale della band, We Are (Not) Sex People. Il promo sarà filmato al The House of Cyn, in Streatham, South London, uno dei bordelli inglesi più famosi degli anni 70 e 80. Il ruolo che impersonerà Kate, sarà quello di madam Cynthia Payne, abile direttrice della casa a luci rosse. Prima di accettare, però, la Moss ha dovuto chiedere l’autorizzazione al suo attuale fidanzato, Jamie Hince, leader della band indie, The Kills, che non ha espresso parere contrario. “Jamie non è preoccupato, ma ci sarà un sacco di nudità. D’altronde noi tutti vorremmo essere dei grossi conigli che girano attorno a una Kate Moss senza veli”, ha affermato Dan Summers, il frontman del gruppo, We Are (Not) Sex People. Nonostante l’appeal che Kate esercita sugli uomini, con quel suo fisico da lolita, lei si dichiara, però, da sempre in conflitto con la sua apparenza, giurando che spesso avrebbe preferito essere un’altra persona: “Quando avevo 15 anni, mi guardavo allo specchio e dicevo: <<Oh, no! Vorrei assomigliare a Cindy Crawford. Voglio un seno più grande!>>. Un dettaglio, a giudicare dal successo che la Moss riscuote a tutte le latitudini. Ma a lei non basta e impreca contro tutti i suoi ex (Pete Doherty, Billy Zane e Johnny Deep, solo per citarne alcuni…). Arrabiattissima, ci tiene a far saper che detesta l’universo maschile, sempre a caccia di belle donne, ma mai affidabile: “Gli uomini sono delle teste di c…o. Dei veri bastardi. Ragazze, non dovete mai fidarvi di loro!”.
The White Stripes - I Just Don’t Know What To Do With Myself
Natalie Portman sul set del film
Le prime immagini del film corale New York, I Love You circolano ormai sul web. Il trailer della pellicola dichiarazione d’amore all’amore stesso e alla “città che non dorme mai” e “mai smette di sognare”, come dice il teaser, è stato appena rilasciato. Si possono intravedere spezzoni dei dodici episodi, firmati da altrettanti registi, che inscenano storie romantiche che hanno per sfondo l’Empire State Building, i ponti di Brooklyn e Manhattan o i grandi teatri di Broadway. Mentre volti ben noti come Orlando Bloom, Robin Wright Penn, Christina Ricci e Shia LaBeouf attraversano le strade newyorchesi.
Il primo trailer americano da YouTube:
A firmare i dodici episodi, che hanno gli stessi produttori - e lo stesso formato - del famoso Paris, je t’aime (2006), sono Yvan Attal, Allen Hughes, Shunji Iwai, Wen Jiang, Joshua Marston, Mira Nair, Brett Ratner, Andrei Zvyagintsev, Fatih Akin, Randall Balsmeyer, Shekhar Kapur, che sostituisce per la storia “Upper East Side” Anthony Minghella, il regista de Il paziente inglese, deceduto poco prima dell’avvio della produzione. Oltre a questi, è da annotare l’esordio dietro la macchina da presa delle due attrici Scarlett Johansson e Natalie Portman. Ed è stato proprio il cortometraggio girato dalla Portman a suscitare polemiche. Nel teaser la diva d’origine israeliana è in abito da sposa, in procinto di unirsi in matrimonio secondo la tradizione hassidica, il ramo più ortodosso del giudaismo. L’attore che interpretava il suo promesso sposo, Abe Karpen, professa la fede hassidica e ha dovuto lasciare le riprese in seguito a pressioni da parte della sua comunità religiosa che è contro il cinema, la televisione e internet.
In altre scene del trailer compaiono un solitario Kevin Bacon seduto di fronte l’oceano, Orlando Bloom che apre la porta a una Chrstina Ricci che nasconde il viso dietro un libro, Hayden Christensen che si scontra per strada con Andy García, il giovane Shia LaBeouf insieme alla veterana Julie Christie, interprete della scena scritta da Minghella. Ci sono anche Ethan Hawke, Chris Cooper, Rachel Bilson, John Hurt… Un cast ricco di star.
Il film sarà presentato in anteprima il mese prossimo al Toronto Film Festival e dovrebbe uscire nelle sale americane a metà febbraio 2009.
Orlando Bloom e Christina Ricci sul set

Concerto di George Michael al Madison Square Garden (LaPresse)
La performance, chiamata The Final Two, tenutasi all’Earls Court di Londra è stata l’ultima delle esibizioni dal vivo dell’artista. Il tour, 25 Live, cominciato a Barcellona nel 2006, passato dagli Stati Uniti e terminato in Inghilterra, ha contato milioni di fan paganti arrivati da ogni parte del mondo per celebrare l’ex Wham!. Il cantante, vestito in abito scuro e occhialini trasparenti, ha salutato gli spettatori con grande trasporto e una battuta scherzosa: “Siete fortunati ad assistere a questo big-budget show che ho rappresentato per ben 103 volte!”. George con grande rammarico si trova costretto ad abbandonare la scena live, poiché sente la necessità, arrivato a 45 anni, di dedicare più tempo alla sua vita privata, come ha ammesso lui stesso: “ Ho bisogno di un’esistenza più tranquilla per soddisfare ogni mio capriccio”. Nel frattempo, però, Mr. Michael sta preparando un nuovo singolo, la cui uscita è prevista per il 31 dicembre 2008. Il brano sarà inedito e verrà accompagnato dalla cover di Nina Simone, Feeling Good, registrata dal vivo all’inizio di quest’anno negli studi di uno show televisivo in America. Presto nelle librerie ci sarà anche la sua biografia, senza censure, annunciata mesi fa. Il suo manager ci tiene a far sapere al grande pubblico che nessuna storia inventata su George può essere più scioccante della sua vera vita: “La gente non è stupida. E inizia a capire che la verità è molto più interessane delle storie scritte sui giornali”.
George Michael: Earls Court 24th August 2008 Fast Love
Lui è un famoso filmaker di nicchia, conosciuto per le sue violente pellicole su gangster e malavita. Lei è la popstar più celebre al mondo, contestata e apprezzata per il suo atteggiamento provocatorio e blasfemo. Insomma, da due tipi così non ci si aspettava certo la sceneggiatura di Alice nel paese delle meraviglie e invece preparatevi a un colpo di scena, come ha annunciato lo stesso Guy: “Un vero film dovrebbe piacere a tutti, indifferentemente dall’età. E il nostro colpirà nel segno. Siamo tutti filosofi. È impossibile non esserlo. La vita stessa è filosofia”. Madonna e Guy Ritchie, che proprio di recente stanno attraversato una profonda crisi matrimoniale, hanno avuto due figli, Rocco, sette anni e David, due, adottato dal Malawi. Con loro vive anche Lourdes, undici anni, che la cantante ha avuto dalla relazione con il suo personal trainer, Carlos Leon. Insieme trascorrono molto tempo, mangiando popcorn sul divano davanti alla tv: “Quando hai dei figli finisce che guardi molti più film per ragazzi e ti rendi conto che sono infinitamente più sofisticati di quelli per adulti. Incredibles è stato una pellicola intelligente e Ratatouille davvero eccellente”, ha rivelato Ritchie, svelando in parte come sia venuto in mente a lui e consorte di ideare un film-famiglia. Forse per Madonna è arrivato il momento di dover cambiare business. La neocinquantenne, infatti si è esibita nella prima data del suo tour mondiale, Sticky and Sweet, al Millenium Stadium di Cardiff, in Galles, ma per la prima volta non c’è stato sold out, e i biglietti fuori dallo stadio sono stati venduti alla metà del prezzo originario. GALLERY
Madonna & Guy Ritchie Tribute (with their family)

Nicole Kidman e Hugh Jackman
Il primo a distrarsi dal copione per mettersi a giocare e a coccolare la bambina di Nicole nata lo scorso mese, è stato il protagonista maschile Hugh Jackman, che in preda a una crisi di infantilismo ha cominciato a fare faccette buffe e versi da adolescente nel tentativo di accaparrarsi la simpatia di Sunday Rose. Un po’ troppo persino per il regista di Australia Baz Luhrmann che ha perso la pazienza minacciando di mandare per aria le riprese, come ha riportato una fonte presente alla scena: “Baz ha puntato i piedi perché ha meno di sei settimane per finire il film e tutto il trambusto intorno alla figlia di Nicole e Keith non fa che creare ritardi”. Il film, che racconta la tormentata storia d’amore fra Lady Sarah Ashley, un’aristocratica inglese (Nicole Kidman) e un rude mandriano (Hugh Jackman), richiede parecchia partecipazione da parte dei due protagonisti impegnati a girare scene hot, che nulla c’entrano con i giochetti d’asilo nido. Ma l’attrice 41enne, sposata con il cantante country Keith Urban, non vuole rinunciare ai momenti preziosi vicino alla sua bambina e ha deciso di mettere da parte professionalità e discrezione. Solo gli olimpionici di vela australiani hanno potuto godere di qualche attenzione da parte della Kidman. Sembra che i ragazzi abbiano vinto la medaglia d’oro grazie al suo incoraggiamento, come fa sapere il portavoce della squadra: “La mattina della gara mi è arrivato un messaggio da Nicole che ci augurava buona fortuna e questo ci ha incentivati a dare il massimo”.
Nicole & Keith