C’era attesa per la prima di Ferzan Ozpetek alla Mostra del cinema di Venezia. E anche curiosità di vedere il regista di origini turche alle prese con una storia cruda e drammatica e a maneggiare un’opera non sua. Ed entrambe sono state deluse. Un giorno perfetto (nelle sale italiane il 5 settembre), tratto dall’omonimo libro di Melania Mazzucco, commissionato ad Ozpetek da Domenico Procacci, non tocca le corde richieste dalla storia drammatica interpretata da una poco credibile Isabella Ferrari e Valerio Mastandrea, ovvero Emma e Antonio.
La relazione tra i due, sposi separati, precipita vertiginosamente verso un baratro di angoscia e malattia, ma questa caduta libera non si respira e non si vive scorrendo la pellicola. Non c’è tensione, né i ripetuti primi piani corrono in soccorso a creare intensità. E anche la storia parallela del parlamentare incurante della sua famiglia, a cui dà il volto Valerio Binasco, rimane asettica e quasi incollata malamente. In un collage che non trova fluidità, a cui poco regalano i piccoli cammei della splendida Angela Finocchiaro, personaggio aggiunto da Ozpetek rispetto alla trama del libro.
Molto critica verso Un giorno perfetto anche la stampa tedesca. La Frankfurter scrive che il regista di origine turca “rappresenta le macerie di un grande amore con una tristezza kitsch a fronte della quale un lavoro teatrale di Strindberg sembra una commedia”. Con l’affondo: “Senza sufficiente motivo Ozpetek viene definito da anni la speranza del cinema italiano”.
Il trailer da YouTube:
“È partito tutto da Domenico Procacci che mi ha mandato la prima sceneggiatura scritta da Sandro Petraglia, dicendo che aveva i diritti ed era un progetto che gli piaceva molto” . Così Ozpetek racconta la genesi del film. “Dopo averla letta ho subito accettato. Poi però ho avuto dei ripensamenti perché ho capito che era difficile raccontare una storia del genere. Ma mi ha talmente affascinato la passione che il personaggio di Antonio ha verso Emma, che quello è stato il movente per entrare veramente nel progetto”.
- Venerdì 5 Settembre 2008









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Commenti
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Il 6 Settembre 2008 alle 15:15 lorenzo bellucci ha scritto:
Un giorno perfetto…un film perfetto.
Se non fosse per la scritta in sovraimpressione all’inizio del film: regia di Ferzan Ozpetek, non sembrerebbe un altro capolavoro del cineasta italo-turco, ormai più italo che altro. Una storia forte, commovente, dove la gelosia ossessiva di Antonio (Valerio Mastandrea) marito depresso per il divorzio dalla moglie Emma (Isabella Ferrari) bella, seducente e vittima indifesa del suo ex-compagno, porta i due protagonisti ad azioni a dir poco brutali, fino all’omicidio finale. Un film dove tanti personaggi, con le loro storie si incontrano, sullo sfondo di una Roma d’oggi molto variegata, ognuno con i propri problemi e con una disperata voglia di trovare amore, perché in fondo è questo ciò che cerca ogni personaggio: amore. Protagoniste in assoluto le donne, con la loro tenacia nell’affrontare la vita, si dimostrano più forti degli uomini. Nel finale sarà proprio una “piccola donna” a salvarsi dalla morte… Eccellenti tutte le interpretazioni. Mara (Monica Guerritore) con il suo carisma pacato e la grande espressività dello sguardo, dimostra di essere una vera guida per la protagonista Emma. Adriana (Stefania Sandrelli) la madre di Emma, è un concentrato di affetto, sarà lei ad assistere la figlia dopo il divorzio, lei con la sua bontà di nonna a crescere i due nipoti. Bellissima anche l’interpretazione della dottoressa (Angela Finocchiaro) semplice nei modi, poche battute, occhi celesti come il cielo: sarà proprio lei a dare una speranza nel finale del film dopo tanta tragicità. Ottimo l’esordio di Federico Costantini, figlio stanco di avere un padre non comprensivo e ipocrita, alle prese con una futura candidatura politica, ruolo egregiamente interpretato da Valerio Binasco. Sublime la bellezza e l’interpretazione di Nicole Grimaudo, moglie infelice del politico. I bambini figli di Emma e Antonio (Nicole Murgia e Gabriele Paolino) sono semplicemente simpatici, nella storia sono molto più maturi e comprensivi degli adulti, anche se alla fine saranno delle vittime. Nel complesso il film è stupendo.
Lorenzo Bellucci
eraclelb@tiscali.it
Il 7 Settembre 2008 alle 10:47 ilka ha scritto:
Non ho letto il libro e quindi non possiedo gli strumenti per un confronto efficace, ma so che sia il film che il suo antecedente letterario si propongono come “spaccati” dell’Italia di oggi. Mi viene da chiedere: la nostra vita è così totalmente e pienamente tragica? Non vedo un barlume di luce, niente di positivo, tutto troppo angoscioso e inquietante: non c’è alternativa tra il non-affetto e l’affetto morboso, malato e omicida? Non sono in grado di giudicare l’aspetto meramente tecnico (anche se, come leggo nell’articolo della Santoni, i diversi quadri presentati mi sono parsi troppo slegati) ma do un modesto parere da spettatrice che è uscita dal cinema con addosso un’iquietudine tremenda.
Film cupo e nel complesso sgradevole.
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