A trent’anni dalla scomparsa dell’artista, a centoventi dalla sua nascita e nel centenario delle primissime manifestazioni della “pittura metafisica”, Ravenna celebra Giorgio de Chirico con la rassegna antologica: Giorgio de Chirico il metafisico ovvero il teatro degli enigmi che racconta i cicli creativi dell’artista a partire dagli anni Venti fino agli anni Settanta. La mostra sarà visitabile sino al 15 settembre presso il Palazzo della Arti Mauro De Andrè.
(Credits: Silvana Costa - associazione il Cerbero)
“Io sono proprio il contrario di quello che sono quasi tutti gli artisti e non solo gli artisti di oggi” scriveva Giorgio de Chirico nelle Memorie della mia vita. Pittore, scultore, scrittore, de Chirico si distingueva sempre per il suo “essere altro”. La sua era la poetica dell’enigma, del fenomeno non spiegabile con i soli mezzi della ragione e della scienza.
A trent’anni dalla scomparsa dell’artista, a centoventi dalla sua nascita e nel centenario delle primissime manifestazioni della pittura metafisica, Ravenna, sino al 15 settembre presso il Palazzo delle Arti Mauro De Andrè, celebra Giorgio de Chirico con una rassegna antologica che racconta i cicli creativi dell’artista a partire dagli anni Venti fino agli anni Settanta.
Un artista i cui valori estetici e pittorici erano legati a una lettura del reale che trascendeva l’apparenza delle cose per svelarne l’anima. Ecco allora un biscotto e una statua antica nel mezzo di una piazza deserta attraversata da un treno, visioni architettoniche, piazze d’Italia, manichini. “Uno degli elementi più caratteristici della metafisica di Giorgio de Chirico consiste nel togliere il mistero e l’enigma dalla parte dell’oscurità e consegnarli alla chiarezza e alla precisione della forma” così Silvana Costa, curatrice della mostra di Ravenna, spiega il titolo Giorgio de Chirico il metafisico ovvero il teatro degli enigmi.
In mostra ci sono circa 130 opere, dalla pittura alla scultura, ai disegni, alcuni dei quali mai visti prima dal pubblico. Oltre ai più noti dipinti ad olio tra cui Vita silente in un paese (1951), Manichini coloniali (1959), Piazza d’Italia (1955), Ritratto Senatore Giulio Andreotti (1958/59), Bagnante (1953), ci saranno anche le sculture gioiello, che realizzava con fusioni a cera persa in argento massiccio o argento dorato (vermeil) e una limitata tiratura di esemplari in oro.
In rassegna anche 46 tra disegni e acquerelli e una copia del romanzo autobiografico dal titolo Hebdomeros, l’opera di letteratura surrealista che fu pubblicata per la prima volta in Francia nel 1929 senza immagini, e a cui nell’edizione del 1972 furono aggiunte 24 litografie in bianco e nero.
A completare la mostra l’intera serie di Mythologie, realizzata nel 1934 composta da 10 litografie che fanno da cornice a La piscina dei Bagni Misteriosi realizzata da Giorgio De Chirico per la XV Triennale del 1973: l’unica opera monumentale realizzata dall’artista.
- Lunedì 8 Settembre 2008









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