L’immaginazione finalmente al potere! Almeno così è stato per tre giorni (19-21 settembre), quelli che ci ha garantito il festival di Filosofia di Modena con i suoi duecento appuntamenti gratuiti distribuiti anche su Carpi e Sassuolo, con lezioni magistrali, laboratori, mostre e spettacoli, tutti su delizie, dolci trappole e ameni inganni della fantasia. Il pubblico, sempre numeroso e partecipe agli appuntamenti, ha superato le 130 mila presenze.
“Chi non ha mai fantasticato di avere un’altra vita, di esser un’altra persona? ” così introduce il tema il filosofo Remo Bodei, supervisore scientifico dell’intero festival, “la fantasia rende più soddisfacente la nostra vita limitata dal patrimonio genetico personale, dai casi fortuiti e sociali, dalla storia. L’immaginazione è un forte antidoto alla finitezza umana.” Certo la fantasia ci può salvare, ma anche perdere, quando quei tronchi di vita virtuale che ci siamo immaginati non sbucano nella realtà: ecco allora che le creazioni fantastiche rimangono lì a intasare la nostra voglia di compensazione. Ma la fantasia non ha solo questa finalità antifrustrante che spinge a creare vite parallele nel mondo virtuale di second life o semplicemente una personale biografia alternativa quando, protetti dall’anonimato come accade in treno o al bar, si “infioretta” una nuova vita. È proprio sempre lei, la fantasia, a stimolare curiosità e nuove ricerche, a spingere milioni di poveri del mondo o lacerati dai conflitti a cercare nuove terre, è fondamentale per la creazione artistica e scientifica o per reinventare un piatto come è accaduto per 48 ristoranti ed enoteche delle tre città ospitanti sotto la regia e gli impulsi del filosofo Tullio Gregory per una gaudente rinascita di Tortellini amore e fantasia…
Marcel Detienne, studioso di miti fondativi parla nella sua Lezione magistrale dei Valacchi, una popolazione senza stato, ma con forte spirito identitario, che non conosce l’amor di patria e le guerre che sempre lo hanno accompagnato. L’identità, che è creazione immaginaria, non ha necessità di confini materiali, ma di immagini condivise. Gli viene posta la domanda se ci sia analogia con l’impulso identitario della Padania. La risposta è fulminea: “Perché ci sia identità e mito fondativi ci deve essere anche un patrimonio culturale”. Detienne esemplifica la sua osservazione con il caso dell’immigrazione francese. “Per selezionare la manodopera straniera, i francesi hanno obbligato gli immigrati a seguire corsi sull’identità francese, sviluppati attraverso la propria letteratura. Mi sembra che la Padania sia un mistero culturale più che un ministero”.
Attenzione però a non confondere l’immaginazione che fa riemergere una felicità immaginata e generalmente perduta, la famosa età dell’oro, simile alla riscoperta di antichi sapori divini come quello della madelèine, il dolce sapore dell’infanzia del Marcel Proust della Recherche du temps perdu, con “la visione ipermnestica odierna, quella costituita da mille infinitesimali dettagli inutili che noi scarichiamo nei nostri pc”: così introduce il suo argomento la filosofa Roberta De Monticelli che affronta il problema dell’ immaginazione creativa versus lo stoccaggio di immagini in miliardi di pixel. Lo fa attraverso la parabola di un artista pistoiese, Franco Magnani, emigrato bambino in America durante la seconda guerra mondiale, che inizia, avanti con gli anni, a dipingere, anzi a ricreare su tela solo il suo paese natale Pontito, nello stesso tempo “vero” e luogo dell’anima. Il fenomeno viene studiato dallo psicanalista Oliver Sachs. Quando l’artista assurge a notorietà e viene richiamato dopo oltre mezzo secolo nel suo paese di origine, ecco che la pittura che ha continuato a sfoderare diventa una arida rappresentazione oleografica di inutili particolari lontana da qualsiasi incanto. La cosiddetta realtà ha ucciso in lui quella realtà più vera e fondante che solo la memoria e l’immaginazione gli potevano garantire.
- Domenica 21 Settembre 2008









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Il 29 Settembre 2008 alle 11:59 Se il rumore è una categoria filosofica » Panorama.it - Cultura e societa ha scritto:
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Il 2 Ottobre 2008 alle 22:07 SuccedeOggi » Blog Archive » Se il rumore è una categoria filosofica ha scritto:
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