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Slacker Uprising: il ritorno di Michael Moore

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  • Tags: Michael-Moore, slacker-uprising
  • 3 commenti

 Michael Moore

Un po’ tournée da rockstar, un po’ spettacolo di satira, un po’ comizio elettorale, dal 23 settembre è uscito Slacker Uprising, ultimo documentario di quel fastidioso di Michael Moore. Per la gioia dei suoi fan - e meno di John McCain e dei supporter repubblicani - il film, che torna a parlare di politica, è scaricabile gratuitamente dal sito slackeruprising.com per chi vive in Usa e Canada. Gli italiani per ora devono accontentarsi di guardarlo su YouTube, dove è disponibile in versione integrale e originale. Un regalo che Moore fa ai suoi ammiratori, in occasione del ventesimo anno dal suo debutto cinematografico con Roger & Me.
Slacker Uprising documenta il tour, costato due milioni di dollari, che il regista premio Oscar di Bowling for Columbine e Fahrenheit 9/11 ha compiuto prima delle elezioni presidenziali del 2004, in 62 città di 20 stati americani per spronare gli slackers (letteralmente “lazzaroni”), soprattutto giovani astensionisti fra i 18 e i 29 anni, a votare. E preferibilmente democratico.
Da Big Rapids (Michigan) a Tucson (Arizona), da Ames (Iowa) a Las Vegas (Nevada), da Albuquerque (New Mexico) a Tampa (Florida)… In altrettanti college il “grillo parlante” Moore ha diffuso il suo verbo, nei giorni precedenti al testa a testa tra George Bush e John Kerry, con in capo l’immancabile cappellino colorato, accolto da un tripudio da star. Per convincere i ragazzi a votare ha regalato biancheria pulita e un piatto di pasta come merce di scambio, suscitando risate e ovazioni. Le ire repubblicane non erano tardate, accusando il filmmaker, dalle pagine dei quotidiani, di “influenza illegale”.

Ad accompagnare Moore sui vari palchi si sono alternati personaggi dello spettacolo, come Eddie Vedder dei Pearl Jam, Roseanne Barr, Joan Baez, Tom Morello dei Rage Against the Machine, i R.E.M., Steve Earle e Viggo Mortensen, quest’ultimo con maglia bianca e blu e una scritta rossa a campeggiare “Vote”. Ma hanno dato il loro contributo anche persone più “comuni”, come Celeste e Alfred Zappala, genitori di Baker, soldato della Pennsylvania Army National Guard morto in un’esplosione a Baghdad. O Fred D’Amato, veterano della guerra in Vietnam, che ha mostrato alla platea l’adesivo “Bring them home”, “Riportali a casa”. Riferimenti ed accuse all’amministrazione Bush sono evidenti lungo lo scorrere di un’ora e quaranta minuti di film.

Anche se il lungometraggio racconta gli sforzi del regista per spingere i giovani di entrambi i partiti a votare, Moore spiega infatti che il documentario è pure un “omaggio ai giovani elettori che salveranno il paese da altri quattro anni di governo repubblicano”. Con la speranza di ottenere una maggiore partecipazione alle elezioni di novembre.
Non a caso il documentario termina con i giovani di Tallahassee, ultima fermata del tour del 2004, che rispondono a Moore con il coro “One more day”, e le scritte di chiusura dicono: “Il giorno dopo Tallahassee è andata a Kerry”. “Come 54 delle 62 città toccate dallo Slacker Uprising Tour”. “Il numero record di 21 milioni di giovani elettori ha espresso il suo voto il 2 novembre”. “Hanno votato a favore di Kerry”. “Purtroppo i loro genitori hanno votato per Bush”. “La vittoria di Bush ha il margine più stretto della storia per un presidente americano rieletto”.
E ancora: “I repubblicani hanno rischiato di perdere”. “La prossima volta non saranno così fortunati”.

Per chi non vive negli Stati Uniti o in Canada e non può scaricare Slacker Uprising gratuitamente, in alternativa potrà acquistare il Dvd su Amazon e Netflix dal 7 ottobre, o direttamente sul sito del film al prezzo di 9,95 dollari.

Qui Slacker Uprising in versione integrale da YouTube:

  • simona.santoni
  • Mercoledì 24 Settembre 2008
È Gomorra il film che rappresenterà l’Italia agli Oscar »
« Noel Gallagher (Oasis): ho sniffato nella toilette della Regina

Commenti

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Il 24 Settembre 2008 alle 18:39 P2P Forum Blog » Archivio Blog » Il Torrent di Slacker Uprising di Moore si è diffuso in tutto il mondo. ha scritto:

[...] Su You tube è comunque presente una versione integrale del documentario di Moore, che è linkato anche da Panorama. [...]

Il 24 Settembre 2008 alle 22:25 politicaduepuntozero » Blog Archive » Anche Michael Moore è contro i fannulloni ha scritto:

[...] Per raccontare le loro colpe e stimolarli ad essere politicamente più attivi, Moore ha girato slacker uprising, un video-documentario elettorale scaricabile gratis da Internet (ma solo se abitate negli USA o in Canada) o acquistabile, sempre via web, in versione DVD a poco meno di 10 dollari (il che ne fa un bel business mascherato da impegno civile…). La prima domanda che mi viene in mente è se i fannulloni non siano in equa misura presenti tra democratiche e repubblicani e, di conseguenza, se portarli alle urne non sia sostanzialmente inutile o addirittura dannoso (oltretutto, non so perchè, nella mia immaginazione un fan di Obama è più attivo di un fan di McCain). [...]

Il 25 Settembre 2008 alle 11:51 zav ha scritto:

Il mio commento serve solo a respingere la faziosità, e non per difendere Bush, i Neocons ed i Republicani.Il Sig. Michael moore , molto apprezzato dai no global ed i socialcattocomunisti con i suoi slogans e parole vuote non farà nemmeno il solletico ai pragmatici Americani.Tranquilli tutti sarà OBAMA ad occupare prossimamente la casa bianca vincendo per mancanza di avversari degni di questo nome.Non vedo l’ora per vedere cosa farà il buon OBAMA per affrontare i marpioni di questo mondo e ..speriamo di no.. un 11 settembre che convincerà quel grassone di Moore.Zaven

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