Archivio di Settembre, 2008

La Scala di Milano al centro delle attenzioni di “Melò around the world”, primo convegno nazionale dei Sovrintendenti dei teatri lirici italiani e degli operatori della musica colta organizzato da Rai Trade a Ravello (Salerno). Il fine è la diffusione dell’opera lirica, patrimonio made in Italy, nel mondo attraverso tutte le tecniche di comunicazione. “Innanzitutto”, anticipa Alba Calia vicepresidente Rai Trade, “il prossimo 7 dicembre, il Don Carlo, che inaugura la stagione lirica milanese, sarà proiettata in diretta nelle più importanti sale cinematografiche dell’Europa, degli Stati Uniti e dell’Australia”. E Carlo Nardello amministratore delegato di Rai Trade conferma “che è stato raggiunto un accordo con il Louvre di Parigi per la diffusione nell’Auditorium del prestigioso museo francese di un ciclo di dodici opere della Scala”. Con la collaborazione del Comune di Milano, durante l’intervallo tra la prima e la seconda parte delle opere in visione nelle sale, gli spettatori nel mondo vedranno un video sulla città di Milano e sulle sue eccellenze in tutti i settori. “Solo per l’Aida e La Traviata, viene sottolineato, “si è avuto al box office internazionale un riscontro economico di 925 mila dollari”. La richiesta di opera lirica, dunque, è fortemente sentita a livello mondiale: tutti i teatri dell’Opera stanno entrando nel circuito cinematografico che consente con una modica spesa di condividere le emozioni della diretta. Sempre Rai Trade anticipa anche che si sta trattando con un’importante società giapponese la distribuzione in Giappone e Cina delle nostre produzioni per la proiezione nelle sale digitali. La diffusione del patrimonio lirico made in Italy, nelle intenzioni di Melò around the world, (che diventerà un appuntamento fisso a Ravello, eletta nel 1991 città della musica) sarà potenziata attraverso la radiofonia, pubblica e privata, le emittenti satellitari, le uscite delle opere in DVD, le sale digitali, il web. Ma anche la tv generalista incrementerà il suo contributo: lo conferma Giovanna Milella, vicedirettore di Raidue che anticipa un impegno comune delle tre reti pubbliche in collaborazione con Rai Trade e l’avvicinamento della musica colta al linguaggio giovanile: in questo contesto è prevista anche la messa in onda delle opere sui telefoni cellulari.
Paul Newman
Poche parole per annunciare la scomparsa a 83 anni di uno dei più straordinari attori di Hollywood: “Stamani alle 7,30 ho ricevuto una mail dall’America che mi ha fatto sapere che Paul Newman non è più tra noi” ha detto Vincenzo Manes, presidente della fondazione Dynamo Camp di Limestre, un gruppo che fa parte dell’organizzazione internazionale di solidarietà fondata da Newman. È scattato, fra i presenti, un applauso durato alcuni minuti. La notizia è stata confermata da una portavoce di famiglia. Era malato di cancro ai polmoni.
Quella di Newman è una carriera che ha attraversato 60 film e due premi Oscar. Occhi azzurri, fascino da vendere e tanta autoironia, l’attore è nato il 26 gennaio del 1925 a Shaker Heights (Ohio) da una famiglia di americani di seconda generazione. Nel 1943 ha già fatto qualche esperienza di recitazione in alcune compagnie teatrali dell’Illinois e Wisconsin. Non manca all’appuntamento con la seconda Guerra Mondiale decidendo di arruolarsi in Marina. Ma per lui nessuna prima linea a causa del suo daltonismo.
Comincia ad aggiudicarsi alcuni ruoli sia in tv che in teatro, dove conosce quella che diventerà la sua seconda moglie: l’attrice Joanne Woodward che sposerà nel 1958, dalla quale avrà tre figli e con la quale ha vissuto fino all’ultimo. Allo stesso tempo, per perfezionare la sua recitazione, si iscrive all”Actor Studio’. Il vero battesimo da attore arriva con la versione teatrale del film Picnic. Proprio per questo ruolo viene notato dalla Warner Bros che lo mette sotto contratto. Arriva così il suo primo film, Il calice d’argento: un discutibile kolossal epico-religioso che fu letteralmente stroncato dalla critica. Andrà molto meglio con il secondo, Lassù qualcuno mi ama (1956), dove interpreta il pugile Rocky Graziano.
Dopo sette nominations, nel 1986 vince un Oscar onorario e l’anno successivo quello come miglior attore per Il colore dei soldi di Martin Scorsese. Tra i suoi capolavori, La gatta sul tetto che scotta di Richard Brooks, con Elizabeth Taylor, e un film di culto come La stangata, in accoppiata con Robert Redford.
La stangata (in italiano)
Per molti la vera anima di Newman è in un lavoro del 1961 come Lo spaccone, nel personaggio di un giocatore di biliardo rampante quanto cinico e indifeso. Un ruolo che gli sarebbe stato proposto 25 anni dopo da Martin Scorsese ne Il colore dei soldi, dove torna a fare un Eddie Falson invecchiato, ma ancora più disincantato, e maestro di biliardo e di vita di un impacciato Tom Cruise.
Il colore dei soldi (in inglese)
La mummia - La tomba dell’imperatore dragone
Gli amanti della serie La Mummia possono concludere l’attesa. Dal 26 settebre al cinema il terzo episodio della trilogia, La mummia - La tomba dell’imperatore dragone, con Brendan Fraser ancora nel ruolo dell’esploratore Rick O’Connell. Insieme al film molto francese Parigi, di Cédric Klapisch e con Juliette Binoche, e Sfida senza regole, con due duri inossidabili di Hollywood, Robert De Niro ed Al Pacino.
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Uno accanto all’altro due amanti del cinema gangsteristico americano, e soprattutto maghi della recitazione, Robert De Niro e Al Pacino. Sfida senza regole - Righteous Kill, dal 26 settembre nelle sale italiane, unisce sul set i due della “vecchia” guardia di Hollywood, che per la prima volta interagiscono insieme e a lungo sullo schermo. Interpretano due detective e compagni di lunga data del NYPD in un poliziesco firmato da Russell Gewirtz, già sceneggiaore di Inside Man, e diretto da Jon Avnet.
Dopo trent’anni di lavoro di squadra al Dipartimento di polizia di New York, i pluridecorati detective Turk (De Niro) e Rooster (Pacino) non sono ancora pronti per la pensione. In città sono stati assassinati dei presunti criminali. La polizia è certa che si tratti di un serial killer, perché lascia poesie sui cadaveri a motivazione del suo gesto. I detective Perez (John Leguizamo) e Riley (Donnie Wahlberg) sperano di risolvere il caso prima dei due veterani, mentre il tenente Hingis (Brian Dennehy), loro capo, è ansioso di chiudere perché gli indizi portano a uno dei suoi uomini. Nel cast anche il rapper 50 Cent, nei panni di Spider, proprietario di un nightclub. Il trailer da YouTube:
Pacino ha commentato così la collaborazione con De Niro: “A volte ci vuole un po’ a sentirsi a proprio agio con le persone, specialmente in una situazione intensa come il set di un film. Bob e io ne abbiamo fatti tanti, perciò è stato automatico sentirci rilassati e questo ci ha aiutato, perché ha instaurato una fiducia reciproca che siamo riusciti a trasmettere ai nostri personaggi sullo schermo”.
De Niro ha osservato: “Abbiamo entrambi anni di esperienza e questo ha facilitato il nostro lavoro… però dovrete vedere il film per capire se Al e io siamo riusciti nel nostro intento”.
Cédric Klapisch, il regista de L’appartamento spagnolo, ritorna con una commedia agrodolce, e molto francese: Parigi, dal 26 settembre nelle sale italiane.
“Ultimamente ho fatto parecchio cinema all’estero – a Londra, a San Pietroburgo e a Barcellona, tra l’altro – e avevo voglia di tornare a casa, nella mia città” dice. “Inoltre, c’è sempre stata molta Parigi in tutti i miei film, come Riens du tout, Ognuno cerca il suo gatto e Peut-être, ma non in modo così esplicito. Avevo l’impressione di averci girato intorno per troppo tempo, e mi sembrava il momento giusto per approfondire il tema”.
La pellicola è la storia di un parigino che si ammala e non sa se dovrà morire. Questa condizione lo porta a guardare le persone che incontra con occhi completamente diversi. Immaginare la propria morte, all’improvviso dà un nuovo significato alla sua vita, alla vita degli altri, e alla vita dell’intera città. Venditori di frutta e verdura, la titolare di un forno, un’assistente sociale, un ballerino, un architetto, un senza tetto, un professore universitario, una modella, un immigrato clandestino del Camerun… Tutte queste persone così diverse si incontrano in questa città, e in questo film. E tutte sembrano interessanti.
Nel cast Juliette Binoche, Romain Duris e Fabrice Luchini.
Uno spezzone del film, in esclusiva per Panorama.it:
“È vero che Parigi e i parigini hanno una cattiva reputazione. Sono considerati snob, presuntuosi, formali e antipatici, oltre che scorbutici. E non è un0opinione del tutto campata per aria” osserva Klapisch. “I parigini hanno un lato malinconico, di perenni insoddisfatti, che è anche un tratto tipicamente francese - basti pensare ai divi francesi alla Gabin o alla Delon, o ai personaggi creati da Céline, Léot Malet e Tardi: i loro parigini sono tristi e tormentati, burberi e altezzosi. Ma c’è anche qualcosa di bello e di sano, in questo atteggiamento. Parigi è una città malinconica”.
Dal 26 settembre tornano al cinema le avventure dell’esploratore Rick O’Connell. Ma questa volta la serie di film de La Mummia, che nel mondo ha incassato oltre 800 milioni di dollari, cambia rotta e l’azione si sposta in territorio asiatico per il terzo capitolo La mummia: la tomba dell’Imperatore Dragone.
La direzione delle riprese è affidata al regista di blockbuster di azione Rob Cohen (Fast and Furious). O’Connell è ancora interpretato da Brendan Fraser, e adesso deve combattere il risorto Imperatore cinese (Jet Li) in un’epica che si sposta dalle catacombe dell’antica Cina alle strade illuminate dalle luci al neon della Shanghai del dopo guerra fino alle vette dell’Himalaia. Accanto a lui ancora il figlio Alex (Luke Ford), la moglie archeologa Evelyn (Maria Bello) e il truffaldino fratello di lei, Jonathan (John Hannah).
Lo spietato imperatore cinese Dragone ed i suoi diecimila guerrieri erano rimasti in stasi per migliaia di anni, sepolti nell’argilla come un enorme e silenzioso esercito di terracotta, a causa della maledizione di una strega alla quale era stato fatto un grave torto. Ma quando Alex O’Connell cade nella trappola e risveglia lo spaventoso governante dal suo sonno eterno, il giovane incosciente archeologo è costretto a chiedere aiuto alle uniche persone che ne sanno più di lui su come trattare con i non morti: i suoi genitori. Il trailer da YouTube:
“L’idea che i guerrieri di terracotta di Xi’an fossero in realtà delle mummie, mi è sembrata veramente fantastica”, spiega Cohen. “Si trattava quindi di esplorare la vera storia cinese di due periodi, il 200 a.C. e il 1946, ovviamente in maniera originale e divertendosi un sacco. Era un opportunità per utilizzare tutta la buona volontà de La mummia e gli splendidi personaggi creati da Steve Sommers. Ci sono tutti i grandi elementi fondamentali, ma desideravo portare il film in una nuova direzione, lontano dall’Egitto, in Asia. È un’avventura tutta nuova per i nostri eroi; spettacolare, emozionante e totalmente asiatica”.

di Michele Lauro
“Freddie, la sua musica, la sua stupefacente energia creativa, tutto questo non morirà mai.” Sono le profetiche parole con cui Brian May chiuse una lettera destinata al fan club dei Queen, nel novembre del 1991. Freddie Mercury era da poco scomparso, seconda star a morire di Aids dopo l’attore americano Rock Hudson, la prima nel mondo del rock. Alcuni mesi più tardi, il mondo dello spettacolo e la fedelissima comunità dei fan si sarebbero riuniti a Wembley per il Freddie Mercury Tribute, passato alla storia non solo come uno dei più sontuosi concerti rock dell’ultimo scorcio di secolo ma anche per il suo carico simbolico di abbraccio collettivo a un personaggio fra i più generosi e vitali – oltre che immensamente talentuoso – della storia del rock. Sono passati 17 anni ed ecco “the miracle”: i Queen accettano la sfida, di nuovo preda di quell’energia creativa sebbene senza l’icona Freddie. Perso il bassista John Deacon, ritiratosi a vita privata, Brian May e Roger Taylor hanno aggregato Paul Rodgers, ex leader dei Free e dei Bad Company, per un nuovo album e un tour a nome Queen + Paul Rodgers.
La storia del leggendario marchio della Regina, dalla sua nascita nella scalpitante Londra dei primi ’70 alla “seconda vita” di oggi, è raccontata da Michele Primi in Queen (Giunti 2008, in libreria dal 22 ottobre), una biografia la cui mole di informazioni, curiosità, particolari inediti è almeno pari alla passione con cui l’autore ha raccontato quasi quarant’anni di storie rock. Ascesi e cadute, lampi e debolezze, eccentricità e predestinazione: la carriera della band viene dissezionata con ampio repertorio di immagini, rileggendo album per album (canzone per canzone) la genesi, lo sviluppo e gli sviluppi di una scintilla creativa inesauribile. Fra le pieghe, si trova traccia di tutte le storie – leggendarie o meno – che hanno accompagnato la carriera dei Queen. Da quella volta che Roger Taylor rispose a un annuncio appeso nella bacheca dell’Imperial College londinese, a quell’altra in cui Mercury accolse gli invitati di una festa appeso a un lampadario di cristallo. Dalla celebre gara in bicicletta allo stadio di Wembley per il lancio di Jazz (protagoniste 65 ragazze completamente nude), al misterioso e fugace sodalizio tra Freddie e Michael Jackson, nel 1983. Dall’emozionante incontro con la diva dell’opera Montserrat Caballé a quando Freddie mandò a farsi fottere i fan che protestavano per il suo nuovo look coi baffi, a quando…
Corrono su binari paralleli le carriere solistiche dei singoli musicisti, prima, dopo e durante la favola della Regina, da cui emerge lo spessore umano e artistico del quartetto. E un intero, lungo capitolo è dedicato alla concertografia – tutte le date live commentate una a una – con centinaia di “santini” da tutto il mondo. Sbalorditiva, eccessiva, proprio come l’avrebbe desiderata lo storico leader: “La cosa più importante è vivere una vita favolosa” diceva Freddie. “Finché è favolosa, non mi importa quanto lunga sarà.”

Brian May dei Queen in concerto
“Siamo certi che Freddie approverebbe quello che stiamo facendo”. Così Brian May e Roger Taylor hanno presentato alla stampa il nuovo tour mondiale con Paul Rodgers alla voce. Un tour di passaggio anche in Italia per due date che si preannunciano un immenso karaoke collettivo. Qui sotto trovate la scaletta dello show di stasera a Roma. Una setlist che verrà ripetuta anche il 28 settembre al Datchforum di Milano. Oltre ai vecchi classici, ci sono anche alcuni brani tratt i dal nuovo cd, The Cosmos Rock.
Cosmos Rockin’
One Vision
Tie Your Mother Down
The Show Must Go On
Fat Bottomed Girls
Another One Bites The Dust
Hammer To Fall
I Want It All
I Want To Break Free
A Kind Of Magic
Seagull (Paul Rodgers solo)
Love Of My Life (Brian May solo)
‘39
Electric Bass solo
Drums solo
I’m In Love With My Car
Say It’s Not True
Wishing Well
Shooting Star
Bad Company
Guitar solo
Bijou (con la voce di Freddie in playback)
Last Horizon
Crazy Little Thing Called Love
C-lebrity
Feel Like Makin’ Love
Radio Ga Ga
Bohemian Rhapsody (con la voce di Freddie in playback)
Queen live 2008
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