Immagine di scena della seconda stagione di “Boris”, con Corrado Guzzanti e Alessandro Tiberi
Il cinema è lo sguardo che racconta e rielabora ogni trasformazione della società industriale e post-industriale. Ed è anche mestiere, che non si limita a creare divi e fenomeni collettivi, ma dà opportunità a un ventaglio di figure professionali, dai macchinisti alle comparse ai tecnici luce ai costumisti. È questo il filo doppio che unisce cinema e lavoro, e che dà origine al festival di Terni “Cinema &/è Lavoro“, che alla passione per la settima arte unisce un’attenzione particolare alle tematiche sociali (dal precariato alla sicurezza sul lavoro alle morti bianche). E lo fa un po’ con serietà, un po’ con leggerezza, come è il cinema, un po’ serio, un po’ leggero.
Ecco così che nella cinque giorni umbra, dal 14 al 18 ottobre, si alternano proiezioni impegnative, come altre facete. Tre le anteprime attese c’è Caro Parlamento di Giacomo Faenza, documentario che pone domande su lavoro, futuro, istituzioni e Costituzione italiana a 158 giovani di tutta Italia, lavoratori o disoccupati (mercoledì 15, ore 21.15 al cinema Fedora). Panorama.it ne presenta un estratto:
Altra anteprima è la maratona cinematografica - e lavorativa! - di Crude Oil di Wang Bing, per la prima volta in Italia dopo la proiezione al festival di Rotterdam, ovvero 840 minuti di pellicola (14 ore!), riprendendo una giornata di lavoro nell’industria estrattiva cinese del petrolio, sull’altopiano del Gobi, seguendo i lavoratori anche mentre giocano a carte o parlano di donne (dal15 al 18 ottobre, in una sala apposita al piano terra di Palazzo Primavera, in quattro parti). Ma ci sono anche risate, con il backstage inedito della seconda serie di Boris, la serie tv italiana trasmessa su Fox che racconta, in chiave comica-grottesca, la vita dei lavoratori sul set di un’improbabile fiction (venerdì 17, ore 21.15).
Da YouTube un estratto, con Corrado Guzzanti che terrorizza lo stagista Alessandro Tiberi:
Il festival umbro è anche l’occasione per vedere il trailer del nuovo film di Gabriele Salvatores, Come Dio comanda, tratto dal libro di Niccolò Ammanniti. E proprio al regista di Mediterraneo, Sud, Nirvana, Io non ho paura, va il Premio per il lavoro nel cinema (giovedì 16, 21.15). L’altra ospite è Margherita Buy, protagonista dell’incontro sul mestiere dell’attore, illustrato con film e racconti dell’artista fattasi apprezzare sul grande schermo per la sua moderna inquietudine (sabato 18, 21.15).
Qui il programma completo del festival.
- Mercoledì 15 Ottobre 2008









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Il 16 Aprile 2010 alle 20:00 Notizie dai blog su Il lavoro come arte, come rituale アート ha scritto:
[...] Il cinema è lavoro: a Terni, professioni e settima arte a braccetto Immagine di scena della seconda stagione di “Boris”, con Corrado Guzzanti e Alessandro Tiberi Il cinema è lo sguardo che racconta e rielabora ogni trasformazione della società industriale e post-industriale. blog: canale cultura e società | leggi l’articolo [...]
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