Sono tornati. Dopo 9 anni d’assenza ecco qui i Boyzone, capitanati dal biondo, pizzetto munito, Ronan Keating. Domanda: “Ma chi glielo ha chiesto?”. Non ne abbiano i 5 ragazzotti, ma l’autogol se lo sono fatti da soli. A partire dal titolo del nuovo cd: Back again… no matter what. La traduzione spartana potrebbe essere: “Ri-eccoci, qualunque cosa accada”. Be’, qualcosa in effetti accade. Accade che un album così lo puoi sentire al massimo in un coiffeur per signore a Liverpool o in un pub di provincia, con tavolacci di legno con inciso “Katia ti amo.Tuo Ivan” o “Samantha sei la mia vita”. Per quanto molte delle tracce siano famosissime cover, una per tutte Father and son di Cat Stevens (sempre sia lodato), i Boyzone non fanno il minimo sforzo (vocale e musicale) per renderle apprezzabili. L’inedita Love you anyway regala, invece, armonie da Zecchino d’Oro, tipo che se Katia la sente (vedi sopra) lascia Ivan per sempre. Uno strazio e/o lagna monocorde dalla prima alla diciassettesima traccia. Sia ben chiaro, assolvono a pieno titolo l’onesto lavoro di una boyband. Riprovateci ancora ragazzi. Anzi no.
- Giovedì 16 Ottobre 2008









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