
Capello corto, come aveva dieci anni fa, e Fender rosa. Carmen Consoli si presenta sul palco dell’Hiroshima Mon Amour di Torino in una specie di ritorno al passato. Da lì ieri si è mossa la data zero del tour che parte ufficialmente oggi nel capoluogo piemontese, per celebrare il decimo compleanno di Mediamente Isterica, il suo album più rock. “Per me non è il più rock, semplicemente quello che è più me stessa”, precisa subito la cantantessa. Il suo album della vita.
Terzo disco pubblicato, ha trasformato l’artista catanese da promessa della musica italiana a conferma originale, capace di ammaliare anche oltreconfine, come è stato negli States, da cui è appena tornata dalla settima tournée a stelle e strisce. Il New York Times, per l’occasione, l’ha definita “una magnifica combinazione tra una rocker e un’intellettuale”. “Eppure sono andata da sola, con chitarra acustica e voce” racconta lei, “il rock non è un muro di chitarre ma un’attitudine”.
E Mediamente Isterica è l’essenza di questa attitudine. Anche se dietro alla sua realizzazione c’è un vissuto che non trapela da suoni elettrici e graffi di voce e corde. Le registrazioni si svolsero fra il maggio e l’agosto del 1998 al Cantinone, lo studio di Francesco Virlinzi, allora produttore di Carmen, che pochi mesi dopo sarebbe scomparso per un male incurabile: molti allora furono gli attriti e i cambiamenti di formazione in corsa. Carmen fu anche costretta, da consigli dati in buona fede, a realizzare qualcosa di diverso rispetto a quello che sentiva: in fase di mixaggio la voce venne lievemente accelerata conferendole toni posticci e varie trame musicali furono manipolate per limitarne l’esuberanza. Questo perché le scelte dell’artista non sembrassero troppo alternative in un momento in cui doveva ampliare l’audience e non assottigliarla.
Per questo ora che non ha bisogno di convincere nessuno, dopo un decennio, a 34 anni Carmen vuole rendere giustizia al “vero” album del 1998, con il tour, ma anche con un’Edizione Anniversario di Mediamente isterica, in versione Deluxe, che esce il 31 ottobre. All’interno due cd: nel primo trova posto la versione “riveduta e corretta”, nel secondo quella storica, rimasterizzata agli studi Sterling Sound di New York, più alcuni vecchi provini. Non potendo recuperare tutte le vecchie bobine multitraccia ed eliminare l’effetto accelerazione, ha però riregistrato tutte le voci. E tutto questo è anche il significato in più del tour odierno.
Essenziale sul palco, con la maturità artistica e il fascino ormai da donna (”con la D maiuscola”), Carmen inizia proprio con Besame Giuda, inanellando le sue perle sulla scaletta dell’album. Energica e incurante mentre il ciuffo ribelle le cade sugli occhi. Geisha è forse quel che più si distacca da quanto già sentito: un’esplosione irriverente di suono, con tre chitarre elettriche, basso e batteria a fuoco incrociato. Per chiudere con un inedito - che si trova anche nella Deluxe - L’uomo meschino, un brano che era stato escluso dalla pubblicazione, nel 1998, perché parla di perdono e “sarebbe stato in contrasto con il feeling generale, mentre allora ero talmente arrabbiata che non sarei stata in grado di perdonare nessuno”.
Da allora la siciliana doc è passata dall’acustico ai violini, dall’orchestra alla ricerca folk di Eva contro Eva. “Dieci anni fa ci sentivamo addosso il vestito del rock. Poi nel tempo è cambiato il gusto e ci siamo avventurati verso altri porti, per curiosità. Ci siamo allontanati talmente tanto che adesso siamo tornati a voler riproporre le sonorità di una volta, e non sappiamo dove approderemo, ancora siamo stupiti” spiega Carmen. “Santi fino a due mesi fa suonava il bouzuki e fino a due ore fa aveva anche i baffi, e io 100 grammi in più di capelli” ride in direzione del suo chitarrista “sbarbato” Pulvirenti, che affianca la rockeuse insieme agli storici Massimo Roccaforte, Leif Searcy e il nuovo bassista Vincenzo Virgillito.
E ci sono anche indicazioni per un nuovo album: “Questa chitarra elettrica, imbracciata nuovamente, probabilmente è una strada che ci porterà al prossimo disco. Le canzoni le sto già scrivendo, chitarra e voce, come sono nate tutte, anche per Mediamente isterica. Poi cambia il vestito che vai a mettere sulla canzone, e chissà cosa nascerà”.
La copertina dell’edizione Deluxe di “Mediamente isterica”
- Giovedì 30 Ottobre 2008









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