Archivio di Ottobre, 2008
Joss Stone ha registrato un album segreto, senza dire nulla alla sua etichetta discografica, la Emi, temendo interferenze indesiderate. La giovane cantante soul ha rivelato di aver inciso all’inizio di quest’anno un cd intero a casa di sua madre, Wendy Stoker, a Devon, Inghilterra, ma di non averne fatto parola con nessuno fino ad adesso: “Ho registrato la maggior parte del mio nuovo album a febbraio, in una settimana. Era un segreto. La casa sembrava in costruzione: c’eravamo solo io e la mia crew in due stanze spoglie con un microfono”. L’ispirazione è arrivata così all’improvviso e la 21enne non ha voluto perdere tempo: “Tutto è avvenuto molto in fretta e il risultato è stato dell’ottimo materiale grezzo pieno di passione. Sono davvero soddisfatta”. Joss ha preferito incidere i brani nell’inusuale location per evitare che l’etichetta discografica le mettesse i bastoni tra le ruote, come ha ammesso lei stessa: “Non doveva essere un segreto per il mondo, ma solo per la Emi. Fondamentalmente non li voglio in mezzo ai piedi. Impongono sempre un sacco di cambiamenti. È una lunga storia. Mi impediscono di fare quello in cui riesco meglio: comporre musica”. Per il momento non è stata ancora annunciata nessuna data ufficiale circa l’uscita dell’album, ma Joss ha promesso che sarà presto sul mercato.
Joss Stone – il video
del singolo, Tell Me What Were Gonna Do Now

Che la coppia Agnès Jaoui- Jean Pierre Bacri avesse il dono dell’ironia spietata e intelligente, suscitando risate tonde e cariche di elettricità (per i pensieri profondi che ci sono dentro), lo si era già capito nel 2000 quando uscì Il gusto degli altri, che non a caso corse per l’Oscar. I due sono soliti condividere tutto, la vita in primis, il mestiere d’attore e pure quello di sceneggiatore mentre è solo lei a stare dietro la cinepresa, una delle poche registe donne, e fa vanto alla categoria. Hanno adottato due bambini di colore che portano sempre con sé: erano in sala ad ascoltare i quasi dieci minuti di applausi che hanno accompagnato la premiere del loro nuovo film Parlez-moi de la pluie, fuori concorso al Festival internazionale del film di Roma (22-31 ottobre). Un piccolo gioiello. Non perfetto, forse più fragile di Il gusto degli altri ma lo stesso denso, capace di far ridere e pensare, ben recitato e soprattutto ben scritto. I dialoghi infatti sono strepitosi, per ritmo e possanza. La storia è di per sé già vista (il ritorno a casa e ciò che ricordi e sospesi familiari muovono) ma qui l’impatto di Agathe, donna di successo impegnata in politica, con la sua casa natia è solo il pretesto narrativo per indagare la differenza tra la percezione di sé che ogni personaggio ha, e il punto di vista di chi sta intorno. Un cambio di prospettiva che ruota su alcuni cardini narrativi: il rapporto fra le due sorelle, le ambizioni di un operatore e di un giornalista che vogliono realizzare una serie di docu-film sulle donne di successo, cominciando proprio da Agathe, la femminista che molti ammirano.
E l’ unicità della coppia Jaoui-Bacri sta proprio nel farci divertire mentre ci butta sul tavolo, con finta noncuranza, carte pesanti: razzismo, la corsa al potere, l’amore barattato per la carriera, il peso dell’infanzia sulla nostra vita adulta. Fra tanti fumettoni hollywoodiani o filmetti nostrani, Parlez-moi de la pluie brilla per intelligenza. E ci regala una coppia indimenticabile, stile Troisi-Benigni, nei due sgangherati e improbabili autori del docufilm su Agathe, lo stesso Bacri e Jamel Debbouze.
Il video
Parlez - Moi de la Pluie
I nostri flash dal Festival Internazionale del Film di Roma 2008
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I thè di Mini-Ciak: auto, design e cinema - Guarda la GALLERY E I VIDEO dei film presentati a Roma

Il Film
La verità vista da otto prospettive diverse. È questo il motore di
Prospettive di un delitto, film uscito al cinema in Italia il 29 febbraio 2008, distribuito in DVD e Blu-ray con il titolo
Vantage Point - Prospettive di un delitto. La regia è di
Pete Travis, già direttore di serie televisive. Lo script inizialmente era stato pensato per alcuni episodi della fiction tv
24. Non a caso il thriller che ne esce è un po’ a stampo televisivo.
A Salamanca, in Spagna, in una plaza Mayor perfettamente ricostruita a Città del Messico, è in corso un summit per la guerra al terrorismo a cui partecipa il presidente degli Stati Uniti Ashton, interpretato da William Hurt, scortato dagli agenti segreti Thomas Barnes (Dennis Quaid) e Kent Taylor (Matthew Fox). Ma poco prima di iniziare il suo discorso alla piazza gremita, il numero uno americano subisce un attentato: qualcuno gli spara e diverse esplosioni sconvolgono la folla.
In una serie di flashback, otto punti di vista raccontano otto storie differenti dello stesso attentato, attraverso gli occhi dell’agente Barnes, della produttrice giornalistica Rex Brooks (Sigourney Weaver), di un turista videoamatore che pensa di aver inquadrato il cecchino (Forest Whitaker), di un poliziotto sotto copertura (Eduardo Noriega), del presidente e degli attentatori stessi.

Il momento dell’esplosione
Il Blu-ray
Uscito questa estate, rimane un film in alta definizione dei più riusciti dal punto di vista della qualità video. Visto con una TV HD Ready non sfigura rispetto ad un Full HD: lo dimostra il dettaglio delle particelle (si definiscono Particles gli effetti come: il fumo, la nebbia…) nell’esplosione principale. Rimane alto il dettaglio e non si ha quel fastidioso effetto di sgranatura comune nei DVD visti con TV di grandi dimensioni. Gli stessi contenuti speciali sono tutti girati in alta definizione e risultano di una qualità addirittura superiore a quella della pellicola. Tutti gli extra sono sottotitolati nella nostra lingua. L’audio è in formato Dolby True HD sia per l’inglese che per la traccia italiana. Voci, effetti sonori e musiche rimangono ben definiti, come qualità e potenza, anche nei momenti più caotici. Ne è un esempio l’inseguimento auto tra le strade della città.
Il caricamento del menù principale richiede qualche momento poi la scelta delle voci è rapida. Tra i contenuti speciali è da segnalare la Modalità GPS che permette di vedere le azioni e le posizioni degli otto protagonisti nel medesimo momento temporale. Il Blu-ray di Vantage Point è stato il primo ad utilizzare la funzione BD Live. Collegato il lettore in internet possiamo accedere ad un portale dove sarà possibile scaricare nuovi trailer. Per maggiori informazioni sul BD Live consultare la nostra guida sull’alta definizione.

Regia: Pete Travis
Attori: William Hurt, Sigourney Weaver, Dennis Quaid, Forest Whitaker, Matthew Fox
Produzione: USA
Genere: Thriller
Durata: 90 minuti
Anno: 2008
Formato Video: Panoramico ad alta definizione 2.40:1 1920×1080p – Anamorfico 16:9
Audio: Italiano Dolby TRUE HD 5.1, Inglese Dolby TRUE HD 5.1
Contenuti speciali: Commento del regista, Dietro le quinte, Pianificare un omicidio, Scena eliminata, Coordinare il caos, Modalità GPS
Visto Censura: Film per tutti
Prezzo: 29,90€ BD - 17,99€ DVD
Distribuzione: Sony Pictures
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LA GALLERY DEL CONCERTO
Capello corto, come aveva dieci anni fa, e Fender rosa. Carmen Consoli si presenta sul palco dell’Hiroshima Mon Amour di Torino in una specie di ritorno al passato. Da lì ieri si è mossa la data zero del tour che parte ufficialmente oggi nel capoluogo piemontese, per celebrare il decimo compleanno di Mediamente Isterica, il suo album più rock. “Per me non è il più rock, semplicemente quello che è più me stessa”, precisa subito la cantantessa. Il suo album della vita.
Terzo disco pubblicato, ha trasformato l’artista catanese da promessa della musica italiana a conferma originale, capace di ammaliare anche oltreconfine, come è stato negli States, da cui è appena tornata dalla settima tournée a stelle e strisce. Il New York Times, per l’occasione, l’ha definita “una magnifica combinazione tra una rocker e un’intellettuale”. “Eppure sono andata da sola, con chitarra acustica e voce” racconta lei, “il rock non è un muro di chitarre ma un’attitudine”.
E Mediamente Isterica è l’essenza di questa attitudine. Anche se dietro alla sua realizzazione c’è un vissuto che non trapela da suoni elettrici e graffi di voce e corde. Le registrazioni si svolsero fra il maggio e l’agosto del 1998 al Cantinone, lo studio di Francesco Virlinzi, allora produttore di Carmen, che pochi mesi dopo sarebbe scomparso per un male incurabile: molti allora furono gli attriti e i cambiamenti di formazione in corsa. Carmen fu anche costretta, da consigli dati in buona fede, a realizzare qualcosa di diverso rispetto a quello che sentiva: in fase di mixaggio la voce venne lievemente accelerata conferendole toni posticci e varie trame musicali furono manipolate per limitarne l’esuberanza. Questo perché le scelte dell’artista non sembrassero troppo alternative in un momento in cui doveva ampliare l’audience e non assottigliarla.
Per questo ora che non ha bisogno di convincere nessuno, dopo un decennio, a 34 anni Carmen vuole rendere giustizia al “vero” album del 1998, con il tour, ma anche con un’Edizione Anniversario di Mediamente isterica, in versione Deluxe, che esce il 31 ottobre. All’interno due cd: nel primo trova posto la versione “riveduta e corretta”, nel secondo quella storica, rimasterizzata agli studi Sterling Sound di New York, più alcuni vecchi provini. Non potendo recuperare tutte le vecchie bobine multitraccia ed eliminare l’effetto accelerazione, ha però riregistrato tutte le voci. E tutto questo è anche il significato in più del tour odierno.
Essenziale sul palco, con la maturità artistica e il fascino ormai da donna (”con la D maiuscola”), Carmen inizia proprio con Besame Giuda, inanellando le sue perle sulla scaletta dell’album. Energica e incurante mentre il ciuffo ribelle le cade sugli occhi. Geisha è forse quel che più si distacca da quanto già sentito: un’esplosione irriverente di suono, con tre chitarre elettriche, basso e batteria a fuoco incrociato. Per chiudere con un inedito - che si trova anche nella Deluxe - L’uomo meschino, un brano che era stato escluso dalla pubblicazione, nel 1998, perché parla di perdono e “sarebbe stato in contrasto con il feeling generale, mentre allora ero talmente arrabbiata che non sarei stata in grado di perdonare nessuno”.
Da allora la siciliana doc è passata dall’acustico ai violini, dall’orchestra alla ricerca folk di Eva contro Eva. “Dieci anni fa ci sentivamo addosso il vestito del rock. Poi nel tempo è cambiato il gusto e ci siamo avventurati verso altri porti, per curiosità. Ci siamo allontanati talmente tanto che adesso siamo tornati a voler riproporre le sonorità di una volta, e non sappiamo dove approderemo, ancora siamo stupiti” spiega Carmen. “Santi fino a due mesi fa suonava il bouzuki e fino a due ore fa aveva anche i baffi, e io 100 grammi in più di capelli” ride in direzione del suo chitarrista “sbarbato” Pulvirenti, che affianca la rockeuse insieme agli storici Massimo Roccaforte, Leif Searcy e il nuovo bassista Vincenzo Virgillito.
E ci sono anche indicazioni per un nuovo album: “Questa chitarra elettrica, imbracciata nuovamente, probabilmente è una strada che ci porterà al prossimo disco. Le canzoni le sto già scrivendo, chitarra e voce, come sono nate tutte, anche per Mediamente isterica. Poi cambia il vestito che vai a mettere sulla canzone, e chissà cosa nascerà”.
La copertina dell’edizione Deluxe di “Mediamente isterica”

In un Paese come l’America, dove vota solo il 50, massimo 60% degli aventi diritto, le elezioni possono essere incerte fino all’ultimo. Anche un personaggio carismatico come Obama, che ha conquistato l’attenzione e la passione del popolo americano, rischia alla fine di vedere il suo vantaggio ridotto al minimo dal sistema di elezione non diretto (il presidente non è chi ottiene il voto popolare ma chi vince in più stati; Gore aveva infatti vinto il voto popolare nella sfida contro Bush 8 anni fa) e dai molti elettori che, il giorno del voto, per una ragione o per l’altra, si “dimenticano” di andare a votare.
Per attirare l’attenzione delle generazioni più giovani, quelle che votano meno di tutti (perché votare e tutto ciò che a che fare con la politica non è considerato “cool”), molte star della musica si sono attivate promuovendo campagne di supporto al voto. L’emittente MTV ha lanciato da diversi anni il programma Rock The Vote, che prevede tutta una serie di iniziative dirette, appunto, alla “MTV generation”, spiegando loro l’importanza di esercitare il proprio diritto fondamentale nella democrazia.
I Beastie Boys, una delle più celebri e rispettate band di rapper bianchi, icona della generazione di americani che oggi è trentenne ma idoli anche dei più giovani, è andata oltre, organizzando un vero e proprio tour, il Get Out and Vote Tour, una serie di concerti negli stati ancora più incerti tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre (ricordando a tutti che l’Election Day è il 4 novembre), con date in stati solitamente ignorati dai grandi eventi musicali, quali Nord Carolina, Virginia, Ohio e Minnesota.
Il trio formato da Adam Horovitz (AdRock), Adam Yauch (MCA) e Mike Diamond (Mike D) è dalla parte di Obama ma l’obiettivo dichiarato del tour non è di supportare uno o l’altro candidato, ma soltanto di convincere i ragazzi ad andare a votare in modo che il prossimo governo sia una vera rappresentazione di tutto l’elettorato americano.
“La scorsa elezione ben 70 milioni di elettori americani non hanno votato è ci è sembrato veramente troppo”, ha dichiarato Horovitz. “Durante le scorse settimane ci stavamo stressando pensando a cosa potessimo fare noi e ci siamo detti: ‘Siamo una band e facciamo concerti. Andiamo a suonare negli stati degli indecisi. Abbiamo pensato che portare più gente a votare non poteva che essere una buona idea”.
L’impegno sociopolitico dei Beastie Boys non si esaurirà con questo tour. La band ha già annunciato che il loro prossimo album, atteso per l’anno prossimo, sarà molto più politicamente coinvolto. Un ulteriore passo avanti nella consapevolezza di questi ragazzi sempre all’avanguardia (sono largamente considerati tra i principali precursori del rap), che negli anni ‘80 e ‘90 cantavano di droga e abusi, per poi fare un clamoroso dietrofront nell’album Sabotage (in cui esaltavano il rispetto delle donne) e nel seguente 5 Boroughs (un inno alla città di New York), raggiungendo ora la piena maturità creativa.
I The Cure riceveranno l’ambitissimo premio, Godlike Geniuses, agli Shockwaves NME Awards, il 25 febbraio 2009. I rockers si esibiranno poi con una serie di brani sullo stage del London’s Brixton Academy. Il frontman della band, Robert Smith, ha promesso per l’occasione uno spettacolo davvero speciale: “Suoneremo qualche brano nuovo, alcuni vecchi e altri di metà carriera. Proveremo insomma a distillare 30 anni di musica in 30 minuti di concerto!”. L’editore del magazine New Musical Express, Conor McNicholas, ha spiegato così la sua decisione di assegnare al gruppo inglese l’ambita onorificenza: “Per tre generazioni i The Cure hanno avuto un enorme, indiscusso successo. Hanno fatto battere il cuore dell’indie music e scritto alcuni degli album più dark e scintillanti dell’era del British pop. La loro musica ha infuocato la mia anima e voglio che anche la nuova generazione di fan abbia l’opportunità di sentire la stessa cosa. Sarà una notte davvero unica”.
The Cure – live performance del singolo Sleep When I’m Dead
“La pubblicazione di Chinese Democracy segna un momento epico nella storia del rock n’ roll”, hanno dichiarato i manager dei Guns’n'Roses, Irvin Azoff e Andy Gould. L’album prodotto da Axl Rose e da Caram Costanzo, conterrà 14 canzoni, ma soltanto tre pezzi non sono mai stati suonati “live” prima d’ora né messi in circolazione su internet. Assolutamente straordinario anche il costo di realizzazione dell’album che dovrebbe aggirarsi intorno ai 13 milioni di dollari. Nelle scorse settimane un assaggio dell’album (Shackler’s revenge) era apparso nel videogioco Rock band 2. Qui sotto trovate Madagascar, uno dei pezzi più forti del nuovo cd della band di Axl Rose, eseguito dal vivo in alcuni concerti del 2006.
Guns’N'Roses: Madagascar
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È stata licenziata in tronco Corinne Diserens, la direttrice del Museion di Bolzano dove era esposta la contestata rana in croce del tedesco Martin Kippenberger.
Il Consiglio della Fondazione di Museion ha deliberato di risolvere con effetto immediato il contratto con la direttrice, “rea”, di fronte a parte dell’opinione pubblica, di avere esposto la contestata opera dal titolo Zuerst die Fuesse (foto), la “rana crocifissa” di Martin Kippenberger, che ebbe un momento di grande notorietà quando la questione fu portata all’attenzione addirittura di papa Ratzinger nel corso della sua vacanza estiva a Bressanone. La decisione è stata motivata ufficialmente “dalla difficile situazione finanziaria determinata dalle ingenti spese impegnate senza l’autorizzazione degli organi collegiali di Museion e senza la necessaria copertura finanziaria e in violazione del regolamento interno della Fondazione”. La decisione è stata presa all’indomani delle elezioni provinciali altoatesine, dove l’assessore alla cultura Sabina Kasslatter Mur, della Svp, ha visto dimezzati i suoi voti di preferenza, fatto questo attribuito anche ad accuse di non avere gestito in maniera più ferma la vicenda del ranocchio.
Il Consiglio di Fondazione di Museion tiene comunque a sottolineare che il dibattito sull’opera Zuerst die Fuesse di Kippenberger e i risultati delle elezioni provinciali del 26 ottobre non hanno influenzato in alcun modo il licenziamento. Corinne Diserens - nata a Ginevra, studi alla Sorbonne e in passato direttrice del Musee des beaux-arts di Nantes e dei Musei di Marsiglia, un pool di tredici musei della città - aveva assunto la carica di Direttrice di Museion nel marzo del 2007. La carica di direttore, ha annunciato sempre il Consiglio di Fondazione, sarà ricoperta il più presto possibile.