LE FOTO DELLA PREMIERE MONDIALE DI TWILIGHT
Una volta i giovani innamorati legati da un sentimento indissolubile quanto impossibile facevano parte delle famiglie rivali per eccellenza, Capuleti e Montecchi, e si chiamavano Romeo e Giulietta. Oggi invece si chiamano Edward e Bella e non si conoscono a un ballo in maschera in una Verona del Cinquecento, ma in una contemporanea piovosa cittadina dello stato di Washington, Forks, al liceo. E a rendere difficile la loro immediata reciproca attrazione c’è un piccolo particolare: lui è un vampiro da secoli diciassettenne e lei è un’umana con un inebriante profumo di sangue. Sono le premesse per una storia d’amore che ha appassionato gli adolescenti di mezzo mondo nei libri dell’ideatrice Stephenie Meyer, e che ora chiama al cinema orde di ragazzini e ragazzine (soprattutto) con Twilight, la prima trasposizione sul grande schermo dei romanzi della scrittrice americana, che esce il 21 novembre in Italia come negli States.
Il difficile compito di non tradire le attese dei fan, che hanno dato vita a un delirio simile a quello per la saga di Harry Potter, è stato affidato alla regista Catherine Hardwicke, che già aveva esplorato l’universo adolescenziale in Thirteen. E racconta: “Leggendo Twilight di Stephenie Meyer sono entrata nella mente di Bella, una teenager talmente innamorata da essere disposta anche a morire pur di stare con l’oggetto del suo amore: Edward Cullen. Una pagina dopo l’altra, ho lasciato che il mio respiro si unisse a quello di Bella, provando l’ebrezza del primo amore. Era proprio come in Romeo e Giulietta…”. “La sfida più grande era quella di prendere un lungo romanzo - così tanto amato, ricco di monologhi interiori e scene in cui parlano due personaggi - e renderlo cinematografico”.
Per farlo, assieme alla sceneggiatrice Melissa Rosenberg, ha cercato un modo di rendere le scene il più possibilmente dinamiche e intense e ha drammatizzato quelle d’azione che nel libro sono prettamente implicite. La Hardwicke si è subito recata a visitare le location descritte dalla Meyer (Washington State, Port Angeles, La Push Beach e la piccola cittadina di Forks), per poi inviare alla Rosenberg le foto via mail affinché le utilizzasse per aggiungere alla sceneggiatura un po’ del sapore locale. Per trasferire il senso di inquietudine misto a quello di magia, ha usato atmosfere da noir romantico, plumbee e nitide, aiutate dall’uso dell’alta definizione che rende diafana la fotografia. È evidente e reso quasi sensuale il incarnato pallido, tra funereo e puro, della famiglia di vampiri che per non sentirsi mostruosa ha preferito nutrirsi di animali anziché di umani.
Infine, e soprattutto, per interpretare i due amanti la regista ha scelto due giovani attori che ben trasmettono la tensione vibrante, tra paura e magnetico reciproco richiamo, dei due innamorati: Kristen Stewart, recentemente vista in Into the Wild e prima ancora in Panic Room, e Robert Pattinson, il Cedric Diggory di due Harry Potter. Ovviamente i due sono ormai delle star, osannati dai fan di Twilight.
Per capire la portata del fenomeno basta dire che in America c’è stato presto il tutto esaurito per le prevendite delle proiezioni previste tra il 20 e il 21 novembre, a mezzanotte. E anche in Italia sono fioccate le prenotazioni per il cinema Lux di Roma, dove il film verrà proiettato per 58 ore di fila. Il blog ufficiale, inoltre, è letteralmente preso d’assalto dai visitatori con una richiesta continua di notizie e curiosità.
Il trailer da YouTube:
- Venerdì 21 Novembre 2008







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Commenti
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Il 16 Dicembre 2008 alle 1:43 Twilight - il film « il BLOG di ScegliGesù.com ha scritto:
[...] Le sale dei cinema sono piene e le librerie hanno in bella mostra già tutta la quadrilogia. Il film si chiama “Twilight, “una storia d’amore che ha appassionato gli adolescenti di mezzo mondo nei libri dell’ideatrice Stephenie Meyer, e che ora chiama al cinema orde di ragazzini e ragazzine (soprattutto) con Twilight, la prima trasposizione sul grande schermo dei romanzi della scrittrice americana. (leggi l’articolo) [...]
Il 21 Dicembre 2008 alle 18:05 Fenomeno Twilight: noi, adolescenti vampiri » Panorama.it - Cultura e societa ha scritto:
[...] Ma nella cultura popolare i vampiri hanno iniziato a cambiare carattere, a partire dal 1976, data di uscita di Intervista col vampiro, di Anne Rice, in cui il protagonista Louis Du Point Du Lac, succhiasangue suo malgrado, che vive l’immortalità come un tormento, si racconta a un giovane giornalista. Pian piano, sono diventati sempre meno mostri e sempre più esseri fatati. La seduttività irresistibile del vampiro ottocentesco si è trasformata in romanticismo. “Nell’immaginario collettivo della prima parte del Novecento”, sostiene la psicanalista Vera Slepoj: “il non morto rappresenta la forza del lato oscuro, ma anche i suoi limiti. È malvagio ma vincolato a molte regole, per cui appare controllabile”. Edward, invece, non ha nessuno dei problemi del Dracula di Bram Stoker: può muoversi di giorno, non è costretto a dormire nella bara, entra nelle case anche se non è invitato. Ma è contrario alla violenza. “Gli adolescenti di oggi”, spiega Slepoj, “rifiutano il conflitto generazionale, la crudeltà, l’annientamento dell’avversario. Il vampiro buono li rappresenta, perché non ha regole da trasgredire, condivide i valori dei propri genitori, anch’essi succhiasangue per bene, ma s’impone di non fare del male a nessuno, anche se questo gli costa moltissimo”. In genere, i twilighter più giovani non incontrano l’opposizione dagli adulti, anche perché i libri sono scritti e tradotti assai bene, senza orrendi tentativi di scimmiottare l’ortografia degli sms. E il romanticismo sfrenato di Edward e Belle piace anche alle mamme. Secondo Chiara, 29 anni, dottoranda in letteratura inglese e appassionata twilighter: “Stephenie Meyer è la nuova Barbara Cartland”. Insomma, il Dracula del nuovo millennio avrà il cuore sempre più grande (benché freddo e senza battito, almeno in questo la tradizione è rispettata anche da Meyer) e i canini sempre meno aguzzi? “Io spero di sì”, conclude il giovane twilighter Francesco: “Adoro i vampiri buoni”. LEGGI ANCHE: Twilight, quando l’amore ha il volto pallido di un vampiro [...]
Il 30 Dicembre 2008 alle 10:37 Kung Fu Panda è il film dell’anno. Ecco cosa ci ha regalato il cinema nel 2008 » Panorama.it - Cultura e societa ha scritto:
[...] Il 2008 è stato nel segno del panda. Ma non lo ha vaticinato nessun oroscopo cinese o simile: sono i dati Cinetel a decretarlo. È Kung Fu Panda, infatti, cartoon della DreamWorks, il film in assoluto più visto dell’anno in Italia, con 17.035.827,73 euro di incasso (e 2.900.673 presenze). Potere ai piccoli quindi quando si va al cinema. Se si considerano i dati della stagione 2008/2009 (che momentaneamente vanno dall’1 agosto a 21 dicembre 2008), il secondo posto spetta al supereroe maldestro Hancock (11.993.638,58 euro) e il terzo a Twilight (11.202.899,72). Ma la pellicola americana coi vampiri avvenenti e buoni che hanno fatto impazzire le ragazzine è ancora nelle sale e c’è da giurare che le cifre sono solo provvisorie. Fuori dal podio High School Musical 3 (9.158.174,42 euro) e il tributo agli Abba Mamma Mia! (8.838.657,07 euro). Sicuramente nella classifica stagionale Madagascar 2 e Natale a Rio, appena usciti, avranno molto da dire - basti pensare che Natale in crociera, cinepanettone delle festività scorse, vinse il primato del 2007/2008 con 23.461.775 euro -. Ma sono diverse le pellicole di inizio 2008 che entrano comunque di diritto tra le più viste. Come Io sono leggenda, uscita a gennaio in Italia, con 13.858.515 euro di incasso, che consacra Will Smith, protagonista anche in Hancock, come attore dalle prestazioni d’oro. La voglia di ridere è sempre il traino principale e Grande, grosso e Verdone (uscito a marzo) ha incassato 12.938.016 euro. Il cinema nostrano ha avuto i suoi bei riscontri al botteghino anche con il mocciano Scusa ma ti chiamo amore (uscito a gennaio) 12.667.760 euro e con il capolavoro italiano dell’anno per eccellenza, Gomorra (datato maggio) di Matteo Garrone. Candidata ai Golden Globe e nella pre-selezione degli Oscar, Gran Premio speciale della giura a Cannes e trionfatrice agli EFA, la trasposizione del libro di Saviano ha guadagnato oltre diecimila euro, primo lungometraggio “impegnato” della top ten. Per il quarto capitolo della quadrilogia dell’archeologo Harrison Ford, Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo (uscito a maggio) “solo” 11.468.755 euro. Parlano una lingua diversa dai gusti degli spettatori i festival cinematografici, fatta eccezione proprio per Gomorra, amato sia dal pubblico che dalle giurie. Cannes ha infatti premiato con la Palma d’oro La classe - Entre le murs, consegnando il Premio della giuria anche al nostro Il Divo di Paolo Sorrentino, la Berlinale Tropa de Elite - Gli squadroni della morte, bello e crudo ma passato in sordina nelle sale. L’Oscar 2008 aveva incoronato il noir Non è un paese per vecchi dei fratelli Coen, uscito a febbraio in Italia e fuori dalle classifiche. E anche Il Petroliere (da noi lo scorso febbraio) di Paul Thomas Anderson si guadagnò due Oscar. Il Festival di Roma 2007 aveva invece acclamato in anteprima Juno di Jason Reitman e Into the wild di Sean Penn, e la Mostra di Venezia Lussuria - Seduzione e tradimento di Ang Lee. Tra i regali di quest’anno della settima arte non possiamo non ricordare Changeling di Clint Eastwood (la conferma) o la sorpresa Pranzo di ferragosto di Gianni Di Gregorio, come La banda Baader Meinhof, il lavoro di Uli Edel che rispolvera la storia dell’organizzazione terroristica di estrema sinistra attiva nella Germania degli anni Settanta, o Cous Cous del tunisino Abdel Kechich. E naturalmente i due catalizzatori americani: Il cavaliere oscuro di Christopher Nolan, che invece è il trionfatore del box office americano, e Sex and the City di Michael Patrick King. Una piccola chicca ancora in sala? L’ospite inatteso di Thomas McCarthy. Per farsi un bel regalo di fine anno. [...]
Il 9 Gennaio 2009 alle 18:44 Lasciami entrare: la vampiretta svedese anti-Twilight » Panorama.it - Cultura e societa ha scritto:
[...] Delicata e tremenda, Lasciami entrare è la pellicola svedese firmata Tomas Alfredson che ha conquistato il pubblico al Tribeca di New York, apprezzata anche al Festival di Torino. C’è chi l’ha definita l’anti-Twilight, ma seppur si abbia a che fare ancora con vampiri le analogie profonde sono bene poche: tanto luminoso e ricco di effetti speciali l’uno, quanto cupo ed essenziale questo. Lasciami entrare è tratto dall’omonimo romanzo best seller di John Ajvide Lindqvist, per alcuni lo Stephen King svedese, edito in Italia da Marsilio. E anche la sua trasposizione cinematografica avvince e convince, nonostante il regista abbia dovuto tagliare alcune delle sotto-storie del libro, ma lasciandone forse furbamente degli accenni vaghi che uno spettatore ammaliato potrebbe essere spinto ad approfondire. Ne esce così un horror dove il sangue è presente solo perché necessario e dove tenerezza e drammaticità si intrecciano ad arte. Oskar, biondissimo interpretato da Kåre Hedebrant, è un dodicenne solitario, regolarmente deriso e angariato dai suoi compagni di classe. Mentre una sera, con un coltello contro un albero, fantastica su come vendicarsi, compare Eli (Lina Leandersson), una sua coetanea: capelli scuri, vestita con una semplice camicetta nonostante il freddo e la neve attorno, pallida e con le unghie sporche e uno strano odore addosso. La ragazzina si è trasferita da poco a Blackeberg, quartiere degradato alla periferia di Stoccolma. E in coincidenza con il suo arrivo sono capitati fatti inspiegabili e omicidi. Oskar, amante delle storie macabre, capisce ben presto che Eli è collegata a quegli eventi e che è un vampiro, mentre tra i due nasce una dolce amicizia. Lui, incapace di difendersi e così umano, lei, forte e capace di scuotere Oskar dal subire gli atti di bullismo dei compagni ma così desiderosa di un’umanità che non ha. Due diverse solitudini che si uniscono. Bravissimi i due giovani attori: Hedebrant riesce a reggere da solo gran parte del film, e Leandersson, diventata in Svezia una piccola star, racchiude in sé con una spontaneità magistrale la fragilità da fanciulla e la freddezza da creatura fermatasi per decenni nel corpo di una dodicenne. Il trailer da YouTube: [...]
Il 12 Gennaio 2009 alle 1:05 Sindrome 1 : Twilight « PostmodernoVivace ha scritto:
[...] Appena prima delle vacanze ho fatto un veloce calcolo delle persone a me vicine che pensavano che il fenomeno Twilight fosse una scemenza come Tre metri sopra il cielo. Tornati, ciascuno da casa sua, dopo 20 giorni di isolamento dall’università e possibilmente influenza (per cui costretti a letto e con nulla da fare se non leggere), si è scoperto che tutti, chi più chi meno, si erano messi di fronte allo spauracchio mediatico dell’anno e alla fine si siano ricreduti. [...]
Il 15 Gennaio 2009 alle 12:39 Mocci-osi « PostmodernoVivace ha scritto:
[...] Manfredi l’enuncia parlando di Twilight. I vampiri mocciosi, giovinetti e intrisi di moccia style. [...]
Il 23 Giugno 2009 alle 18:23 Kristen Stewart è sempre più dark e diventa rockstar » Panorama.it - Cultura e societa ha scritto:
[...] Anche in Twilight non brillava in solarità e aveva un fare un po’ maledetto… Ma ora Kristen Stewart diventa ancora più dark e, dopo aver tinto i capelli di nero pece, eccola sul set come rockstar, ovvero nei panni di Joan Jett, la leader del gruppo americano tutto al femminile The Runaways che conquistò le classifiche negli anni ‘80. La pellicola si chiama proprio The Runaways, uscirà nel 2010 ed è scritta e diretta da Floria Sigismondi, visual artist e regista di videoclip che ha collaborato con diversi cantanti, da Marilyn Manson a Sigur Rós, da Björk a David Bowie. Per aderire quanto più alla parte la Stewart sta frequentando molto la Jett, una cinquantenne che a vederla in jeans, t-shirt - ovviamente nera - e felpa sembra una coetanea di Miss vampira. Sul set la diciannovenne sempre più lanciata a una carriera da diva ritrova anche la quindicenne d’oro di Hollywood, Dakota Fanning, con cui ha già collaborato in New Moon, il sequel di Twilight che ha avuto giorni di riprese anche in Italia, a Montepulciano. [...]
Il 10 Luglio 2009 alle 12:15 Adventureland, al cinema il parco giochi con Kristen Stewart » Panorama.it - Cultura e societa ha scritto:
[...] Applausi, applausi! Adventureland piace. Quella che potrebbe sembrare una commedia per adolescenti (i protagonisti sono i giovani Jesse Eisenberg di The Huntig Party e Kristen Stewart, la Bella di Twilight) invece è stata presentata al Sundance Festival e ha accattivato indistintamente sia pubblico che critica americani. E non solo. Il portale che raccoglie recensioni Rotten Tomatoes lo promuove appieno (con un 88% di consensi): “Pieno di humour e nostalgia, Adventureland è una dolce, perspicace commedia sulla transizione tra adolescenza ed età adulta, che fa incontrare sia i teenager che gli adulti”. Margaret Pomeranz di ABC.net scrive: “C’è un’onestà in questo film che è a volte dolorosa, ma soprattutto è divertente e molto dolce”. Protagonista è un ragazzo appena uscito dal college che si immagina di fronte un futuro pieno di promesse. E invece si imbatte nella dura realtà e si ritrova, umiliato, a dover lavorare in un parco giochi. Che gli riserva però inaspettate sorprese (qui la trama). Nel cast anche Ryan Reynolds. Il regista è Greg Mottola, lo stesso dell’ironico Suxbad - Tre menti sopra il pelo che, al di là dell’orribile traduzione in italiano del titolo originale Superbad, gli aveva portato successo negli States e oltreconfine. In Adventureland inserisce anche alcuni episodi da lui veramente vissuti. Su TimeOut Sidney Ben Kenigsberg scrive: “Mottola non ha realizzato la commedia estiva più divertente di sempre, ma ce ne ha regalato una delle più sagge”. [...]
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