L’ospite inatteso, film agrodolce sull’integrazione nell’America post 11/9

L'ospite inatteso

Le dita devono essere arcuate a ponte, come a far passare sotto un treno. Walter si ostina a prendere lezioni di piano, lo strumento invece addomesticato con maestria dalla moglie morta da cinque anni, ma ormai sessantenne e senza talento non ha molte speranze di imparare. Così come senza attese scorrono le sue giornate, come professore universitario di Economia nel Connecticut. In modo assente e rinunciatario, senza passione né azione. Con poche parole e un perfetto volto da uomo comune, quello di Richard Jenkins, attore visto recentemente in Burn After Reading che ha la capacità di annullare se stesso nei suoi ruoli.
Le premesse de L’ospite inatteso (The Visitor), secondo lungometraggio da regista di Thomas McCarthy (attore in Good Night, and Good Luck), sono su ritmi lenti di vita ordinaria e spenta. Finché lo scenario si sposta a New York City. Qui Walter è costretto a recarsi per presenziare a una conferenza. Nel suo appartamento newyorchese che avrebbe dovuto trovare vuoto si imbatte invece in una coppia di giovani immigrati, il siriano Tarek e la senegalese Zainab, interpretati rispettivamente dai bravi Haaz Sleiman e Danai Gurira. Lo scontro iniziale tra il visitatore imprevisto e gli affittuari in illecito presto diventa un incontro, facilitato dalle note dello djembe di Tarek che Walter si trova inaspettatamente ad amare, desiderare e suonare. In casa come al parco, insieme alla moltitudine razziale di percussionisti sorridenti. E anche quando Tarek, arrestato dopo un contatto casuale con la polizia, si ritrova disorientato e impaurito in un centro di detenzione dell’I.C.E. (Immigration and Customs Enforcement) perché immigrato irregolare, l’insperato rapporto di amicizia nato tra questi individui apparentemente così diversi non viene meno, rinsaldato anzi dall’arrivo di Mouna, la mamma di Tarek, ovvero la bella attrice israeliana Hiam Abbass (già vista in La sposa siriana).
Agrodolce e delicata storia fatta di pennellate gentili, anche quando sono amare, McCarthy dopo il suo debutto dietro la macchina da presa con The Station Agent, vincitore al Sundance Festival 2003, ci regala una seconda pellicola amabile, incoronata al Festival di Deauville e applaudita sempre al Sundance. A volte drammatica, a volte divertente, è sempre in punta di piedi, sorretta da una sceneggiatura puntuale di cui è autore lo stesso regista. “Sono relatore a una conferenza sui Paesi in via di sviluppo” dice Walter. “Allora parli di noi” sorride Tarek.
Mentre la vicenda esplora con garbo la desolante realtà del sistema di immigrazione americano nel post 11 settembre, intanto affiorano le umanità dei quattro protagonisti, attraverso situazioni ora goffe, ora tenere, ora dolorose. Su tutti è magistrale l’interpretazione di Jenkins: “È semplicemente un attore incredibilmente versatile. In quanto sceneggiatore sono interessato a personaggi che passano inosservati e non emergono dalla folla, e Richard è perfetto in questo”, sostiene McCarthy. “A essere onesti, agli occhi di molti non è la classica figura dominante, ma è proprio questo che rende le sue interpretazioni tanto credibili e avvincenti”. E magari da Oscar?
L’ospite inatteso, uscito negli States in aprile, in Italia arriva nelle sale il 5 dicembre, primo titolo distribuito dalla neonata e indipendente Bolero Film, sorta con l’obiettivo di offrire film “di alta qualità che combinino divertimento e valore artistico”.
Il trailer (in inglese) da YouTube:

L'ospite inatteso

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Il 5 Dicembre 2008 alle 18:01 Al cinema con un brillante Racconto di Natale e il ritorno di Mike Leigh » Panorama.it - Cultura e societa ha scritto:

[...] LEGGI GLI ARTICOLI: L’ospite inatteso, film agrodolce sull’integrazione nell’America post 11/9 The Millionaire, l’incredibile parabola dalle baracche di Mumbai al milione Happy Go Lucky - La felicità porta fortuna, il ritorno di Mike Leigh Racconto di Natale, tutti felici e scontenti al capezzale di Catherine Deneuve [...]

Il 29 Dicembre 2008 alle 11:34 Kung Fu Panda è il film dell’anno. Ecco cosa ci ha regalato il cinema nel 2008 » Panorama.it - Cultura e societa ha scritto:

[...] Il 2008 è stato nel segno del panda. Ma non lo ha vaticinato nessun oroscopo cinese o simile: sono i dati Cinetel a decretarlo. È Kung Fu Panda, infatti, cartoon della DreamWorks, il film in assoluto più visto dell’anno in Italia, con 17.035.827,73 euro di incasso (e 2.900.673 presenze). Potere ai piccoli quindi quando si va al cinema. Se si considerano i dati della stagione 2008/2009 (che momentaneamente vanno dall’1 agosto a 21 dicembre 2008), il secondo posto spetta al supereroe maldestro Hancock (11.993.638,58 euro) e il terzo a Twilight (11.202.899,72). Ma la pellicola americana coi vampiri avvenenti e buoni che hanno fatto impazzire le ragazzine è ancora nelle sale e c’è da giurare che le cifre sono solo provvisorie. Fuori dal podio High School Musical 3 (9.158.174,42 euro) e il tributo agli Abba Mamma Mia! (8.838.657,07 euro). Sicuramente nella classifica stagionale Madagascar 2 e Natale a Rio, appena usciti, avranno molto da dire - basti pensare che Natale in crociera, cinepanettone delle festività scorse, vinse il primato del 2007/2008 con 23.461.775 euro -. Ma sono diverse le pellicole di inizio 2008 che entrano comunque di diritto tra le più viste. Come Io sono leggenda, uscita a gennaio in Italia, con 13.858.515 euro di incasso, che consacra Will Smith, protagonista anche in Hancock, come attore dalle prestazioni d’oro. La voglia di ridere è sempre il traino principale e Grande, grosso e Verdone (uscito a marzo) ha incassato 12.938.016 euro. Il cinema nostrano ha avuto i suoi bei riscontri al botteghino anche con il mocciano Scusa ma ti chiamo amore (uscito a gennaio) 12.667.760 euro e con il capolavoro italiano dell’anno per eccellenza, Gomorra (datato maggio) di Matteo Garrone. Candidata ai Golden Globe e nella pre-selezione degli Oscar, Gran Premio speciale della giura a Cannes e trionfatrice agli EFA, la trasposizione del libro di Saviano ha guadagnato oltre diecimila euro, primo lungometraggio “impegnato” della top ten. Per il quarto capitolo della quadrilogia dell’archeologo Harrison Ford, Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo (uscito a maggio) “solo” 11.468.755 euro. Parlano una lingua diversa dai gusti degli spettatori i festival cinematografici, fatta eccezione proprio per Gomorra, amato sia dal pubblico che dalle giurie. Cannes ha infatti premiato con la Palma d’oro La classe - Entre le murs, consegnando il Premio della giuria anche al nostro Il Divo di Paolo Sorrentino, la Berlinale Tropa de Elite - Gli squadroni della morte, bello e crudo ma passato in sordina nelle sale. L’Oscar 2008 aveva incoronato il noir Non è un paese per vecchi dei fratelli Coen, uscito a febbraio in Italia e fuori dalle classifiche. E anche Il Petroliere (da noi lo scorso febbraio) di Paul Thomas Anderson si guadagnò due Oscar. Il Festival di Roma 2007 aveva invece acclamato in anteprima Juno di Jason Reitman e Into the wild di Sean Penn, e la Mostra di Venezia Lussuria - Seduzione e tradimento di Ang Lee. Tra i regali di quest’anno della settima arte non possiamo non ricordare Changeling di Clint Eastwood (la conferma) o la sorpresa Pranzo di ferragosto di Gianni Di Gregorio, come La banda Baader Meinhof, il lavoro di Uli Edel che rispolvera la storia dell’organizzazione terroristica di estrema sinistra attiva nella Germania degli anni Settanta, o Cous Cous del tunisino Abdel Kechich. E naturalmente i due catalizzatori americani: Il cavaliere oscuro di Christopher Nolan, che invece è il trionfatore del box office americano, e Sex and the City di Michael Patrick King. Una piccola chicca ancora in sala? L’ospite inatteso di Thomas McCarthy. Per farsi un bel regalo di fine anno. [...]

Il 6 Marzo 2009 alle 2:09 “L’ospite inatteso” [USA, 2007, 103'] « Disamistade ha scritto:

[...] Così dice la madre di Tarek nella seconda metà del film, riferendosi agli Stati Uniti. L’ospite inatteso è un film dai toni lenti, caldi e umani. E’ la storia dell’atipico, eppure riuscito incontro di classi sociali assolutamente lontane: un professore americano di economia del Connecticut, Walter, una giovane coppia di immigrati, Tarek, musicista siriano, e Zainab, venditrice ambulante senegalese. [...]

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