Il premier Silvio Berlusconi
“A gennaio l’Italia presiederà il G8. In quell’occasione porteremo al tavolo dei Grandi una proposta di regolamentazione di internet, visto che manca in questo settore una regolamentazione uniforme”: è una dichiarazione del premier Silvio Berlusconi che stamane ha visitato il polo tecnologico delle Poste italiane. Secondo fonti ministeriali, quando a gennaio l’Italia assumerà la presidenza di turno, il presidente del Consiglio avrà una serie di contatti per valutare l’opportunità, insieme agli altri Paesi, di inserire in agenda questo argomento: è un tema delicato, più volte affrontato alle Nazioni Unite e all’Organizzazione del commercio internazionale, che richiede la massima concertazione. Ma il popolo della rete è impensierito. Già sono partite iniziative per la mobilitazione: il blog Netizen clandestino propone di “oscurare il sito con un a pagina nera, il logo, il video ed il testo del nostro messaggio” e di allargare la protesta registrando un video con la canzone “B-landestino”. Per raccogliere velocemente adesioni e facilitare il passaparola in rete non poteva mancare il gruppo di Facebook: ormai è uno spazio che riunisce più di quattro milioni di italiani. Ma il social network più famoso del momento è stato scelto anche da Fiorello Cortiana, membro della Consulta sulla governance di Internet, per annunciare ai suoi amici di Facebook: “Sto dicendo a Berlusconi che internet non accetta alcuna regolamentazione ma ha bisogno di una Costituzione, una Carta dei diritti di internet, una piattaforma aperta per più stakeholder (partecipanti, ndr)”.
Il dibattito sulla carta dei diritti della rete è aperto da tempo. Due guru del web, Tim O’ Reilly e Jimmy Wales (fondatore dell’enciclopedia online Wikipedia) hanno proposto una bozza di regolamentazione un anno e mezzo fa: un’iniziativa che ha animato un dibattito per alcune settimane, ma è terminato in un nulla di fatto. Nella precedente legislatura la proposta del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Ricardo Franco Levi ha sollevato, invece, la reazione dei blogger italiani: una risposta che lo ha spinto a ritornare sui suoi passi. Ora in Commissione cultura alla Camera è all’esame una nuova proposta di Levi “per la disciplina del settore dell’editoria” che ha già sollevato perplessità nel popolo di internet.
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La canzone B-landestino
- Mercoledì 3 Dicembre 2008






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Commenti
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Il 4 Dicembre 2008 alle 1:18 leonardo.d ha scritto:
Caro Berlusconi, Internet è l’unico ed autentico mezzo di libertà d’espressione a disposizione di tutti … finanche del più povero e reietto. E di questa concorrenza di libertà e tante verità data da Internet anche la cosiddetta stampa indipendente spesso portatrice di “verità uniche” ha dovuto prenderne atto ed adeguarsi … Ora anche questa stampa, – che sa di non essere più sola ma di avere un fratello maggiore che la osserva, – è possibilmente meno faziosa e più obiettiva …
Caro Presidente, lasciamo ad Internet la sua libertà … che è quella di tutti …
Il 8 Gennaio 2009 alle 16:20 rossoantico ha scritto:
Io non ho mai votato per berlusconi, e temo tanto lui che i suoi alleati. Ma penso che non sia neppure giusto partire dal preconcetto che ogni cosa che sia proposta da lui sia per questo sbagliata. Anche la libertà secondo me dovrebbe avere un limite (vedessi gli insulti che si legono su facebook). Anche io sono per dare regole ad internet : stiamo a vedere quali saranno. Se non vorrà piu che si scarichino musica e film gli si puo’ dar torto ?
Neanche a me piacerebbe che milioni di persone mi scroccassero i diritti d’autore.
Se ci volesse far spiare, lasciandoci il diritto ad un solo indirizzo e-mail associato al codice fiscale , allora sì che comincerei a preoccuparmi. Ma per ora aspettiamo: perchè la parola regolamentazione deve , di per sè, far paura ?
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