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Archivio di Dicembre, 2008

U2: tutte le indiscrezioni sul nuovo album

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  • Tags: No-line-on-the-horizon, u2
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U2

Gli U2 alla serata di gala per la presentazione del loro film U2 3D. (Credits: Ansa)

“Moment of surrender , un brano di 8 minuti, è la cosa più intensa che gli U2 abbiano mai registrato”. Parola di Brian Eno, lo storico produttore della band irlandese che così ha commentato uno dei pezzi più importanti di No line o the horizon, il nuovo album di Bono e soci in uscita il 2 marzo 2009. A poco più di tre mesi dalla pubblicazione, iniziano a girare le prime indiscrezioni fondate sul contenuto dell’atteso cd, che rompe un silenzio durato cinque anni. Tra le canzoni dell’album ci sarà anche The Cedars of Lebanon, ispirata al sound di Jimi Hendrix. Altri titoli di nuovi brani sarebbero Get your Boots on, No line on the horizon, Breathe, For your love, If could my life again, Stand Up, Winter e Crazy tonight. Pare anche che la band abbia già girato a Londra il video di Get Your Boots On, diretto da Alex Courtes, il regista del clip di Vertigo. No line on the horizon verrà pubblicato in cinque differenti formati, compresa un’edizione in doppio vinile con un booklet di 16 pagine allegato. Del disco non farà parte nessuno dei brani che la band aveva registrato con il guru della discografia americana, Rick Rubin. The Edge, al termne delle registrazioni, ha dichiarato: “Se dipendesse da noi gli album non sarebbero mai finiti. Ma per fortuna c’è sempre qualcuno che a un certo punto ci dice che il tempo è scaduto”.
U2: Window in the sky

  • gianni.poglio
  • Domenica 28 Dicembre 2008

U2: il batterista non sopporta gli incontri di Bono con Blair e Bush

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  • Tags: No-line-on-the-horizon, u2
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Larry Mullen, di solito il membro più silenzioso della band irlandese, ha deciso di spararle grosse. E per far sentire la sua voce ha attacato direttamente alcuni dei politici con cui Bono si incontra per motivi umanitari. Secondo quanto riportato dalla stampa inglese, Mullen avrebbe definito il presidente uscente Bush e l’ex Primo ministro inglese, Blair, “due criminali di guerra che andrebbero trattati per quello che sono veramente”. “Io non sopporto di vedere Bono in compagnia di questa gente. E’ più forte di me”, ha poi proseguito il batterista infuriato. Che, forse, per placare la polemica ha poi aggiunto: “Lo so che Bono lo fa a fin bene sottraendo molto tempo a se e alla sua famiglia, ma quello che ho detto è quello che penso”. Il nuovo cd degli U2, No line on the horizon, uscirà il 2 marzo 2009.

  • gianni.poglio
  • Sabato 27 Dicembre 2008

Il ritorno di Prince con un disco “alla Hendrix”

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  • Tags: Prince
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Le richieste di Prince in camerino

Le richieste di Prince in camerino: 4 candele al gelsomino e lavanda. 16 bustine di Yogi cocoa tea. 12 bottiglie di acqua Fiji. 1 litro di latte di riso. 1 barattolo di miele di acacia. 6 bottiglie di Powerade. 1 vassoio di verdura fresca cruda. 1 vassoio di frutta tropicale. 1 massaggiatore disponibile dalle 17.30. Aria condizionata a ore alterne (una sì e una no).

Il principe è tornato. Prince si riaffaccia sulla scena musicale, con un disco nuovo di zecca pronto per il 2009. L’artista ha svelato in questi giorni cinque brani in anteprima negli Stati Uniti.Uno (intitolato “There will never be another one like you”) è stato disponibile sul sito mplsound.com, (ora appare solo un video musicale con un’altra canzone in cui si vedono foto di una ragazza, forse un’amica di Prince stesso), le altre quattro tracce - Colonized Mind, Wall Of Berlin, 4ever e una cover di Crimson & Clover di Tommy james & the Shondells - sono state invece trasmesse in esclusiva da una radio di Los Angeles, Indie 103. E si possono ascoltare nel sito italiano prince.splinder.com a questo link.
In quasi tutti i brani si può notare un uso massiccio della chitarra elettrica e da virtuosismi alla Jimi Hendrix, uno dei musicisti cui l’artista di Minneapolis ha fatto riferimento più volte nel corso della sua carriera. Non si sa ancora come Prince deciderà di distribuire il proprio disco. Da sempre uno dei musicisti più critici verso le case discografiche, il principe del funk è stato uno dei primi a diffondere le proprie canzoni online. Nel luglio 2007 fece scalpore quando il suo album inedito “Planet Earth” fu allegato gratuitamente al “Mail on Sunday”, scatenando le ire della Sony-Bmg in Inghilterra. Ma anche attirando una grande attenzione pubblicitaria, tanto che il disco poi andò molto bene anche nei negozi.

  • emanuele rossi
  • Sabato 27 Dicembre 2008

Con quelle facce un po’ da Facebook

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  • Tags: facebook
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Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook
Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook
Di Marco De Martino

Il mezzo sarà anche genericamente il messaggio, ma per Diablo Cody ogni angolo di internet deve presentare una immagine precisa e diversa di sé. Sul sito ufficiale dedicato ai suoi fan su Facebook per esempio si è voluta mettere in versione tappeto rosso, nell’abito leopardato e gli orecchini col teschio che indossava poco prima di prendere l’Oscar come autrice del film Juno. Ma su Myspace, dove tiene uno sporadico blog, Cody appare in versione amazzone fantasy con in mano una sciabola che sta per colpire l’uomo di turno: “Direi che è tutto, uomo materasso” cita la frase tratta dal film Ubriaco d’amore accanto all’immagine. Mentre su Twitter, il canale preferito dai microblogger, si è messa su una sedia da regista mentre lavora sul suo computer portatile.
E’ arrivata la rivoluzione, quella dei social network digitali, e tutti stanno molto attenti a come presentarsi. L’agonia della scelta di un doppio virtuale è evidente su Facebook: c’è chi sulla propria home page mette una foto in abito da ufficio e chi lo scatto della prima comunione, chi sceglie un fumetto e chi un’immagine coi figli, chi lascia la propria faccia vuota e chi mette il panorama che vede dalla finestra. “E’ come una raccolta di immagini dei test psicologici che raccontano un po’ degli individui e molto della malleabilità di questi nuovi contesti sociali” spiega a Panorama Sherry Turkle, la sociologa del Mit di Boston autrice del saggio Il secondo io, specializzata nelle identità alternative permesse dal mondo virtuale. “Le foto riflettono la concezione che ognuno ha di Facebook: per alcuni è semplicemente un posto dove mantenere le proprie amicizie, altri lo interpretano come un luogo di lavoro, altri ancora come una possibilità per esplorare la propria identità”. Mentre la differenza tra mondo reale e mondo virtuale si assottiglia sempre di più è un nuovo Shaquille O’Neill quello che scoprono per esempio i frequentatori di Myspace o Twitter, dove la stella del basket si presenta mentre cerca di azzannare un pallone, con commenti che non farebbe mai ai giornalisti sportivi: “Buongiorno miei fratelli twitteriani, sono un po’ depresso ultimamente, due giorni fa è morta mia nonna, aveva 92 anni: ora è in un posto migliore”. Il cantante Dave Matthews usa invece una radiografia al posto della sua faccia per fare la cronaca dei momenti più banali della sua vita: “Sto ascoltando il sax, mi è venuta fame, vado a mangiare”.
“Come tutte le relazioni, anche quelle di Facebook hanno diversi stadi di intimità, e la foto rappresenta quello più superficiale” dice Chicco Testa, che dopo essere stato online con un’immagine di sé bambino è ora passato a una foto con i suoi due figli, tutti e tre intenti a scrivere messaggini sui propri cellulari. “Per me Facebook è come un bar, un posto dove detesto parlare di lavoro” aggiunge Dalia Gaberscik, che si occupa di pubbliche relazioni e uffici stampa, e che su Facebook si è fatta ritrarre in un disegno. “Quando l’ho messo online la prima volta, ho aggiunto la frase “Io sono un cartone animato”, che era come dire a chi mi contattava per questioni professionali che per me questo è un luogo dove si gioca”.
Esattamente l’opposto di quel che pensa Michael Wolff, columnist di Vanity Fair, che invece di una sua foto ha voluto la copertina della sua biografia di Rupert Murdoch, titolo The man who owns the news. O la pierre Tiziana Rocca: “Molti sono in maniche di camicia, allora io per essere diversa ho messo una foto in abito da sera, sul tappeto rosso a una serata con George Clooney e Brad Pitt” racconta.
Ma tra i suoi amici c’è Andrea Casiraghi che invece fa una boccaccia al fotografo. O anche Fabio Borghese, fratello di Alessandra, che ha messo un ritratto del suo antenato Marco Antonio Borghese, detto Scopettone per la sua barba: “Era un principe contadino che ha fatto molte opere di bene. Mi ci sento legato e ha un’immagine che intimorisce e respinge chi mi vuole contattare per lavoro”.
Le immagini virtuali si chiamano anche avatar, parola sanscrita che letteralmente significa discesa e ora denota il proprio doppio nella vita online. Ed è così, come un’estensione della propria persona trasformata in marchio, che lo interpretano i politici americani. Per il suo sito ufficiale su Facebook Barack Obama aveva un’immagine di sé in maniche di camicia che ora ha sostituito con una foto più ufficiale incorniciata dalla scritta: “Grazie”. Una volta Hillary Clinton si era voluta sul palco mentre faceva campagna elettorale, adesso ora che diventa segretario di Stato ha scelto una foto in bianco e nero da statista. Il contrario di Mike Huckabee, che nel suo tentativo di ricostruire il Partito repubblicano si presenta mentre suona la chitarra a un concerto rock.
Su internet c’è anche un sito  Facestat.com) dove si può sottoporre la propria foto a una sorta di test di marketing, con dieci sconosciuti che esprimono giudizi sull’immagine, su che età dimostra, su quali valori comunica. Monica Fabris, sociologa e presidente del gruppo Gpf che sta conducendo una ricerca sui network sociali, dice che gli avatar riflettono una scelta di fondo sull’uso dei network sociali: “C’è chi li utilizza per costruire relazioni e chi invece per manipolare la propria identità. Tanto più la foto è naturale, tanto meno si hanno problemi con la propria immagine sociale in un contesto, come quello di Facebook, che permette di stare in relazione costante senza mai mettersi veramente in gioco”.
Ma Sherry Turkle ammonisce: “Tentare un’analisi psicologica generale dei navigatori di internet basandosi sulle immagini che scelgono per rappresentarsi è difficile, ogni caso deve essere esplorato nella sua individualità”.
Anche perché non sempre le immagini presenti su siti sono quelle volute dai proprietari. Per esempio, il sito ufficiale su Facebook di Asia Argento, in cui lei appare con una corona di spine in testa, non è gestito da lei: “Un amico mi aveva messo su Facebook, io non ci sono mai andata e non ho scelto quell’immagine” sostiene lei. Mentre la giornalista Lucia Annunziata sta cercando senza successo da settimane di cancellare una falsa home page di Facebook che ha ingannato persino molti suoi amici, che solo dopo avere chiesto la sua amicizia hanno denunciato la frode.
Perché in certi casi non è l’identità virtuale ma quella rubata che è la più difficile da tutelare nel cyberspazio.

  • redazione
  • Sabato 27 Dicembre 2008

Sono gli Ac-Dc i campioni di vendita in America nel 2008

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  • Tags: Ac-Dc, Elvis-Presley
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Sono gli Ac Dc il gruppo rock che ha venduto più milioni di copie in America lungo il 2008. I rocker australiani hanno piazzato quasi tre milioni e mezzo di copie dei loro cd (il calcolo non riguarda solo l’ultimo disco pubblicato). Qui sotto, trovate la top 20 delle vendite Usa nell’anno che sta per terminare. Sorperendente il dato di Elvis Presley i cui album sono stati acquistati da quasi un milione e mezzo di persone.

1. AC/DC 3.4 milioni di copie
2. Lil Wayne 3.3
3. Taylor Swift 3.2
4. Coldplay 2.5
5. Metallica 2.3
6. Kid Rock 2.2
7. Jonas Brothers 2.1
8. Sugarland 1.9
9. Jack Johnson 1.8
10. Mariah Carey 1.7
11. T.I. 1.6
12. Nickelback 1.5
13. Beyonce 1.4
14. Kenny Chesney 1.4
15. Michael Jackson 1.4
16. Elvis Presley 1.4
17. Beatles 1.4
18. Josh Groban 1.3
19. Journey 1.3
20. Leona Lewis 1.3

AC-DC: Rock’n'Roll Train videoclip

  • gianni.poglio
  • Sabato 27 Dicembre 2008

Concerti: quello che succede, ma non si vede, sul palco

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  • Tags: Musica
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concerti
Cicatrici, ossa rotte e gaffe memorabili: il palco non regala solo applausi, standing ovation e lanci di biancheria intima da parte delle fan. Lo sanno bene le popstar che calcano le scene da anni e lo sanno ancora meglio gli uomini dei loro staff che, finché il concerto non si è concluso, vivono in uno stato di panico da imprevisto. “Perché il palco è come un ring” racconta Ives “The Tiger” Kavanis, da Dallas, un veterano, tatuatissimo, della security da palcoscenico: “In 28 anni ho visto molte star piangere, e non per la commozione…”. Ne sanno qualcosa cinque colleghi canadesi di Mr. Kavanis, addeti alla sicurezza degli Oasis per le due ore dello show di Toronto del 7 settembre 2008. “Un concerto perfetto” racconta Tim Travis, uno dei tanti fotografi presenti “finché nel mezzo di Morning glory non è spuntato dal nulla uno spettatore che ha spinto Noel Gallagher giù dal palco incrinandogli due costole. Noel non era ovviamente pronto all’assalto ed è atterrato come un sacco di patate con la sua chitarra ancora appesa al collo”. E quelli della security? “In tre hanno placcato l’assalitore, mentre gli altri due hanno circondato Liam, il fratello di Noel, che, in piena crisi isterica, cercava di colpire l’invasore a pugni e calci. Dopo mezz’ora lo spettacolo è ripreso, ma ormai l’atmosfera era compromessa”.
Sempre a Toronto è andato in scena il topless involontario di Beyoncé, star formato famiglia e moglie del guru del rap, Jay-Z. In scena, la cantante-attrice ama dimenarsi fino allo sfinimento. Per questo indossa solo abiti mini e pretende un’areazione da tornado con grandi ventole piazzate in prossimità della sua postazione da palco. Ma a Toronto, tirava forse troppo vento, e l’abitino si è sollevato fino alla trachea svelando tutto quello che c’era da vedere. Compreso un topless da primato. Lei si è messa a ridere imbarazzata, il neomarito, presente in sala, molto meno.
Niente sorrisi, invece, per Fergie la sexy-vocalist dei Black Eyed Peas. Per lei, il concerto a San Diego del 2005 è una ferita ancora aperta. “Mi sono fatta la pipì addosso durante un brano in cui indossavo un paio di pantaloni grigio chiaro. Tutti si sono accorti del fattaccio e le foto hanno iniziato a girare in Internet con una didascalia inquietante: “Chiamatela the urinator”. Non penso che supererò mai questo trauma”.
Ustioni di secondo e terzo grado su tutta la parte destra del suo possente fisico. È questo il referto con cui medici di Montreal, in Canada, hanno dimesso dall’ospedale il nerboruto leader dei Metallica, James Hetfield (il primo a sinistra nella foto qui sopra). “Nessuno dei miei tecnici mi aveva avvertito” ricorda il metallaro più famosa del pianeta “che i tubi lanciafiamme erano stati spostati. Ignaro del rischio, me ne stavo a gambe aperte davanti al microfono, con la testa rivolta all’indietro, in attesa di iniziare a cantare uno dei nostri pezzi più famosi: Nothing else matters. A un certo punto, apro gli occhi e intravedo un tizio dello staff che si sbraccia. Un secondo dopo, ero in mezzo all’inferno nel girone dei dannati. Sono entrato in ospedale fumante e puzzolente come un pollo arrosto, Nella parte destra del corpo non c’era più un pelo. La mamma me l’aveva detto che non si scherza mai col fuoco…”.
Niente fiamme, ma uno spavento terribile per Robbie Williams, in Germania. A metà di uno show caldissimo, all’insegna del tutto esaurito, il divo del pop si avvicina al bordo del palco ballando alla sua maniera. Non sa che alle sue spalle sta per arrivare un fan impazzito (o forse, com’è più probabile, un detrattore)… “Stava cantando e danzando allo stesso tempo” racconta uno degli uomini che dovevano sorvegliare il palcoscenico “quando un pazzo gli arriva alle spalle e lo scaglia in mezzo alla folla con una violenza inaudita. Credevo fosse successo qualcosa di terribile. Invece, per miracolo, Robbie s’è rialzato. Era pallido e aveva la nausea, ma, non so come, ha ricominciato a cantare. E ci ha anche scherzato su, dicendo: “grazie, grazie, ma quando voglio avvicinarmi a i fan preferisco farlo da solo””. Sempre su Mr. Williams gira da mesi un racconto a metà tra la farsa e il dramma. In uno dei suoi ultimi tour Robbie faceva l’ingresso in scena a testa in giù appeso per i piedi a una decina di metri d’altezza. Pare che durante le prove generali il cavo si sia bloccato e lui sia rimasto penzolante e infuriato per dieci interminabili minuti.
Ma il re delle popstar “appese a un filo” è e rimane Gene Simmons dei Kiss: “Durante un concerto all’aperto a Roma, a Castel Sant’Angelo, il pezzo forte dello show era il mio “volo” sul pubblico. Peccato che al momento di tornare indietro si sia rotto il braccio della gru. Risultato? Sono rimasto appeso come un idiota per un quarto d’ora a quindici metri da terra, con la gente che rideva a crepapelle. Ma il peggio non era ancora arrivato. Appena atterrato finalmente sul palco, un tecnico con la faccia da cretino mi dice: “Ehi Gene, com’era la vista di Roma da lassù?”.

  • gianni.poglio
  • Venerdì 26 Dicembre 2008

La Bella Addormentata nel Bosco

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  • Tags: cinema in casa
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La Bella Addormentata nel Bosco
Il bacio del risveglio

Il Film
In occasione del suo cinquantesimo anniversario, la Walt Disney Studios Home Entertainment il 15 ottobre ha fatto uscire La Bella Addormentata nel Bosco in DVD e Blu-ray in versione restaurata.
Ispirato alla favola di Charles Perrault, nel 1959, anno della sua uscita, fu il primo film in Technirama 70, e ora nel 2008 è il primo classico Disney presentato in alta definizione. Inoltre, per la prima volta dopo il lancio cinematografico, si potrà rivedere il capolavoro di animazione nella versione originale in formato 2:55.
La trama di questa fiaba senza tempo è ben nota. La principessa Aurora, in culla, è stata maledetta dalla strega Malefica: al compimento del sedicesimo anno, punta da un fuso, sarebbe morta. Per questo viene tenuta nascosta in un bosco dalle tre fate, Flora, Fauna e Serenella, sue madrine di battesimo, ma proprio il giorno fatidico nessuno la sorveglia e la perfida Malefica compie il suo piano. La buona fata Serenella, al momento della sua profezia, aveva però dato in dono alla neonata la possibilità di non morire ma di cadere in un sonno profondo “dal quale si potrà risvegliare solo attraverso il bacio del vero amore”. Ed ecco che il principe Filippo riesce a sconfiggere le forze del male impersonate da Malefica sotto forma di drago fiammeggiante e a congiungersi con la propria amata, risvegliandola dall’incantesimo con un bacio.
La regia del cartoon è di Clyde Geronimi, il regista Disney per eccellenza, con ben nove regie di classici, da Cenerentola (1950) a Alice nel paese delle meraviglie (1951), da Le avventure di Peter Pan (1953)a La carica dei 101 (1961).

La Bella Addormentata nel Bosco
Il soffio del Drago

Il Blu-ray
Il restauro video e l’adattamento delle immagini alle nuove dimensioni per l’alta definizione hanno ridato nuova vita a questo classico Disney che, già di per sé, fu un pioniere di nuove tecnologie. La pellicola originale non era da 35mm come quelle classiche ma ben sì da 70 (Technorama 70). In pratica una sorta di Widescreen che permetteva di sfruttare al meglio l’area di proiezione al cinema. Questa scelta ha richiesto molto tempo per completare La Bella Addormentata nel Bosco, per l’esattezza 6 anni di lavoro (nel 1958 si faceva ben poco affidamento al computer). Proprio negli extra è presente la storia della fatidica scena del ballo nel bosco (Sequenza 8), la più complessa e lunga da realizzare: un secondo di animazione richiedeva otto ore di lavoro. Tornado al Blu-ray Disc, la parte grafica rende molto bene, il tratto dei disegni regge senza sgranare pure su schermi di dimensioni superiori ai 47 pollici. Anche la colonna sonora è stata restaurata e gli effetti speciali (ad esempio: il soffio del drago), sono stati resi più “potenti”. Mentre per l’italiano l’audio è in DTS 5.1 nella versione inglese è stato portato a 7 canali con codifica DTS HD Master Audio 7.1. Nella colonna sonora la digitalizzazione ha ottenuto ottimi risultati ma non si può dire lo stesso dei dialoghi che, pur essendo più puliti rispetto le versioni “standard” mantengono sempre quell’effetto “fruscio” caratteristico dell’audio anni ‘60. I contenuti speciali sono molteplici, per citarne uno in particolare: “Incontro con il Drago” metterà alla prova l’impianto Surround con giochi audio particolari. Per festeggiare i 50 anni è stato creato un secondo disco solo di Extra.
Non è presente la tecnologia BD-Live.

La Bella Addormentata nel BoscoRegia: Clyde Geronimi
Produzione: USA
Genere: Animazione
Durata: 75 minuti
Anno: 1958
Formato Video: Widescreen 16:9; 2.55:1 1080p
Audio: Italiano, Spagnolo, Olandese DTS 5.1; Inglese DTS HD Master Audio 7.1
Contenuti speciali:
Disco 1: Cine Explorer, Incontro con il Drago, Commenti Audio ,Grand Canyon, Curiosità Principesche, La storia di Peter Tchaikowsky, Musica e altro
Disco 2: Un’immagine perfetta, Il Bello del Suono, Eyvind Earle, Inizio Alternativo, Canzoni eliminate, Sequenze storyboard, Gallerie artistiche , Castello de La Bella Addormentata nel bosco, La storia del Castello de La Bella Addormentata nel Bosco, Sequenza 8, Pubblicità, Quattro artisti disegnano un albero, Giochi e attività.
Visto Censura: Film per tutti
Prezzo: 29,90€ BD - 2 dischi
Distribuzione: Buena Vista

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  • santoni e pisati
  • Mercoledì 24 Dicembre 2008

A Natale al cinema con La Duchessa e The Spirit

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  • Tags: Frank-Miller, La-Duchessa, The-Spirit
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The Spirit
The Spirit

LA GALLERY

I film da clima festivo hanno già riempito le sale, con Madagascar 2 in testa che nel week-end del debutto ha realizzato 4,5 milioni di euro, seguito dal cine-panettone di Neri Parenti con Christian De Sica, che ha toccato 3,35 milioni. Ma in questa settimana che entra nel cuore del Natale escono altre due pellicole che possono ambire a conquistare le vacanze italiane, La Duchessa (esce il 24 dicembre), con una eterea e determinata Keira Knightley nei panni di Georgiana Spencer, e The Spirit (esce il 25), la trasposizione dell’omonimo fumetto, firmata Frank Miller.

LEGGI GLI ARTICOLI:
The Spirit, la prima regia in solitaria di Frank Miller
La Duchessa, Keira Knightley è una Lady D del ‘700

  • simona.santoni
  • Mercoledì 24 Dicembre 2008
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