Di Laura Delli Colli
Giubbotto e pistola, solitario, ironico ma non troppo, un po’ donnaiolo, disordinato, trasgressivo quanto basta, non sempre vincente e comunque molto, molto fascinoso: è l’identikit del protagonista ideale della fiction nel 2009. Non un eroe col camice bianco del pronto soccorso, ma un italianissimo commissario non sempre buonista né costretto dal copione a essere simpatico. Così, almeno, lo vogliono i giallisti nazionali e gli autori dei nuovi polizieschi tv, anche in giallo-rosa, pronti o in lavorazione per il 2009.
Tanto per cominciare Carlo Lucarelli che firma una delle prime serie in onda da gennaio: L’ispettore Coliandro (dal 20 su Raidue per quattro settimane), con Giampaolo Morelli che, al secondo ciclo di episodi, è un cult per il pubblico di Raidue.
Ma anche lo sceneggiatore Alberto Simone, che ha ideato (e prodotto con Roberta Manfredi) Il commissario Manara (dall’8 su Raiuno in 12 episodi) con Guido Caprino, popolarissimo nella fiction rosa, ora al debutto nel poliziesco.
Trasgressivi e controcorrente, Coliandro e Manara si annunciano come i più giovani e nuovi del genere. Piace soprattutto ai ragazzi, lettori e telespettatori di Carlo Lucarelli (in Blu notte su Raitre), L’ispettore Coliandro, che più degli altri dissacra il genere: antieroe, perdente, volgare e a volte perfino razzista, è, per esplicita ammissione dei suoi inventori (con Lucarelli i registi fratelli, i Manetti Bros), “un autentico mix tra il mitico Callaghan di Clint Eastwood e il più casereccio Monnezza di Tomas Milian”. “Uno che rompe gli schemi” lo ha definito entusiasta il direttore di Raidue, Antonio Marano, sorpreso per primo del debutto col 13 per cento di share in pieno agosto: proprio quel poliziotto con gli occhiali Ray-Ban vintage, che non ingrana con le donne e ha una vita caotica, ha segnato un gol, per il genere, da autentico centravanti dell’ascolto.
Avrà la stessa sorte il Manara di Guido Caprino? Con i 12 episodi in arrivo su Raiuno è il più nuovo di tutti. Diretto da un giovane talento cinematografico, Davide Marengo, alla prima fiction importante, è un altro solitario col giubbotto di pelle da motociclista: bello è bello, infatti il suo protagonista, Caprino, ha successo con le telespettatrici (è il Dottor G, ginecologo sciupafemmine di lusso di Amiche mie). Ma dalla sua, dice l’autore, “non ha solo il fascino che finisce regolarmente per metterlo nei guai. Giovane e un po’ troppo solitario, gioca le sue partite con qualche difficoltà di fare squadra, non sopporta le regole e ignora troppo spesso le procedure”.
Per questo è stato inviato in punizione in un piccolo commissariato di provincia. E, a parte la complicità con un medico legale e un ispettore (entrambe donne), è uno che si muove come la sua generazione: moto e Playstation, suona il sax nel tempo libero. Figlio dei suoi trent’anni, insomma.
Proprio come il popolarissimo e giovane commissario capo del Decimo Tuscolano, ancora una volta Simone Corrente (che lì è nato e ha fatto carriera lungo 12 capitoli della storia), a gennaio di nuovo sul set per la tredicesima serie di Distretto di Polizia di Canale 5.
O Lorenzo Fabbri, l’ispettore col cane della serie italiana di Rex, che torna su Raiuno ai primi di febbraio con dieci nuovi episodi e rilancia le storie e i misteri romani di un detective solitario che, in fondo, socializza più col suo animale che con i colleghi della squadra.
Il bel Lorenzo ha ancora una volta il fascino un po’ stropicciato di Kaspar Capparoni, quest’anno diviso, nei telefilm, tra il ruolo dell’ispettore Fabbri di Rex e la parte, assai più scomoda, del marito medico di Lisa Milani. Cioè l’unica donna, interpretata da Lucrezia Lante della Rovere, commissario e madre, protagonista della nuova serie di Donna detective, sul set a gennaio di nuovo con la regia di Cinzia Th Torrini.
Oltre alla generazione dei trenta-quarantenni, i Colombo all’italiana annoverano almeno due campioni d’ascolto: il commissario Federico Vivaldi di Lando Buzzanca (con i sei nuovi episodi di Mio figlio a primavera su Raiuno) e Franco Soneri, il commissario di Luca Barbareschi, di nuovo sul set con Nebbie e delitti per Raidue (anche se la terza serie è stata al centro di polemiche in Viale Mazzini, essendo il suo protagonista eletto in Parlamento).
Dinamica di confronto padre-figlio nella serie con Buzzanca (che indaga a Trieste insieme al figlio omosessuale, poliziotto come lui). Solitudine nelle brume della provincia ferrarese per Soneri che in Nebbie e delitti prepara per Raidue un ritorno in grande stile. Ombroso e scostante come un lupo solitario, è il detective nordico più popolare del genere. E, guarda caso, anche lui nasce dai romanzi di un giallista, Valerio Varesi, al quale il successo tv di Barbareschi ha davvero portato fama e fortuna.
- Sabato 3 Gennaio 2009









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