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Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook
Sì alle fotografie che mostrano l’allattamento dei bambini, ma soltanto se il seno non è interamente visibile: è la scelta di Facebook, il social network che nel 2007 ha espulso una madre, Kelli Roman, per aver pubblicato la sua immagine durante una poppata del figlio. La risposta è arrivata, ma dopo mesi di protesta e la nascita di un gruppo, “Hey Facebook, breastfeeding is not obscene”. “L’allattamento è un atto naturale e bellissimo” ha spiegato il portavoce di Facebook Barry Schnitt al New York Times, ma “le foto che contengono un seno visibile per intero (fully exposed) violano i termini (del contratto, sottoscritto dagli utenti durante la registrazione, ndr) e possono essere rimosse”.
Eppure ritrovarsi esuli da Facebook non è difficile. Come non è complicato rientrare. Aldo Nove, scrittore, è già stato bandito tre volte dal social newtork, ma ogni volta è ritornato con un nuovo profilo. Una sorte toccata anche al giornalista Daniele Biacchessi. Quando invece Matteo Salvini della Lega Nord è stato espulso da Facebook ha deciso di proporre un’interrogazione parlamentare a Montecitorio: il suo profilo è stato riattivato in poche ore. In nessun caso, però, il social network ha fornito spiegazioni sui motivi dell’esclusione. Anche perché è difficilissimo contattarne i responsabili: i giornalisti di Striscia la notizia sono arrivati fino a Londra, ma non hanno scoperto nulla.
Facebook, però, non è altrettanto vigile con i gruppi “anomali”. Anche quando sostengono esponenti della criminalità organizzata. Sono 5mila i fan di “Riina, il vero capo dei capi“. E settecento sono iscritti al “Bernardo Provenzano fan club“. L’Italia è già finita nel mirino dell’Unione europea per i gruppi xenofobi ostili all’etnia rom: sono stati cancellati in pochi giorni, ma già altri hanno preso il loro posto.
Un circolo vizioso? Non proprio. I membri di Facebook possono segnalare i gruppi “offensivi” cliccando su un link in basso a sinistra in ogni pagina (”Report group”). L’avviso arriva ai responsabili del social network. I tempi non sono brevi, ma funziona. Come ha dimostrato il caso di “Noz Zica Srebrenica”: alcuni serbi esaltavano la memoria del massacro di Srebrenica in cui morirono ottomila civili musulmani. Una mobilitazione internazionale partita da Facebook ha portato alla chiusura del gruppo.
Striscia la notizia indaga su Facebook
- Lunedì 5 Gennaio 2009









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Il 14 Luglio 2010 alle 7:45 Notizie dai blog su Facebook/Designer newyorkese rivendica 84% della società ha scritto:
[...] Facebook, spopolano i Riina e Provenzano fan club. Ma è censura sui décolleté Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook Sì alle fotografie che mostrano l’allattamento dei bambini, ma soltanto se il seno non è interamente visibile: è la scelta di Facebook, il social network che nel 2007 ha espulso una madre, Kelli Roman, per aver pubblicato la sua immagine durante una poppata del figlio. blog: canale cultura e società | leggi l’articolo [...]
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