Nicole Kidman, nelle vesti severe e abbottonate dell’aristocratica inglese Lady Sarah Ashley, tocca il suolo australiano e già è facile immaginare il prevedibile esito del film. Ad accogliere la nobildonna schizzinosa e turbata dal mondo rude che si trova di fronte, c’è il mandriano scontroso e ovviamente bello interpretato da Hugh Jackman, quello che un po’ tutte le pubblicizzazioni della pellicola si sforzano di far passare come un sex symbol irresistibile, con uno charme alla Clark Gable di Via col vento.
Ma ciò che Australia, che dal 16 gennaio arriva nelle sale italiane, ha più in comune con l’indimenticabile melodramma di Victor Fleming, a cui il regista Baz Luhrmann ha fatto spesso riferimento, è più che altro la lunghezza, seppur anche in questo inferiore. L’autore di Moulin Rouge e Romeo + Giulietta si è “accontentato” di due ore e trentacinque durante le quali i lieto fine si rincorrono, sostenuti da una trama melensa, avida di racchiudere di tutto e di più rischiando perciò di trasmettere niente. In Australia ci sono proprietari di ranch in lotta per vendere bestiame all’esercito, la signora snob londinese che si improvvisa guardiana di vacche e lotta contro il monopolio e la slealtà del re della carne Carney (Bryan Brown), la storia d’amore da romanzo Harmony tra una lei e un lui apparentemente così diversi, la seconda guerra mondiale e il bombardamento giapponese su Darwin, la cultura aborigena e la sua sottomissione. E c’è anche un tema forte, rappresentato dal bambino mezzosangue Nullah (Brandon Walters), quello delle “generazioni rubate”, i figli di donne aborigene e uomini caucasici (spesso frutti di violenze) che fino agli anni ‘70 venivano allontanati dalle madri e affidati a missioni religiose o istituzioni statali perché venissero salvati e privati di ogni traccia di cultura aborigena. Eppure anche questo contenuto potente non riesce a salvare il lungometraggio.
Davanti a un kolossal zoppicante e noioso, quasi ci si dimentica dei bei paesaggi sconfinati australiani. Le riprese principali sono state effettuate nella Strickland House di Vaucluse, nel Nuovo Galles del Sud. Sulle spiagge di Bowen, nel Queensland, è stato invece costruito uno dei set più imponenti del film (da 20mila mq): la città di Darwin negli anni ‘30. Nella remota regione orientale del Kimberley in Australia Occidentale è stata realizzata Faraway Downs, la cadente dimora di Sarah-Kidman all’interno della vasta proprietà situata in un territorio selvaggio e inospitale.
Il trailer da YouTube:
LEGGI ANCHE: Hugh Jackman, un macho da meditazione
- Venerdì 16 Gennaio 2009









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Commenti
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Il 16 Gennaio 2009 alle 19:36 Al cinema con Australia e uno Jules Verne in 3D » Panorama.it - Cultura e societa ha scritto:
[...] LEGGI GLI ARTICOLI: Tony Manero, il Cile che sogna la febbre del sabato sera Viaggio al centro della Terra 3D, con gli occhialetti e le risa dei bambini Australia: lui, lei, i paesaggi sconfinati… e la noia [...]
Il 17 Gennaio 2009 alle 17:45 alexanderomanov ha scritto:
Credo che questo film sia semplicemente bellissimo; Nicole Kidman recita la sua parte sempre perfetta e non stanca mai. La fotografia è curatissima, i paesaggi da togliere il fiato magistralmente ripresi dal regista. La storia è una versione di via col vento dove alla scoperta di un nuovo mondo si aggiunge la guerra ed un amore imprevisto. Ottimo tutto il cast, specialmente il ragazzo che intrepreta il ruolo di Nullah, da sottolineare anche l’interpretazione di un ottimo cattivo di turno. Trovo il film molto bello, adatto ad un pubblico vasto dato che unisce più generi: film d’avventura, storia d’amore raccontando anche temi scomodi come quella delle generazioni perdute; credo che chi abbia scritto questo articolo non abbia visto bene il film e la sua splendida fotografia! entra decisamente nella mia top ten! Andate a vederlo lascia senza fiato.
Alessander
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