“Comunemente si tende ad associare l’immagine dell’Olocausto con il concetto di persecuzione e oppressione. Tuttavia è molto di più di questo, perché bisogna capire che esiste una differenza tra passività e impotenza e bisogna comprendere che l’impulso a resistere era stato sempre presente”. Le parole sono di Edward Zwick e quanto esprimono è alla base del suo ultimo film Defiance - I giorni del coraggio, dal 23 gennaio nelle sale italiane.
Il regista di Blood Diamond e L’ultimo samurai questa volta ci trasporta nella seconda Guerra mondiale, ispirandosi a una storia vera narrata dal libro Defiance – Gli Ebrei Che Sfidarono Hitler di Nechama Tec.
Nell’estate del 1941 l’armata di Hitler aveva iniziato la sua campagna di conquista. Di lì a poco l’Europa sarebbe stata sopraffatta dalla sua potenza con la condanna a morte per milioni di persone. Ma per i tre fratelli Tuvas, Zus e Asael Bielski, giovani agricoltori ebrei dell’entroterra bielorusso – interpretati da Daniel Craig, Liev Schreiber e Jamie Bell – , divenne qualcosa di diverso. Sfuggiti alla morte, i tre trovarono rifugio in un fitto bosco in terra polacca che conoscevano fin dall’infanzia. Qui iniziò la loro disperata e impossibile impresa di resistenza contro le truppe naziste. La notizia della loro strenue lotta da semplice sussurro esplose con audacia e si diffuse tanto da far giungere molti altri ad unirsi alla loro battaglia, uomini e donne, giovani e vecchi disposti a rischiare tutto anche per un singolo momento di libertà.
Finita la guerra, la storia dei fratelli Bielski si disperse. Tuvia e Zus si trasferirono prima in Israele e in seguito a New York dove vissero pacificamente un’ordinaria vita americana come tassista (Tuvia) e camionista (Zus). Non amavano molto parlare del passato nemmeno con i loro bambini, anche se molti sopravvissuti iniziarono a raccontare la storia di come i fratelli li salvarono durante la grande guerra. Sulia Rubin, eternamente grata ai fratelli Bielski per averla accolta nella loro comunità, raccontò al New York Times in un’intervista del 2000: “Non sarei mai sopravvissuta senza i Bielski”. Solo dopo la morte di Tuvia nel 1987 i ricercatori iniziarono a rispolverare la storia dei fratelli. La più illustre tra questi storici fu Nechama Tec, professoressa di sociologia presso l’Università di Stamford nel Connecticut, che nel 1993 pubblicò il libro da cui è tratto il film.
Il trailer da YouTube:
- Venerdì 23 Gennaio 2009









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