
“È una figura shakespeariana, un paradosso di forza e debolezza”, per questo, secondo il regista Ron Howard, l’ex presidente americano Richard Nixon affascina ancora Hollywood. E lo dimostrano le cinque nomination agli Oscar che ha ricevuto il suo film Frost/Nixon - Il duello, tra cui quelle come miglior attore per il Nixon di Frank Langella, miglior film e migliore sceneggiatura.
Il Nixon dalle gote rilassate di Langella è un personaggio tragico, che è schiacciato dalle sue stesse debolezze. Dopo tre anni di silenzio seguiti alle sue dimissioni per il Watergate, nel 1977 l’ex condottiero dai nervi d’acciaio e dalla grande arguzia, accettò di concedere un’intervista tv esclusiva sulla sua presidenza e sullo scandalo. 600 mila dollari a convincerlo e soprattutto la speranza di riabilitare la sua persona, una possibilità che sembrava per lui certezza visto il contendente che avrebbe trovato di fronte, David Frost, interpretato da Michael Sheen, uno showman inglese tutto glamour più famoso per le sue avventure galanti che per l’ardore giornalistico.
Furono concordate quattro serate, e oltre 45 milioni di spettatori restarono incollati davanti ai teleschermi per assistere all’avvincente confronto verbale tra Nixon e Frost, due uomini con una reputazione da difendere e la consapevolezza di poter soltanto vincere o perdere, ma non pareggiare. Le prime tre serate scorrono dalla parte di Nixon, intelligente, astuto e soggiogante. Ma nel quarto incontro Frost attacca il 37esimo presidente Usa, i suoi non erano errori ma illeciti e abuso di potere, e arriva la tacita ammissione di colpa.
Il film di Howard, che esce nelle sale italiane il 6 febbraio, documenta tutta la l’organizzazione per giungere a questo colpo di scena finale, in un crescere di attesa e tensione: la lunga e attenta preparazione dell’intervista, lo studiarsi a vicenda tipico di due giocatori di scacchi o due pugili, la pianificazione di una strategia… Non per niente Peter Morgan, che è autore della pièce teatrale da cui è tratta la pellicola e anche della sceneggiatura, aveva concepito l’intervista come “due gladiatori in un’arena, le cui armi sono solo le parole e le idee”.
Nello spettacolo di Broadway nei panni di Frost e Nixon c’erano gli stessi Sheen (il Tony Blair di The Queen) e Langella, e questi si aggiudicò un Tony Award per la sua interpretazione. Che sia di buon auspicio per l’Oscar?
Intanto Frost oggi, l’unico dei due antagonisti ancora in vita, ha settant’anni ed è sir David Frost, baronetto britannico. E al Times ha detto: “Quello che ha realizzato Ron Howard non è spettacolare. Non ha fatto niente di simile, tipo piazzare una scena nel bel mezzo di un campo di football, ma ha aperto alle emozioni. Ha fatto un lavoro fantastico”.
Panorama.it presenta due clip di Frost/Nixon - Il duello. In anteprima un teso dialogo tra Nixon-Langella e Frost-Sheen prima dell’intervista:
Lo staff di Frost-Sheen si prepara al faccia a faccia:
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- Giovedì 29 Gennaio 2009









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