Gli occhi sono incorniciati da una montatura esile e sopra a intrappolare il viso c’è il cappellino dell’ordine. Ma pur repressa in una divisa nera che contiene forme ed emozioni, esce fuori tutta la forza espressiva di Meryl Streep nei panni di sorella Aloysius Beauvier, in ogni ruga accennata, in ogni piega dello sguardo severo, nelle mani contenute ma nervose che emergono dalle maniche larghe.
Il film Il dubbio di John Patrick Shanley è tratto dalla sua omonima opera teatrale, e anche qui tutta la sua potenza poggia sulla capacità recitativa degli attori, che felicemente trova esecuzioni salde e vibranti. Prima fra tutte quella della Streep, preside con il pugno di ferro della scuola St. Nicholas, nel Bronx. Ma anche quelle di Philip Seymour Hoffman, il carismatico Padre Flynn che cerca di allentare i rigidi costumi della scuola, di Amy Adams, giovane suora piena di speranza, quella di Viola Adams, la mamma dell’alunno di colore - il primo accettato dall’istituto - su cui cadono le attenzioni del sacerdote.
Sono proprio queste premure affettuose a far calare il sospetto su Padre Flynn, facendo alzare Sorella Aloysius a una vera crociata, che la porta a muoversi risoluta e senza uno straccio di prova basandosi solo sul sospetto e sulla sua sicurezza morale, incurante delle possibili devastanti conseguenze. Battagliera decisa in un’epoca definita dalle condanne morali, non combatte solo contro il prete anticonformista ma contro le forze del cambiamento che le aleggiano attorno. La sua lotta ostinata e senza remore farebbe pensare che in lei non regni il dubbio…
Per questa interpretazione Meryl Streep ha guadagnato una nomination agli Oscar come migliore attrice. E per capire la forza interpretativa del cast basti pensare che sono candidati, come non protagonisti, anche Seymour Hoffman, la Adams e la Davis (il film è in lizza agli Academy Awards anche per la migliore sceneggiatura).
L’incertezza regna nell’aria per tutta la pellicola attorno al mistero provocatorio che sembra sorgere dal nulla, fino al potente finale. Lo spettacolo teatrale, che ora è proposto in Italia diretto da Sergio Castellitto e con Stefano Accorsi, ha vinto il Premio Pulitzer nel 2005. E il film conserva il fascino da palcoscenico, rimanendo forse più da Broadway che da grande schermo. Shanley, comunque, che sia a teatro o sia al cinema, in maniera drammatica spinge a riflettere sulle convinzioni personali così radicate e al contempo così precarie, terreno molle su cui affondare. E ci regala, una volta di più, una strepitosa Meryl Streep, dal 30 gennaio nelle sale cinematografiche italiane.
Il trailer da YouTube:
- Venerdì 30 Gennaio 2009









IL MEGLIO DEI 2011
Tutto su Belen Rodriguez
I calendari 2012
Le gallery più hot e cliccate su Panorama.it


Talent show: le 10 star internazionali più amate su Facebook
Musica, le gallery più cliccate: Jennifer Lopez e Noemi in testa, e ci sono sorprese
Adele: una voce (indipendente) che ha conquistato il mondo
Esclusione a Miss Italia 2011? Ma le vincitrici sono le più sexy...
Televisione, le gallery più cliccate: le mamme Juliana Moreira e Alessia Marcuzzi battono tutti








Le ragazze di Periscopio
Le foto più belle, settimana dopo settimana
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 30 Gennaio 2009 alle 19:34 Al cinema con due lady da Oscar e un Cruise nazista » Panorama.it - Cultura e societa ha scritto:
[...] LEGGI GLI ARTICOLI: Operazione Valchiria, Tom Cruise è l’uomo che voleva uccidere Hitler Revolutionary Road, il ritratto spietato di un matrimonio in panne Il dubbio, una severa e magnifica Mery Streep porta Broadway al cinema [...]
Il 7 Agosto 2009 alle 9:55 Poco sexy per La mia Africa? E Mery Streep riempì il reggiseno di carta assorbente » Panorama.it - Cultura e societa ha scritto:
[...] La adoro. Mi basta ricordarla in salopette che salta sul letto alzando le gambe a mo’ di ginnasta sulle note degli Abba per farmi venire il buonumore. E per far strabordare in me un’infinita ammirazione. E se non è Mamma mia!, qualsiasi film in cui compare assume un valore speciale semplicemente per la sua presenza: Il dubbio, Il diavolo veste Prada, La casa degli spiriti, l’indimenticabile magnifico The hours… Lo so, è facile, Meryl Streep non si può non amare. E saremo in tanti ad aspettare Julie & Julia, la sua prossima pellicola che chiuderà il Festival del film di Roma. Meryl è brava anzi magistrale, è grintosa anzi energia pura, è affascinante anche a sessant’anni, anzi, sexy. E come dice la blogger americana Dorothy Snarker, “un mondo in cui Meryl Streep non è abbastanza sexy è un mondo in cui non voglio vivere”. Ma… c’è un ma. Ma è possibile che un regista come Sidney Pollack non abbia saputo vedere in una giovane Meryl tutto questo? Ebbene sì. Per Pollack la Streep, trentaseienne, non era abbastanza sexy per La mia Africa. Lo ha rivelato l’attrice nei giorni scorsi a “The Tonight Show with Conan O’Brien“. “Avevo fatto i provini per La mia Africa, avevo già fatto qualche film ma non ero abbastanza famosa per ottenere questa grande parte. Pollack comunicò al mio agente che non ero abbastanza sexy per il ruolo di Isak Dinesen, la scrittrice danese… che aveva 50 anni quando ha pubblicato il suo primo libro”. E intanto Meryl se la ride. Non sufficientemente sexy per interpretare una scrittrice?! Ma la divina non si è data per vinta, illuminata da un lampo di genio: ha comprato un nuovo vestitino, largo sulle spalle, e infilato una quantità di carta assorbente sotto il reggiseno. Più formosa, il bluff funzionò. “Yeah! Ho avuto la parte”. Cosa non deve fare un’attrice per convincere anche i più lungimiranti registi a osservarla per la sua bravura, al di là di bellezza e forme provocanti? E chissà quante Meryl Streep, che non hanno avuto la trovata del reggiseno imbottito, vagano senza parti gratificanti per le sale di casting di Hollywood… Cesare Cesaroni direbbe: “Che amarezza”. [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.