Compensi e proteste gay continuano ad appesantire l’atmosfera del Festival di Sanremo e invece di placarsi si impennano le polemiche a un giorno dall’apertura della kermesse. Arriva anche un esposto del Codacons che chiede il sequestro dei contratti stipulati dalla Rai con Paolo Bonolis e Roberto Benigni. Bonolis, sul quale pesa la responsabilità del rilancio del Festival, appare un po’ amareggiato del fatto che si discuta ancora del suo contratto di 1 milione di euro e definisce “sterili” le polemiche “messe in atto da chi cerca di gettare ombre sulla luminosità del Festival”. “Ci sono persone che” sottolinea “si adoperano per il Festival e altre che adoperano il Festival. Parlano di compensi che sono simili a quelli delle edizioni passate, che riguardano il lavoro di un anno. È una polemica strumentale”. Lui resta l’unico conduttore del quale Fabrizio Del Noce si fidi: “l’affidabilità che mi dà Bonolis è superiore a quella di qualsiasi altro conduttore”. Bonolis è pronto a fare tutto “il possibile perché sia un bel Festival, poi se è crisi, è crisi” dice per stemperare la tensione.
Le polemiche, che lo stesso Del Noce definisce “pretestuose”, hanno sempre accompagnato il Festival ma quest’anno hanno davvero assunto toni più pesanti. L’ultima miccia è l’esposto che il Codacons ha inviato oggi alle Procure della Repubblica di Sanremo e di Roma e alla Corte dei Conti. Mentre il milione di euro a Bonolis è ormai assodato, ciò che non è chiaro, invece, è il compenso riconosciuto dalla Rai a Roberto Benigni. “Abbiamo chiesto oggi alle Procure di Roma e Sanremo e alla Corte dei Conti di acquisire e analizzare tutte le clausole contenute nei contratti dei due artisti e relativi al Festival” afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi “al fine di verificare se possano essere configurabili o meno sprechi di risorse pubbliche a danno della collettivita”.
Monta anche la protesta gay con l’arrivo domani dell’Arcigay a Sanremo con una manifestazione anti-Povia prevista la sera davanti all’Ariston. “Tra gli eterosessuali e gli omosessuali, così come tra i vegetariani e i carnivori, ci sono le persone carine ma anche gli str….. e comunque la manifestazione, se non è aggressiva, va benissimo”. Un po’ irritato del polverone che ha sollevato la canzone Luca era gay di Povia, il conduttore di Sanremo 59 incalza: “se fosse stata offensiva non avrebbe partecipato al mio Festival. La canzone di Povia non si schiera né da una parte né dall’altra ma racconta una storia, ascoltata in treno: quella di una persona che parte omosessuale e diventa eterosessuale. Non viene considerata positiva perché uno trova la felicità diventando eterosesuale ma la felicità ha molte strade, una è quella che racconta Povia”. Il cantante, in un’intervista a Tv Sorrisi e Canzoni, non sembra preoccupato dell’arrivo dei manifestanti di Arcigay e dice: “Non me ne frega niente, ognuno è libero di fare quello che vuole”.
- Martedì 17 Febbraio 2009









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