Dal teatro al cinema, raddoppiando il numero delle attrici con la crème del parterre italiano. Due partite, commedia dolce-amara scritta per il palcoscenico da Cristina Comencini, dopo il successo riscosso in tante platee d’Italia, passa al grande schermo, diretta da Enzo Monteleone. E non poteva che arrivare nelle sale il 6 marzo, a ridosso della Festa della donna.
Pellicola tutta sul mondo femminile, aperta su due diversi spaccati di donne, in due epoche diverse, ritrova Isabella Ferrari, Marina Massironi, Margherita Buy e Valeria Milillo, che avevano animato anche la pièce teatrale, ma questa volta a loro si aggiungono Carolina Crescentini, Paola Cortellesi, Claudia Pandolfi e Alba Rohrwacher.
Anni Sessanta: quattro amiche si ritrovano a giocare a carte a casa di una di loro, come tutti i giovedì. E intanto si raccontano amori, tradimenti, teorizzano sulla maternità e sul matrimonio, litigano e si consolano, con cinismo e complicità, talvolta con leggerezza che cela un malumore di sottofondo, in un periodo storico dove il ruolo femminile è prevalentemente quello di moglie e madre, spesso infelice in silenzio. Ci sono la sognatrice Beatrice (Ferrari), la spigolosa Sofia che aspira a un’emancipazione della donna (Cortellesi), la tradizionalista Claudia che si finge contenta ma non lo è (Massironi), la pianista di talento, Gabriella (Buy), che rinuncia alla sua passione per dare spazio al marito.
Passano trent’anni. 1996. A ritrovarsi nello stesso appartamento dove le madri giocavano a carte ora sono le figlie: Giulia (Rohrwacher), figlia di Beatrice, confusa e arrabbiata, Rossana (Pandolfi); figlia di Sofia, che ha ereditato la durezza della madre; Cecilia (Milillo), figlia di Claudia, in piena ossessione di maternità; Sara (Crescentini), che è diventata la famosa pianista che sua madre non è potuta diventare. Ma alla fine del secondo millennio, le aspirazioni delle quattro giovani sono diverse da quelle delle genitrici. Il femminismo ha portato a tante conquiste e la carriera e l’emancipazione non sono più aspirazioni ma concretezze. “Noi facciamo quello che vogliamo, loro al massimo potevano scegliere il nome dei figli” dice la Rossana della Pandolfi, in un paragone con le mamme. L’identità femminile, però, in fondo sembra inalterata.
Intanto alle musiche di Giuliano Taviani si alternano canzoni storiche come Se telefonando e È l’uomo per me.
A volere un uomo a dirigere un film di solo donne, che rimane comunque molto teatrale e un po’ didascalico, è stata la stessa ideatrice della piece, la Comencini. E il regista prescelto, Monteleone, dichiara: “Non ho voluto introdurre elementi esterni al testo. E soprattutto non ho voluto inserire personaggi maschili perché non volevo andare verso una specie di Sex in the City. Ovviamente ho dovuto fare alcune modifiche tecniche. In particolare ho avuto la necessità di far sì che le due generazioni fossero interpretate da attrici diverse, a differenza di quello che avveniva sul palcoscenico. Il cinema, infatti, ha bisogno di maggiore credibilità”.
Il trailer di Due Partite da YouTube:
- Venerdì 6 Marzo 2009









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Il 6 Marzo 2009 alle 19:21 Al cinema con The Wrestler e le otto magnifiche donne di Due partite » Panorama.it - Cultura e societa ha scritto:
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Il 6 Marzo 2009 alle 19:25 Al cinema con The Wrestler e le otto magnifiche donne di Due partite | Greg Notizie - AgGREGgatore ha scritto:
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Il 17 Marzo 2009 alle 19:48 Aria, Roberto Herlitzka è un transessuale: “Mi attrae quello che è complesso e ambiguo” » Panorama.it - Cultura e societa ha scritto:
[...] Giovani registi o colleghi attori italiani di cui ammira il lavoro? Non vado molto al cinema, però ho visto delle belle cose. Ultimamente ho visto Due partite e ho apprezzato molto le otto interpreti, sia le più giovani che le più esperte (Carolina Crescentini, Claudia Pandolfi, Valeria Milillo, Alba Rohrwacher e Margherita Buy, Isabella Ferrari, Marina Massironi, Paola Cortellesi, ndr). Ce ne sono di bravi artisti, soprattutto nel cinema. In tv, nelle fiction, sembra invece che debbano disimparare a recitare: hanno un modo di mangiarsi le parole che credono più spontaneo e invece non lo è… ma la colpa lì è dei registi. [...]
Il 18 Marzo 2009 alle 11:56 Cinema.”Aria”, Roberto Herlitzka è un transessuale: “Mi attrae quello che è complesso e ambiguo”. | Tre venezie ha scritto:
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Il 18 Marzo 2009 alle 12:00 Cinema.”Aria”, Roberto Herlitzka è un transessuale: “Mi attrae quello che è complesso e ambiguo”. | Milano ha scritto:
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Il 18 Marzo 2009 alle 12:04 Cinema.”Aria”, Roberto Herlitzka è un transessuale: “Mi attrae quello che è complesso e ambiguo”. | Firenze ha scritto:
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Il 18 Marzo 2009 alle 12:07 Cinema.”Aria”, Roberto Herlitzka è un transessuale: “Mi attrae quello che è complesso e ambiguo”. | Roma ha scritto:
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Il 18 Marzo 2009 alle 12:12 Cinema.”Aria”, Roberto Herlitzka è un transessuale: “Mi attrae quello che è complesso e ambiguo”.. | Torino ha scritto:
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Il 18 Marzo 2009 alle 12:15 Cinema.”Aria”, Roberto Herlitzka è un transessuale: “Mi attrae quello che è complesso e ambiguo”. | Genova ha scritto:
[...] Giovani registi o colleghi attori italiani di cui ammira il lavoro? Non vado molto al cinema, però ho visto delle belle cose. Ultimamente ho visto Due partite e ho apprezzato molto le otto interpreti, sia le più giovani che le più esperte (Carolina Crescentini, Claudia Pandolfi, Valeria Milillo, Alba Rohrwacher e Margherita Buy, Isabella Ferrari, Marina Massironi, Paola Cortellesi, ndr). Ce ne sono di bravi artisti, soprattutto nel cinema. In tv, nelle fiction, sembra invece che debbano disimparare a recitare: hanno un modo di mangiarsi le parole che credono più spontaneo e invece non lo è… ma la colpa lì è dei registi. [...]
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