“La felicità ha molte facce. Viaggiare, probabilmente, è una di queste. Affidi i fiori a chi sappia badarvi, e incominci. O ricominci. Nessun viaggio è definitivo”: le parole sono di José Saramago, e ci possono fare da guida in questa mostra a Ravenna dedicata all’Artista viaggiatore da Gaugin a Klee, da Matisse a Ontani ( Mar Ravenna - Fino al 21 giugno).
All’ingresso della rassegna sfilano modelli di galeoni, globi terrestri e celesti settecenteschi, il viaggiatore mitico per eccellenza, Ulisse, in un olio di De Chirico la Boite en valise di Marcel Duchamp, per sottolineare che non si viaggia senza valigie e un artista porta con sé, come bagaglio a mano, il proprio museo tascabile, nella Boite ecco che emergono le riproduzioni miniaturizzate dei lavori duchampiani.
Questo è il filo d’Arianna della rassegna curata da Claudio Spadoni e Tulliola Sparagni (il catalogo è di Silvana Editoriale). La rassegna è articolata in quattro sezioni, in cui si sviluppa un periplo fra quattro continenti : Asia, Africa, Americhe e Oceania, e ci fa comprendere quanto questi artisti-viaggiatori si siano allontanati nella creazione pittorica dagli “antichi parapetti dei Europa” secondo le parole di Arthur Rimbaud nel suo Battello ebbro. Sono l’ebbrezza luminosa e i bagni cromatici dai toni intensissimi eppure caldi e violetti a rinnovare la pittura ottocentesca insieme al fascino indiscreto dell’ erotismo innocente delle popolazioni primitive: nasce il fenomeno dell’esotismo, dell’orientalismo; subito il pensiero corre alla Tahiti di Paul Gauguin, di cui varie sono le opere in mostra dalla Donna tahitiana (1898) alle xilografie Te Faruru (Qui si fa l’amore) e Noa Noa (1893-94) dove, nel mito d’una terra libera, l’esotismo si fa strada nelle larghe e ambrate carni pacificate delle donne di Papeete creando un sogno succoso e sgargiante. Questi luoghi si travestono subito di magie e da spazi fisici scivolano in spazi magici di speziate evasioni.
Nella prima sezione della mostra, quella africana, i quadri di Ippolito Caffi, Egitto. Riposo di una carovana, Egitto. Boolak al Cairo, Il Cairo. Palazzo del Pascià, tutti del 1844, creano il fascino della terra dei Faraoni, dai colori accecanti e dagli ori di sabbie spostate dal Simun. Anche Stefano Ussi e Roberto Guastalla sono i pellegrini pittorici di questi climi e paesaggi africani dove i tratti epici delle figure e dei luoghi superano il racconto realistico. Galileo Chini, agli inizi del Novecento chiamato in Siam dal Re Rama V, crea alla sua corte uno stile sospeso fra art nouveau e simbolismo. Poi avviene un mutamento: quando Matisse si tuffa nelle lagune polinesiane galleggiando sulla superficie fra le “bande di pesci blu, gialli, zebrati di nero”, ne nascono estasiate stilizzazioni di azzurri e verdi.I tratti spigolosi delle facce negre di Nolde non concedono nulla all’orientalismo, come la rarefazione dei disegni africani di Paul Klee o i deserti algerini di Dubuffet degli anni ‘50. Non mancano i viaggi degli anni Settanta di Schifano e quelli di Alighiero Boetti e infine l’Oriente onirico di Luigi Ontani , dove idoli dalle lacche sgargianti richiamano in una moderna sgrammaticata maccheronea disneyana i sogni di esplorazione dell’infanzia, e questa paccottiglia colorata analoga agli specchietti e perline che Cristoforo Colombo dava agli Indios , ci inganna di un surplus di fascino, ridà senso alle atmosfere lontane.
- Domenica 22 Marzo 2009









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Commenti
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Il 18 Aprile 2009 alle 23:57 L’artista viaggiatore ha scritto:
[...] Katia Tura mi segnala una mostra da non perdere a Ravenna, grazie Katia! Il Museo d’Arte della città ospita fino al 21 giugno L’Artista Viaggiatore. Da Gauguin a Klee, da Matisse a Ontani, una mostra tra i percorsi di alcuni degli artisti che hanno viaggiato e vissuto fuori dall’Europa: dal realismo ottocentesco al post-impressionismo di artisti come Gauguin, Matisse, Kandinsky, Klee, Mondino, Ontani. Per approfondire il bell’articolo su Panorama. [...]
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