Due ore con Roberto Saviano, l’autore di Gomorra, per parlare della sua vita blindata ma soprattutto della sua attività di romanziere: è lo speciale di Che tempo che fa che Raitre ha proposto mercoledì 25 marzo alle 21.10. Ecco alcuni estratti video dell’intervista allo scrittore.
“Io vengo da una terra in cui sia che tu faccia una scelta sia che tu ne faccia un’altra, in positivo o in negativo, il destino è lo stesso. Si muore anche per stare in strada, spesso colpisce la banalità di questo male. Al sud i rassegnati restano, gli ambiziosi vanno via. La politica ha paura di affrontare l’argomento camorra perché è un argomento perdente”
- Giovedì 26 Marzo 2009








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Il 27 Marzo 2009 alle 17:02 Fortapàsc, Marco Risi racconta Giancarlo Siani » Panorama.it - Cultura e societa ha scritto:
[...] “Rimasi molto colpito dall’uccisione di Siani, mi chiesi subito cosa avesse fatto questo ragazzo che vedevo nelle immagini ferito a morte, come sorpreso, sembrava appoggiato come qualcuno che non avesse nulla da nascondere né alcun motivo per proteggersi” racconta Risi. “Non era una vittima predestinata, e non si aspettava certo di essere colpito all’improvviso”. A pochi giorni dal boom di ascolti per la trasmissione di Fabio Fazio con Saviano, la vicenda di Siani è ancora molto attuale. “Sappiamo tutti quanto la Campania sia costantemente sotto osservazione per ciò che vi accade” prosegue il regista. “Ma mentre in Gomorra tutto appare disperato, nel nostro caso e nonostante alla fine è la speranza ad essere uccisa, io mi auguro che lo spettatore possa provare il desiderio di somigliare al nostro protagonista. Fortapàsc è per me un film necessario – soprattutto nella Napoli umiliata e offesa di oggi – perché Giancarlo Siani può diventare un raggio di luce, una nuova speranza”. [...]
Il 27 Marzo 2009 alle 17:48 Fortapàsc, Marco Risi racconta Giancarlo Siani. | Napoli ha scritto:
[...] “Rimasi molto colpito dall’uccisione di Siani, mi chiesi subito cosa avesse fatto questo ragazzo che vedevo nelle immagini ferito a morte, come sorpreso, sembrava appoggiato come qualcuno che non avesse nulla da nascondere né alcun motivo per proteggersi” racconta Risi. “Non era una vittima predestinata, e non si aspettava certo di essere colpito all’improvviso”. A pochi giorni dal boom di ascolti per la trasmissione di Fabio Fazio con Saviano, la vicenda di Siani è ancora molto attuale. “Sappiamo tutti quanto la Campania sia costantemente sotto osservazione per ciò che vi accade” prosegue il regista. “Ma mentre in Gomorra tutto appare disperato, nel nostro caso e nonostante alla fine è la speranza ad essere uccisa, io mi auguro che lo spettatore possa provare il desiderio di somigliare al nostro protagonista. Fortapàsc è per me un film necessario – soprattutto nella Napoli umiliata e offesa di oggi – perché Giancarlo Siani può diventare un raggio di luce, una nuova speranza”. [...]
Il 2 Aprile 2009 alle 22:31 Cinema. Fortapàsc, Marco Risi racconta Giancarlo Siani. | Milano ha scritto:
[...] “Rimasi molto colpito dall’uccisione di Siani, mi chiesi subito cosa avesse fatto questo ragazzo che vedevo nelle immagini ferito a morte, come sorpreso, sembrava appoggiato come qualcuno che non avesse nulla da nascondere né alcun motivo per proteggersi” racconta Risi. “Non era una vittima predestinata, e non si aspettava certo di essere colpito all’improvviso”. A pochi giorni dal boom di ascolti per la trasmissione di Fabio Fazio con Saviano, la vicenda di Siani è ancora molto attuale. “Sappiamo tutti quanto la Campania sia costantemente sotto osservazione per ciò che vi accade” prosegue il regista. “Ma mentre in Gomorra tutto appare disperato, nel nostro caso e nonostante alla fine è la speranza ad essere uccisa, io mi auguro che lo spettatore possa provare il desiderio di somigliare al nostro protagonista. Fortapàsc è per me un film necessario – soprattutto nella Napoli umiliata e offesa di oggi – perché Giancarlo Siani può diventare un raggio di luce, una nuova speranza”. (Panorama) [...]
Il 2 Aprile 2009 alle 22:38 Cinema. Fortapàsc, Marco Risi racconta Giancarlo Siani. | Roma ha scritto:
[...] “Rimasi molto colpito dall’uccisione di Siani, mi chiesi subito cosa avesse fatto questo ragazzo che vedevo nelle immagini ferito a morte, come sorpreso, sembrava appoggiato come qualcuno che non avesse nulla da nascondere né alcun motivo per proteggersi” racconta Risi. “Non era una vittima predestinata, e non si aspettava certo di essere colpito all’improvviso”. A pochi giorni dal boom di ascolti per la trasmissione di Fabio Fazio con Saviano, la vicenda di Siani è ancora molto attuale. “Sappiamo tutti quanto la Campania sia costantemente sotto osservazione per ciò che vi accade” prosegue il regista. “Ma mentre in Gomorra tutto appare disperato, nel nostro caso e nonostante alla fine è la speranza ad essere uccisa, io mi auguro che lo spettatore possa provare il desiderio di somigliare al nostro protagonista. Fortapàsc è per me un film necessario – soprattutto nella Napoli umiliata e offesa di oggi – perché Giancarlo Siani può diventare un raggio di luce, una nuova speranza”. (Panorama) Articoli correlatiCinema, è uscito a Roma e a Milano “Il primo giorno d’inverno”.Cinema.”Aria”, Roberto Herlitzka è un transessuale: “Mi attrae quello che è complesso e ambiguo”.E’ romano l’orso d’oro di Berlino.Roma protagonista di un festival che parla di lei.A Scamarcio piace essere fidanzato. [...]
Il 2 Aprile 2009 alle 22:43 Cinema. Fortapàsc, Marco Risi racconta Giancarlo Siani. | Firenze ha scritto:
[...] “Rimasi molto colpito dall’uccisione di Siani, mi chiesi subito cosa avesse fatto questo ragazzo che vedevo nelle immagini ferito a morte, come sorpreso, sembrava appoggiato come qualcuno che non avesse nulla da nascondere né alcun motivo per proteggersi” racconta Risi. “Non era una vittima predestinata, e non si aspettava certo di essere colpito all’improvviso”. A pochi giorni dal boom di ascolti per la trasmissione di Fabio Fazio con Saviano, la vicenda di Siani è ancora molto attuale. “Sappiamo tutti quanto la Campania sia costantemente sotto osservazione per ciò che vi accade” prosegue il regista. “Ma mentre in Gomorra tutto appare disperato, nel nostro caso e nonostante alla fine è la speranza ad essere uccisa, io mi auguro che lo spettatore possa provare il desiderio di somigliare al nostro protagonista. Fortapàsc è per me un film necessario – soprattutto nella Napoli umiliata e offesa di oggi – perché Giancarlo Siani può diventare un raggio di luce, una nuova speranza”. (Panorama) Articoli correlatiTravestiti al cinema.“Lucca Animation”, il programma del week end.Cinema.”Aria”, Roberto Herlitzka è un transessuale: “Mi attrae quello che è complesso e ambiguo”.Firenze cosmopolita, arriva il Samsung Korea Film Fest.James Ivory visita la Madonna del Cardellino. [...]
Il 2 Aprile 2009 alle 22:49 Cinema. Fortapàsc, Marco Risi racconta Giancarlo Siani. | Torino ha scritto:
[...] “Rimasi molto colpito dall’uccisione di Siani, mi chiesi subito cosa avesse fatto questo ragazzo che vedevo nelle immagini ferito a morte, come sorpreso, sembrava appoggiato come qualcuno che non avesse nulla da nascondere né alcun motivo per proteggersi” racconta Risi. “Non era una vittima predestinata, e non si aspettava certo di essere colpito all’improvviso”. A pochi giorni dal boom di ascolti per la trasmissione di Fabio Fazio con Saviano, la vicenda di Siani è ancora molto attuale. “Sappiamo tutti quanto la Campania sia costantemente sotto osservazione per ciò che vi accade” prosegue il regista. “Ma mentre in Gomorra tutto appare disperato, nel nostro caso e nonostante alla fine è la speranza ad essere uccisa, io mi auguro che lo spettatore possa provare il desiderio di somigliare al nostro protagonista. Fortapàsc è per me un film necessario – soprattutto nella Napoli umiliata e offesa di oggi – perché Giancarlo Siani può diventare un raggio di luce, una nuova speranza”. (Panorama) Articoli correlatiIndecisi tra Morgan, la Chiatti e un po’ di Poesia? Ecco cosa scegliere per il fine settimana.Cinema.”Aria”, Roberto Herlitzka è un transessuale: “Mi attrae quello che è complesso e ambiguo”..Sottodiciottofestival: il nuovo concorso per i film degli under 18.Omaggio di Torino a Serge Bertino, il documentarista di Cousteau.Torna Barbara Hammer con due nuovi film al Torino Gay Lesbian FilmFest. [...]
Il 2 Aprile 2009 alle 22:52 Cinema. Fortapàsc, Marco Risi racconta Giancarlo Siani. | Genova ha scritto:
[...] “Rimasi molto colpito dall’uccisione di Siani, mi chiesi subito cosa avesse fatto questo ragazzo che vedevo nelle immagini ferito a morte, come sorpreso, sembrava appoggiato come qualcuno che non avesse nulla da nascondere né alcun motivo per proteggersi” racconta Risi. “Non era una vittima predestinata, e non si aspettava certo di essere colpito all’improvviso”. A pochi giorni dal boom di ascolti per la trasmissione di Fabio Fazio con Saviano, la vicenda di Siani è ancora molto attuale. “Sappiamo tutti quanto la Campania sia costantemente sotto osservazione per ciò che vi accade” prosegue il regista. “Ma mentre in Gomorra tutto appare disperato, nel nostro caso e nonostante alla fine è la speranza ad essere uccisa, io mi auguro che lo spettatore possa provare il desiderio di somigliare al nostro protagonista. Fortapàsc è per me un film necessario – soprattutto nella Napoli umiliata e offesa di oggi – perché Giancarlo Siani può diventare un raggio di luce, una nuova speranza”. (Panorama) Articoli correlatiIl caso dell’infedele Klara, la gelosia secondo Roberto Faenza.Per la prima volta nella storia: il cartoon Up apre Cannes.Il nuovo Far West? è vicino: la Liguria è il nuovo set per cowboy.Michael Winterbottom “Genova mon amour” [...]
Il 2 Aprile 2009 alle 22:59 Cinema. Fortapàsc, Marco Risi racconta Giancarlo Siani. | Bari ha scritto:
[...] “Rimasi molto colpito dall’uccisione di Siani, mi chiesi subito cosa avesse fatto questo ragazzo che vedevo nelle immagini ferito a morte, come sorpreso, sembrava appoggiato come qualcuno che non avesse nulla da nascondere né alcun motivo per proteggersi” racconta Risi. “Non era una vittima predestinata, e non si aspettava certo di essere colpito all’improvviso”. A pochi giorni dal boom di ascolti per la trasmissione di Fabio Fazio con Saviano, la vicenda di Siani è ancora molto attuale. “Sappiamo tutti quanto la Campania sia costantemente sotto osservazione per ciò che vi accade” prosegue il regista. “Ma mentre in Gomorra tutto appare disperato, nel nostro caso e nonostante alla fine è la speranza ad essere uccisa, io mi auguro che lo spettatore possa provare il desiderio di somigliare al nostro protagonista. Fortapàsc è per me un film necessario – soprattutto nella Napoli umiliata e offesa di oggi – perché Giancarlo Siani può diventare un raggio di luce, una nuova speranza”. (Panorama) Articoli correlatiCinema. Due partite: dalla Buy alla Pandolfi, generazioni di donne a confronto. [...]
Il 2 Aprile 2009 alle 23:08 Cinema. Fortapàsc, Marco Risi racconta Giancarlo Siani. | Tre venezie ha scritto:
[...] “Rimasi molto colpito dall’uccisione di Siani, mi chiesi subito cosa avesse fatto questo ragazzo che vedevo nelle immagini ferito a morte, come sorpreso, sembrava appoggiato come qualcuno che non avesse nulla da nascondere né alcun motivo per proteggersi” racconta Risi. “Non era una vittima predestinata, e non si aspettava certo di essere colpito all’improvviso”. A pochi giorni dal boom di ascolti per la trasmissione di Fabio Fazio con Saviano, la vicenda di Siani è ancora molto attuale. “Sappiamo tutti quanto la Campania sia costantemente sotto osservazione per ciò che vi accade” prosegue il regista. “Ma mentre in Gomorra tutto appare disperato, nel nostro caso e nonostante alla fine è la speranza ad essere uccisa, io mi auguro che lo spettatore possa provare il desiderio di somigliare al nostro protagonista. Fortapàsc è per me un film necessario – soprattutto nella Napoli umiliata e offesa di oggi – perché Giancarlo Siani può diventare un raggio di luce, una nuova speranza”. (Panorama) Articoli correlatiMostre, Gorizia: al via ‘L’atelier degli Oscar’. I costumi di Tirelli.Mostra di Venezia: torna ‘Controcampo italiano’. [...]
Il 2 Aprile 2009 alle 23:16 Cinema. Fortapàsc, Marco Risi racconta Giancarlo Siani. | Bologna ha scritto:
[...] “Rimasi molto colpito dall’uccisione di Siani, mi chiesi subito cosa avesse fatto questo ragazzo che vedevo nelle immagini ferito a morte, come sorpreso, sembrava appoggiato come qualcuno che non avesse nulla da nascondere né alcun motivo per proteggersi” racconta Risi. “Non era una vittima predestinata, e non si aspettava certo di essere colpito all’improvviso”. A pochi giorni dal boom di ascolti per la trasmissione di Fabio Fazio con Saviano, la vicenda di Siani è ancora molto attuale. “Sappiamo tutti quanto la Campania sia costantemente sotto osservazione per ciò che vi accade” prosegue il regista. “Ma mentre in Gomorra tutto appare disperato, nel nostro caso e nonostante alla fine è la speranza ad essere uccisa, io mi auguro che lo spettatore possa provare il desiderio di somigliare al nostro protagonista. Fortapàsc è per me un film necessario – soprattutto nella Napoli umiliata e offesa di oggi – perché Giancarlo Siani può diventare un raggio di luce, una nuova speranza”. (Panorama) [...]
Il 24 Dicembre 2009 alle 14:30 Intervista esclusiva all’altro Saviano: “La lotta alla mafia non ha colore” - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] la “difesa della Costituzione”? Lei non è un impiegato della fureria conformista: perché non le lascia fare a Fabio Fazio, queste sparate? Di Fabio Fazio dico soltanto che gli sono amico e quindi con lui farei volentieri [...]
Il 28 Dicembre 2009 alle 21:58 Intervista a Roberto Saviano « Sottoosservazione’s Blog ha scritto:
[...] quale la “difesa della Costituzione”? Lei non è un impiegato della fureria conformista: perché non le lascia fare a Fabio Fazio, queste sparate? Di Fabio Fazio dico soltanto che gli sono amico e quindi con lui farei volentieri [...]
Il 29 Dicembre 2009 alle 1:27 LA LOTTA ALLA MAFIA NON HA COLORE – Intervista a Roberto Saviano. « Freedom ha scritto:
[...] quale la “difesa della Costituzione”? Lei non è un impiegato della fureria conformista: perché non le lascia fare a Fabio Fazio, queste sparate? Di Fabio Fazio dico soltanto che gli sono amico e quindi con lui farei volentieri [...]
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