
La crisi, certo. Con la pubblicità che crolla. E internet, con la sua velocità, il “citizen journalism” e i tanti blog che si sostituiscono agli editoriali. La lista dei possibili “killer” del giornalismo è lunga. Ma è proprio vero che il giornalismo morirà con la fine dei giornali? E che “l’ultima copia del New York Times” sarà mai stampata? Tutte domande sulle quali si interrogheranno i partecipanti del prossimo “Festival internazionale del giornalismo” di Perugia, in programma da questa mattina al 5 aprile. Cinque giorni intensi, di dibattiti, incontri, tavole rotonde. Per interrogarsi sul destino di una professione che, per restare “testimone dei tempi”, ai tempi non può che adattarsi. E così nei tanti eventi che costelleranno le giornate della città umbra interverranno professionisti affermati del giornalismo di ieri, oggi e domani.
Con un occhio privilegiato ai protagonisti internazionali: da Seymour Hersh, firma del New Yorker, premio Pulitzer che ha messo in imbarazzo l’esercito americano due volte: a My Lai nel ‘69 e ad Abu Ghraib nel 2004. E poi Javier Moreno, direttore di El Paìs, primo quotidiano spagnolo, che discuterà con Ezio Mauro, direttore di Repubblica, sul ruolo dei giornali nella formazione dell’opinione pubblica. Ci sarà un focus sull’economia, con il dibattito tra il neodirettore del Sole 24ore Gianni Riotta e John Lloyd del Financial Times. Ma anche voci “dal fronte” come Ayman Mohyeldin di Al Jazeera, l’unico straniero a Gaza durante i bombardamenti israeliani, o Petra Reski, la tedesca del Die Zeit autrice di Mafia libro sulla ‘ndrangheta. E poi moltissimi italiani, da Sergio Romano a Marco Travaglio. Una schiera che convertirà Perugia per giorni nel “sancta sanctorum” della stampa. Non solo per i nomi, ma anche e soprattutto per i tanti giovani delle scuole di giornalismo che seguiranno eventi e interviste e riporteranno tutto sui loro giornali e siti. Per chi non potrà essere a Perugia ma vorrà seguire l’evento i modi saranno molti: le dirette saranno trasmesse dal sito il Cannocchiale, approfondimenti sulla web tv dello Iulm di Milano e sul quotidiano online La Sestina. Ci saranno anche un gruppo su Facebook e un blog dedicati all’evento.
Tra le tante iniziative, tutte gratuite, che avranno luogo nei cinque giorni del festival, tutte elencate nel programma sul sito della manifestazione, segnaliamo la mostra di due fotoreporter: Cina, il ritorno della concubina di Axelle de Russé che ha vinto nel 2007 il Canon Female Photojournalist Award al Festival di fotogiornalismo di Perpignan e Ragazzi dietro le sbarre di Hazel Thompson, che sempre a Perignan ha vinto nel 2006 il CARE International Award for Humanitarian Reportage. E poi lo spazio molto ampio dedicato al giornalismo sui nuovi media, con la presenza molto mediatica dei “Vanguard journalist” di Current, la webTv fondata da Al Gore, e poi una tavola rotonda dedicata all’uso di Facebook, Twitter e affini nel dialogo con il lettore. Un’altra tavola rotonda sarà dedicata alle sinergie tra giornale, sito e tv: il “super media” che dovrebbe salvare il giornalismo.
- Mercoledì 1 Aprile 2009









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