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	<title>Cultura e societa &#187; Chagall, Kandinskij, Malevich: l&#8217;avanguardia russa in mostra a Como</title>
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	<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 19:24:55 +0000</pubDate>
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		<title>Chagall, Kandinskij, Malevich: l’avanguardia russa in mostra a Como</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Apr 2009 08:49:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>silvia.tomasi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Apertura#4]]></category>

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		<description><![CDATA[Le opere di tre grandi artisti russi che sviluppano, in modi diversissimi, una rivoluzione in pittura. In rassegna a Villa Olmo fino al 26 luglio - <strong><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/chagall_kandinsky_malevic_maestri_dellavanguardia_russa/167368_chagall_kandinsky_malevic_maestri_dellavanguardia_russa.html">LA GALLERY</a></strong>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/chagall_kandinsky_malevic_maestri_dellavanguardia_russa/167388_kazimir_malevich_suprematismo_1915.html" title="Kazimir Malevich - Suprematismo, 1915"> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/04/09/49de15f67aab2_zoom.jpg" alt="Kazimir Malevich - Suprematismo, 1915" border="0" width="500" /> </a><br />
<strong><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/chagall_kandinsky_malevic_maestri_dellavanguardia_russa/167368_chagall_kandinsky_malevic_maestri_dellavanguardia_russa.html">LA GALLERY</a></strong><br />
&#8220;Noi siamo la supremazia del nuovo&#8221;, scrive Malevich nel 1920, sostenendo che l&#8217;artista moderno deve guardare a un&#8217;opera finalmente liberata da finalità figurative, a un&#8217;arte scavata fino alle sue radici essenziali, al supremo ritrovamento del solo e puro colore. Nasce con Malevich il suprematismo russo, l&#8217;astrazione radicale che lo porta a dipingere <em>Quadro bianco su fondo bianco</em>, a conclusione del percorso pittorico dei &#8216;bianchi e neri&#8217;, &#8216;bianchi e colori&#8217; e sono proprio <em>Quattro quadrati</em>, scanditi in bianco e nero, e <em>Quadrato rosso</em> (1915), intitolato anche <em>Realismo pittorico di una contadina a due dimensioni</em>, a campeggiare nella mostra <em>Chagall, Kandinskij, Malevich - Maestri dell&#8217;avanguardia  russa</em> a Como, fino al 26 luglio, nella sede della splendida Villa Olmo affacciata sul lago.<br />
Sono 80 le opere provenienti dal museo di San Pietroburgo, in questa mostra curata  da Sergio Gaddi ed Evgenia Petrova, (catalogo Silvana editoriale, <a href="http://www.grandimostrecomo.it" target="_blank">www.grandimostrecomo.it</a>) per indagare fino agli anni Trenta l&#8217;attività di questi tre grandi artisti russi, che sviluppano in modi diversissimi una rivoluzione in pittura. Il termine &#8216;avanguardia&#8217; è il fil rouge della mostra ed è un vocabolo militare che rimanda in campo artistico all&#8217;annientamento dell&#8217;esistente, del passato anacronistico. L&#8217;azione di distruzione/costruzione deve essere totale e coinvolgere l&#8217;intero contesto culturale, sociale e politico, come avveniva negli stessi anni col futurismo in Italia, aperto a 360 gradi, fino a postulare la &#8220;guerra, sola igiene del mondo&#8221;.<br />
Quello che accade in Russia, in un capitolo della sua storia nello stesso tempo rivoluzionaria e tragica, è la deflagrazione dell&#8217;arte in una libertà creativa unica. La mostra di Como può esser letta quindi come un correlativo oggettivo di quello che avviene a Milano nei festeggiamenti del centenario futurista e sicuramente Malevich, che nel 1913 proclama in un manifesto il cubofuturismo russo, è quello più vicino alle pattuglie avanzate di questa trasformazione radicale, ma poi con i richiami all&#8217;ordine verso il figurativo voluto da Stalin, ecco che nei suoi quadri appaiono  matrioske-contadini, in spirito nazional-socialista come quella <em>Testa di contadino</em> (1928-29) simbolo della mostra.<br />
Altro è l&#8217;incanto di Chagall, del suo spirito libero, aereo. Basta guardare lo spettacolare <em>L&#8217;ebreo russo, Lo specchio, Gli amanti in blu, La bottega del barbiere</em> dai colori argentini, dalla forza cromatica propulsiva del fauve, per capire che niente è più agli antipodi dal suprematismo di questa pittura dove freschezza e felicità dell&#8217;infanzia si abbracciano.<br />
Anche con  Kandinskij si approda ad una nuova rivoluzione, verso lo Spirituale nell&#8217;arte secondo il titolo di una sua opera. Le opere degli anni Dieci sono ancora immerse nell&#8217;amore per l&#8217;arte popolare, russa, poi tedesca o per soggetti mitologici (gli oli su vetro delle Amazzoni in mostra  incantano); successivamente l&#8217;artista lavora sul senso dei colori, sradica dai quadri ogni riferimento spaziale, usa La linea e il punto  (altro titolo di un suo testo) nello stesso tempo elementi di confine e colori autonomi, come nei <em>Due ovali</em> 1919, o nella <em>Figura femminile</em> 1915, e <em>Paesaggio</em> 1915; si approda all&#8217;astrazione, dove il colore accende accordi musicali.<br />
Alla conclusione nel percorso della mostra di Como c&#8217;è una chicca, i lavori di un artista poco noto: Pavel Filonov, ostracizzato dal regime russo, creatore dell&#8217;arte analitica, alla quale resterà fedele lungo tutta la sua vita di stenti e censure. <em>Le due teste</em> (1925) o <em>Animali</em> (1930) chiariscono cosa intenda Filonov per analisi: il bisogno di &#8220;disegnare tenacemente e con precisione ogni atomo&#8221; della realtà. Tutto lo  spazio della tela è coperto di particelle, fili colorati, così strettamente intrecciati da non lasciar sussistere il minimo spazio: l&#8217;horror vacui, anche l&#8217;orrore della dittatura degli anni Trenta in Russia per un attimo vengono messi a tacere dall&#8217;arte.</p>
<p><strong><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/chagall_kandinsky_malevic_maestri_dellavanguardia_russa/167368_chagall_kandinsky_malevic_maestri_dellavanguardia_russa.html">LA GALLERY</a></strong></p>
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