Nasce come film indipendente ma con una forte e innovativa volontà produttiva che ha coinvolto svariate realtà. Non solo produttori associati (Ester Production, Augustuscolor, Lo Scrittoio, Adverteam e Pontaccio), ma anche istituzioni (Regione Lombardia, Provincia di Milano, Comune di Milano e Comune di Sesto San Giovanni), associazioni e fondazioni fino ai sindacati, come la CGIL Lombardia. Tutti uniti per dare vita a Fuga dal call center (dal 17 aprile nelle sale), nell’intenzione di portare sul grande schermo il leit motiv di questi tempi: le flebili certezze e le cupe prospettive con cui sono costrette a confrontarsi le nuove generazioni.
I protagonisti della pellicola, diretta da Federico Rizzo, sono Gianfranco (Angelo Pisani) laureato modello in “vulcanologia”, declassato all’ultimo grado della scala professionale di un call center, e Marzia (Isabella Tabarini), aspirante giornalista che si trova costretta a lavorare come centralinista in un telefono erotico. Catapultati in un’indesiderata “indipendenza”, i due si imbattono di colpo nella realtà grottesca di un mondo alla rovescia governato da ambigui individui, dove non valgono lauree o competenze e sogni e ambizioni si infrangono contro la dura necessità di sbarcare il lunario.
Il racconto cinematografico viene punteggiato da interviste a veri operatori di call center.
“Milioni di giovani italiani, dopo la laurea, sono spesso costretti a riporre in un cassetto le proprie aspirazioni per accettare lavori temporanei, contratti a tempo, collaborazioni saltuarie e arrivare a fornire persino prestazioni gratuite pur di imparare un mestiere e crearsi un futuro” dice il regista Rizzo. “Una situazione di precarietà che, dal piano professionale, arriva inevitabilmente a intaccare anche la sfera privata e affettiva, diventando a tutti gli effetti una precarietà esistenziale”.
Il trailer di Fuga dal call center da YouTube:
- Venerdì 17 Aprile 2009









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Il 24 Aprile 2009 alle 17:21 Generazione mille euro: ce la racconta Massimo Venier. Con ironia e amarezza » Panorama.it - Cultura e societa ha scritto:
[...] “Questa è l’unica epoca in cui i figli stanno peggio dei padri”, è il commento di Matteo quando apprende che un suo coetaneo disoccupato lascia Milano per tornarsene in Molise - “in Molise?!” - dai suoi. Trentenne con la passione per le formule matematiche e le statistiche, brillantemente laureato ma imbrigliato in un misero contratto a termine in una società di marketing, Matteo è uno dei tanti rappresentanti della Generazione mille euro, nel film così intitolato di Massimo Venier, liberamente ispirato all’omonimo libro di Antonio Incorvaia e Alessandro Rimassa. Interpretato da Alessandro Tiberi, ormai abituato a ruoli da giovane irrisolto e novizio maltrattato nel mondo professionale (vedansi L’amore non basta e la serie tv Boris), Matteo fa un lavoro che detesta, vivendo come “in un videogioco non tanto bello dove quello che faccio lo decide un altro”. Smarrito in una vita che non gli appartiene, abita in affitto a Milano in una casa coi buchi nel pavimento, in condivisione con il suo migliore amico Francesco (un divertente Francesco Mandelli), amante di cinema con la battuta sempre pronta. Il suo equilibrio già precario lo diventa ancor di più quando arriva la nuova coinquilina Beatrice (Valentina Lodovini), laureata in lettere ovviamente anche lei precaria, insegnante alla prese con supplenze e ripetizioni, e quando la donna in carriera Angelica (Carolina Crescentini) gli offre un’occasione forse imperdibile… Rassegnato e spento, Matteo vive con un senso di assenza da se stesso che il regista Venier decide di stemperare con tinte da commedia, puntando sull’ironia e su una sceneggiatura spumeggiante e divertente, di cui è autore insieme a Federica Pontremoli. Generazione mille euro è lontano dal britannico In questo mondo libero di Ken Loach, che a suo modo trattava di flessibilità e precariato con drammaticità e realismo, come effettivamente molti precari vivono la loro condizione. “Ognuno deve usare lo strumento che sa suonare” dice il cineasta italiano, storico realizzatore di tante pellicole di Aldo, Giovanni e Giacomo. “Mi piace la commedia, con un tocco di amarezza e ironia”. Piacevole e sottolineato dalle canzoni di Malika Ayane, la giovane cantante di origini marocchine fattasi apprezzare a San Remo, Generazione mille euro esce nelle sale il 24 aprile e va ad accodarsi alla serie di pellicole italiane che già hanno trattato e ritrattato il tema del precariato lavorativo, dal recente Fuga dal call center di Federico Rizzo a Tutta la vita davanti di Paolo Virzì. [...]
Il 19 Luglio 2010 alle 19:31 Notizie dai blog su Fuga dal Call Center – Trailer ha scritto:
[...] innovativa volontà produttiva che ha coinvolto svariate realtà. blog: canale cultura e società | leggi l’articolo Per help e visualizzare le immagini abilitare javascript. Scrivi un [...]
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