“Questa è l’unica epoca in cui i figli stanno peggio dei padri”, è il commento di Matteo quando apprende che un suo coetaneo disoccupato lascia Milano per tornarsene in Molise - “in Molise?!” - dai suoi. Trentenne con la passione per le formule matematiche e le statistiche, brillantemente laureato ma imbrigliato in un misero contratto a termine in una società di marketing, Matteo è uno dei tanti rappresentanti della Generazione mille euro, nel film così intitolato di Massimo Venier, liberamente ispirato all’omonimo libro di Antonio Incorvaia e Alessandro Rimassa.
Interpretato da Alessandro Tiberi, ormai abituato a ruoli da giovane irrisolto e novizio maltrattato nel mondo professionale (vedansi L’amore non basta e la serie tv Boris), Matteo fa un lavoro che detesta, vivendo come “in un videogioco non tanto bello dove quello che faccio lo decide un altro”. Smarrito in una vita che non gli appartiene, abita in affitto a Milano in una casa coi buchi nel pavimento, in condivisione con il suo migliore amico Francesco (un divertente Francesco Mandelli), amante di cinema con la battuta sempre pronta. Il suo equilibrio già precario lo diventa ancor di più quando arriva la nuova coinquilina Beatrice (Valentina Lodovini), laureata in lettere ovviamente anche lei precaria, insegnante alla prese con supplenze e ripetizioni, e quando la donna in carriera Angelica (Carolina Crescentini) gli offre un’occasione forse imperdibile…
Rassegnato e spento, Matteo vive con un senso di assenza da se stesso che il regista Venier decide di stemperare con tinte da commedia, puntando sull’ironia e su una sceneggiatura spumeggiante e divertente, di cui è autore insieme a Federica Pontremoli. Generazione mille euro è lontano dal britannico In questo mondo libero di Ken Loach, che a suo modo trattava di flessibilità e precariato con drammaticità e realismo, come effettivamente molti precari vivono la loro condizione. “Ognuno deve usare lo strumento che sa suonare” dice il cineasta italiano, storico realizzatore di tante pellicole di Aldo, Giovanni e Giacomo. “Mi piace la commedia, con un tocco di amarezza e ironia”.
Piacevole e sottolineato dalle canzoni di Malika Ayane, la giovane cantante di origini marocchine fattasi apprezzare a San Remo, Generazione mille euro esce nelle sale il 24 aprile e va ad accodarsi alla serie di pellicole italiane che già hanno trattato e ritrattato il tema del precariato lavorativo, dal recente Fuga dal call center di Federico Rizzo a Tutta la vita davanti di Paolo Virzì.
Il trailer di Generazione mille euro da YouTube:
- Venerdì 24 Aprile 2009








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Il 24 Aprile 2009 alle 17:24 Al cinema con la Generazione mille euro e Houdini - L’ultimo mago » Panorama.it - Cultura e societa ha scritto:
[...] Precari, mal pagati e quasi rassegnati. Coi sogni nel cassetto, ma con tanta ironia. Ecco il quadro dei giovani di oggi di Massimo Venier, nella sua commedia con screziature sia amare che divertenti Generazione mille euro. Con Alessandro Tiberi, Carolina Crescentini, Valentina Lodovini, Francesco Mandelli. Dal 24 aprile nelle sale, insieme con Houdini - L’ultimo mago, storia tra realtà e finzione del re delle fughe impossibili, interpretato da Guy Pearce, diretta da Gillian Armstrong. Con Catherine Zeta-Jones. È invece già in sala da giorni, dall’Earth Day, Earth - La nostra terra, documentario diretto da Alastair Fothergill e Mark Linfield, che mostra la bellezza e la fragilità del nostro pianeta. LEGGI GLI ARTICOLI: Generazione mille euro: ce la racconta Massimo Venier. Con ironia e amarezza Houdini - L’ultimo mago, Guy Pearce è l’artista delle fughe impossibili Earth - La nostra terra, un omaggio alla sua bellezza. E alla sua fragilità [...]
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